Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
24 maggio 2000
Spettabile "Associazione per i diritti degli utenti e consumatori", mi rivolgo a voi perche’ ritengo che il mio caso (sicuramente non il piu’ eclatante da voi trattato) necessiti di un vostro consiglio.
Trattasi di acquisto di un mobile della FORMER, con data di acquisto meta’ marzo del 2000, presso il rivenditore "SARACENI" sito in Via Fantoni, 26 Milano.
In allegato riporto la mailing list intercorsa tra me e la casa Fornitrice in cui potrete evincere facilmente la posizione assunta da FORMER a fronte di una dichiarata consegna sull'ordine di acquisto di "fine aprile 2000" fatta dal rivenditore (in base alla normale prassi di fornitura).
Non sono un consumatore pignolo e rompiscatole che non sa come passare il tempo. Ho dovuto fare il diavolo a quattro per fare in modo che:
- lavori murari
- ferie di pasqua (NON FATTE)
terminassero entro i limiti stabiliti dalla data di consegna del mobile in oggetto.
Il fastidio arrecatomi ha prodotto come unico effetto la risposta del Fornitore che ha dato del bugiardo al rivenditore, mentre oggi mi fa’ sapere dallo stesso che causa ritardi dovuti a ferie di Pasqua e impegni di fiera a Milano (Fiera del mobile di aprile) sono costretti a posticipare sino alla prima meta’ di Giugno la fornitura in questione. Possibile che in un contratto di acquisto tra compratore (me) e rivenditore lasci il compratore completamente "scoperto" a fronte dell'insorgere di qualsiasi problema del fornitore/rivenditore ?
Sarei molto interessato nell'apprendere la vostra opinione circa il mio caso e colgo l'occasione per richiedere informativa riguardo alle attivita’ che vi vedono impegnati come associazione.
Ringrazio in anticipo e porgo Distinti Saluti.
Trattasi di acquisto di un mobile della FORMER, con data di acquisto meta’ marzo del 2000, presso il rivenditore "SARACENI" sito in Via Fantoni, 26 Milano.
In allegato riporto la mailing list intercorsa tra me e la casa Fornitrice in cui potrete evincere facilmente la posizione assunta da FORMER a fronte di una dichiarata consegna sull'ordine di acquisto di "fine aprile 2000" fatta dal rivenditore (in base alla normale prassi di fornitura).
Non sono un consumatore pignolo e rompiscatole che non sa come passare il tempo. Ho dovuto fare il diavolo a quattro per fare in modo che:
- lavori murari
- ferie di pasqua (NON FATTE)
terminassero entro i limiti stabiliti dalla data di consegna del mobile in oggetto.
Il fastidio arrecatomi ha prodotto come unico effetto la risposta del Fornitore che ha dato del bugiardo al rivenditore, mentre oggi mi fa’ sapere dallo stesso che causa ritardi dovuti a ferie di Pasqua e impegni di fiera a Milano (Fiera del mobile di aprile) sono costretti a posticipare sino alla prima meta’ di Giugno la fornitura in questione. Possibile che in un contratto di acquisto tra compratore (me) e rivenditore lasci il compratore completamente "scoperto" a fronte dell'insorgere di qualsiasi problema del fornitore/rivenditore ?
Sarei molto interessato nell'apprendere la vostra opinione circa il mio caso e colgo l'occasione per richiedere informativa riguardo alle attivita’ che vi vedono impegnati come associazione.
Ringrazio in anticipo e porgo Distinti Saluti.
Risposta ADUC
Premettendo che le contestazioni vanno effettuate solo tramite A/R, lei ha stipulato un contratto con il rivenditore, e pertanto e' su di lui che lei ha azione (questi potra' poi rivalersi sul produttore). Conta solo il contratto. Occorre conoscere gli estremi di detto atto. Se da contratto e' indicata la consegna per fine Aprile, avrebbe dovuto inviare raccomandata A/R al rivenditore specificando che se entro tot gg dal ricevimento della stessa non avessero provveduto alla consegna, (essendo loro gia' inadempienti a causa del mancato rispetto del termine di Aprile), avrebbe considerato risolto il contratto, adendo le vie legali onde ottenere il rimborso per il danno subito a causa della loro inadempienza. Invii la raccomandata, in modo da porre un fine a questa situazione (inviando detta lettera p.c. anche alla ditta ed intestandola sempre p.c. anche a noi in quanto associazione di consumatori). Poi, potra' rivolgersi alla Commissione di conciliazione della Camera di Commercio oppure al giudice di pace.
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