Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
21 marzo 2003
In data 20-01-03 incaricavo una agenzia di intermediazione immobiliare a provvedere alla vendita del mio immobile, sito in Roma, da me acquistato nell'anno 1996.
In data 28-02-2003 sottoscrivevo un compromesso di acquisto con l'acquirente con il quale ci obbligavamo a perfezionare l'atto di acquisto (rogito notarile) entro 8 mesi da tale data.
Successivamente ricevevo un verbale di assemblea condominiale, tenutasi in data 28-02-2003, nel quale, tra gli altri, si portava a conoscenza dei condomini la seguente situazione: - negli anni 2000, 2001 e 2002 il fabbricato era stato oggetto di verifiche di staticita' da parte di una ditta specializzata la quale aveva prodotto delle opportune relazioni che non erano mai state consegnate ai proprietari del condominio; - dalle relazioni, a me pervenute in data 17-03-2003, si evince che il fabbricato presenta dei pilastri che nel corso degli anni hanno subito degli abbassamenti ritenuti al momento non preoccupanti ma che stante ancora il processo in corso necessitano di un monitoraggio con cadenza annuale al fine di eventualmente intervenire, se necessario, con operazioni di consolidamento.
Fermo restando la mia piu' assoluta non conoscenza dei fatti di cui sopra se non al momento della ricezione delle relazioni tecniche, che caso ha voluto successive alla data della stipula del compromesso di acquisto, sono cortesemente a richiederVi:
- sono tenuto a portare a conoscenza dell'acquirente i fatti di cui sopra?
- che tipo di accordo posso integrare al compromesso di acquisto atto a garantire sia il venditore che il proprietario?
- puo' l'acquirente recedere dall'acquisto e richiedere eventuali danni subiti?
- nel caso di recesso le somme incassate dall'agenzia immobiliare (da parte mia saldate senza emissione di fattura - rilascio di una semplice ricevuta) sono ristornabili alle parti?
- per una problematica di questo tipo a chi e' piu' opportuno rivolgersi ad un notaio o ad un avvocato?
Nel rigraziarVi per l'attenzione, in urgente attesa a quanto sopra porgo distinti saluti
In data 28-02-2003 sottoscrivevo un compromesso di acquisto con l'acquirente con il quale ci obbligavamo a perfezionare l'atto di acquisto (rogito notarile) entro 8 mesi da tale data.
Successivamente ricevevo un verbale di assemblea condominiale, tenutasi in data 28-02-2003, nel quale, tra gli altri, si portava a conoscenza dei condomini la seguente situazione: - negli anni 2000, 2001 e 2002 il fabbricato era stato oggetto di verifiche di staticita' da parte di una ditta specializzata la quale aveva prodotto delle opportune relazioni che non erano mai state consegnate ai proprietari del condominio; - dalle relazioni, a me pervenute in data 17-03-2003, si evince che il fabbricato presenta dei pilastri che nel corso degli anni hanno subito degli abbassamenti ritenuti al momento non preoccupanti ma che stante ancora il processo in corso necessitano di un monitoraggio con cadenza annuale al fine di eventualmente intervenire, se necessario, con operazioni di consolidamento.
Fermo restando la mia piu' assoluta non conoscenza dei fatti di cui sopra se non al momento della ricezione delle relazioni tecniche, che caso ha voluto successive alla data della stipula del compromesso di acquisto, sono cortesemente a richiederVi:
- sono tenuto a portare a conoscenza dell'acquirente i fatti di cui sopra?
- che tipo di accordo posso integrare al compromesso di acquisto atto a garantire sia il venditore che il proprietario?
- puo' l'acquirente recedere dall'acquisto e richiedere eventuali danni subiti?
- nel caso di recesso le somme incassate dall'agenzia immobiliare (da parte mia saldate senza emissione di fattura - rilascio di una semplice ricevuta) sono ristornabili alle parti?
- per una problematica di questo tipo a chi e' piu' opportuno rivolgersi ad un notaio o ad un avvocato?
Nel rigraziarVi per l'attenzione, in urgente attesa a quanto sopra porgo distinti saluti
Risposta ADUC
e' una brutta situazione: non sappiamo cosa consigliarle in quanto non e' stato conclamato un rischio effettivo e non c'e' un intervento, previsto, che debba essere comunicato all'acquirente. Il problema e' se possa esserle contestato in seguito -in caso di evoluzione- quale vizio occulto. Sarebbe quindi meglio dirglielo: e' anche vero che il compratore potrebbe in tal caso recedere dal compromesso, tuttavia poiche' NON ci sono elementi concreti ed in compromesso non ha certo garantito nulla in merito, recedendo, lei avrebbe diritto ad esigere una penale. Le provvigioni all'agenzia, comunque, sono dovute.
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