Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

16 marzo 2003
Domanda 16 marzo 2003
Visito il vostro sito per informarmi sul canone rai, e scopro che DEVO pagarlo.
Ho letto decine di lettere, ma a quanto sembra non date alcuna via di uscita (non potete darla, evidentemente).
Io vorrei chiederVi:
1) perche' conosco decine di persone a cui non arriva la richiesta della RAI di pagare il canone?
sarebbe come se un numero ristretto di persone non dovesse pagare l'RC Auto, o sbaglio?
2) cosa succede negli altri paesi europei dove esiste una televisione di Stato?
3) non e' una violazione della legge sul trattamento dei dati personali il fatto che aprendo contratti con Enel, ecc. i miei dati finiscano per magia nei database della RAI?
4) Voi dite che il canone e' una tassa sulla proprieta' di un televisore, ma allora perche' questa tassa VA PAGATA ALLA RAI?
5) Possibile che nessuno abbia ricorso ad una Corte europea, visto il fatto che alla fine l'utente non gode di un servizio, ma lo subisce? (propaganda, disinformazione, sperperi finanziari, lobbies politiche, nessun diritto insomma).
6) Con l'avvento di Berlusconi la Rai fa pubblicita' ogni 30 minuti circa nelle ore di massimo ascolto, e la raccolta pubblicitaria e' enormemente aumentata (e' scritto su tutti i giornali, e anche nei loro bilanci): aumentate le entrate, aumentano gli sperperi e i guadagni occulti; aumenta il canone, e il gioco e' fatto!
E' lecito?
7) Posso risalire all'Ente che ha regalato i miei dati personali alla Rai?
8) Perche' non e' lo Stato stesso a consegnare i dati personali alla Rai, ma lo fanno anche societa' private?
Io sono iscritto a corsi universitari a distanza, e ho 2 televisori e due videoregistratori: se devo pagare anch'io i milioni per Amadeus, Mara Venier, Sacca', Baudo, il festival truccato di Sanremo, Alda D'Eusanio, ecc..? ok, pero' Vi chiedo di rispondere alle mie precedenti domande oppure di darmi un motivo valido.
Vi ringrazio, augurando buon lavoro.

Risposta ADUC
la tassa e' dovuta da tutti: e ci pare che l'Urar stia utilizzando tutti i modi possibili ed immaginabili per le verifiche, incrociandole nei modi piu' fantasiosi. A parte le poche possibilita' di evitare quantomeno le richieste interlocutorie dell'Urar, riteniamo che il ragionamento non sia corretto, poiche' il problema si pone anche con l'Rcauto. Nel senso che lei sta parlando di evasione: la quale puo' avvenire in ogni settore; ed i controlli sul canone sono semmai superiori, certo non inferiori a quelli per l'Rcauto. Ovviamente, le conseguenze in caso di mancato pagamento dell'assicurazione sono peggiori, sotto vari punti di vista. Ma il concetto e' analogo.
Il canone viene richiesto anche negli altri Paesi d'Europa.
Non c'e' violazione della Privacy, in quanto si tratta di una tassa (a differenza dell'Rcauto) al pari dell'Ici o dell'Irpef -il Garante si e' espresso in merito. E sapere da dove siano stati reperiti i suoi dati, oggettivamente, e' difficile (oltre che inutile). Comunque puo' provare a richiederlo.
Anche lo Stato (i Comuni) forniscono i dati: devono pero' fornire dati che abbiano un senso (ossia quelli relativi ai nuclei familiari, per quanto possibile: se dovesse essere inviata una richiesta di pagamento ad ogni singola persona abitante in Italia il disservizio sarebbe pauroso e scriteriato).
Che sia una tassa non lo diciamo noi (ne faremmo a meno volentieri, se e' per questo) solo che e' cosi'. E nulla toglie che con una tassa si possa sovvenzionare un servizio pubblico, per questo vada alla Rai.
Per quanto concerne le pubblicita' e la Corte Europea, si tratta sicuramente di una possibilita' da contemplare.
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