Sabato 6 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

20 marzo 2003
Domanda 20 marzo 2003
Cara ADUC, a luglio dello scorso anno abbiamo eseguito dei lavori di allacciamento dell'impianto fognario comunale con relativa sistemazione del marciapiede in cemento sotto cui passano le tubazioni. Io e gli altri tre proprietari firmiamo un capitolato con un'impresa per una spesa preventivata di circa 5000 euro.
Vi e' un direttore dei lavori (un geometra, fratello di uno dei proprietari), ma nella direzione degli stessi presenta molte lacune, i lavori in economia non sono controllati ed alla fine ci viene presentato un conto di 15mila euro.
L'aumento viene motivato da molte spese fuori preventivo, alcune necessarie altre per barocchismi estetici concordati con il sottoscritto solo perche' la spesa sarebbe stata la medesima (es: betonelle invece del cemento), e da errati calcoli sulle spese per metratura.
Alla fine due proprietari decidono comunque di saldare il debito, uno paga il mese scorso con uno sconto pattuito del 3% sul totale.
Io non ho nessuna intenzione di pagare, ho saldato la mia parte in preventivo (1000 euro), ma per i restanti 1900 euro mi sento preso in giro.
La settimana scorsa, a distanza di 6 mesi, mi e' arrivata la fattura, che mi intima di pagare i restanti 1900 con la clausola per cui "per le fatture non pagate alla scadenza verranno applicati gli interessi pari al 10% annuo". E' legale?
La mia contestazione e' legata solo alla direzione dei lavori ed alle spese che non sono state conformi al preventivo, i lavori comunque sono stati comunque eseguiti a regola d'arte anche Io non ho motivazioni di contestazione a tal proposito. Io il mio debito mi sento comunque d'averlo pagato, come posso tutelarmi per non dover pagare errori non miei? E' plausibile richiedere i danni alla direzione dei lavori?
Ci sono dei termini entro cui agire? La camera di commercio solitamente tutela il consumatore ingannato da questo tipo di comportamento? Non vorrei intraprendere un'azione legale che mi costasse di piu' di quanto sia il mio debito nei confronti dell'impresa.
Vi ringrazio in anticipo per la risposta e per il lavoro egregio che fate.

Risposta ADUC
se gli altri due proprietari sono d'accordo, dovrebbe rifarsela con loro. A meno che, non si tratti di spese separabili, nel qual caso lei puo' gestirsi la sua parte separatamente: potrebbe, in questo caso, inviare una raccomandata A/R di messa in mora, facendo presenti le sue contestazioni (gia' avrebbe dovuto farlo) intimando che si provveda entro 15 gg a fornirle giustificazioni adeguate e a ridurre gli importi contestati, avvisando che in difetto adira' le vie legali. A quel punto, dovra' rivolgersi al giudice di pace (gli interessi legali, adesso, sono comunque al 3%: il 10% e' un vecchio tasso).
In caso avesse dei danni determinati dalla Direzione (e non potesse contestare le richieste di pagamento) potra' sicuramente intentare un'azione. Occorre, pero', che questi danni appunto ci siano.
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