Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
22 giugno 1999
Gradiremmo avere la vostra opinione in merito al trattamento che il Comune di San Donato Milanese riserva ad alcuni cittadini, considerati di reddito elevato, per quanto concerne le tariffe dell'Asilo Nido. Vi descrivo di seguito, in modo conciso, quanto avvenuto.
Ottobre 1997 Nostra figlia viene accettata al Nido Comunale all'eta' di 8 mesi. La retta viene calcolata in base al reddito familiare (circa 80 milioni lordi annui) per un importo pari a Lit. 657.500 mensili; la bimba permane e permarra' dalle 9 alle 13/13.30 soltanto, ma questo e' ininfluente nel calcolo della retta. Tenendo in considerazione questa uscita mensile, prendiamo degli impegni economici che siamo impossibilitati a modificare (mutuo immobiliare, rate auto, ecc.).
Settembre 1998 Nostra figlia riprende a frequentare il nido dopo la pausa estiva senza che alcuna comunicazione ufficiale ed esplicita in merito ad un adeguamento delle tariffe fosse precedentemente pervenuta; comunicazioni vaghe ed imprecise erano state effettuate tramite una lettera circolare ed il giornalino Sandonato pubblicato dal comune.
Ottobre 1998 Alla fine del mese ci perviene (finalmente), tramite lettera dall'Ufficio Servizi Sociali datata 22 ottobre, la comunicazione relativa alla nuova retta che risulta pari a Lit. 926.000! Preoccupati per questo aumento pari al 41% rispetto all'anno precedente, ci precipitiamo a scrivere all'Assessore ai Servizi Sociali ed al Sindaco.
Febbraio 1999 Ci perviene comunicazione relativa ad un contenimento degli aumenti delle tariffe a partire soltanto dal mese di gennaio 1999 ed esclusivamente per l'anno scolastico in corso; non perverra' comunicazione del nuovo importo che scopriremo in modo approssimativo soltanto dal bollettino di pagamento e, in modo chiaro, recandoci di persona presso l'ufficio comunale della persona addetta che ricalcola in Lit. 783.500 la nuova retta, corrispondente ad un, ancora considerevole, aumento del 19,5% rispetto all'anno precedente. Ritenendo ancora troppo elevata la nuova tariffa, ma forzandoci ad accettarla, versiamo in un'unica soluzione un importo relativo ai mesi da settembre a dicembre 1998 ricalcolato secondo il nuovo criterio e iniziamo a pagare i bollettini relativi ai mesi del 1999.
Giugno 1999 Riceviamo lettera dall'Assessore ai Servizi Sociali dove ci viene chiarito che la retroattivita' di un atto pubblico non e' ammessa dalla legge e di conseguenza non puo' essere applicata per i mesi del 1998. Ci viene poi intimato di saldare il debito maturato entro 30 giorni dal ricevimento della lettera, minacciando di ricorrere al recupero forzato. Scriviamo nuovamente al Sindaco chiedendo di revisionare verso il basso le tariffe motivandone nuovamente le ragioni. Abbiamo, a questo punto, poche speranze di riuscita.
(...)
Ottobre 1997 Nostra figlia viene accettata al Nido Comunale all'eta' di 8 mesi. La retta viene calcolata in base al reddito familiare (circa 80 milioni lordi annui) per un importo pari a Lit. 657.500 mensili; la bimba permane e permarra' dalle 9 alle 13/13.30 soltanto, ma questo e' ininfluente nel calcolo della retta. Tenendo in considerazione questa uscita mensile, prendiamo degli impegni economici che siamo impossibilitati a modificare (mutuo immobiliare, rate auto, ecc.).
Settembre 1998 Nostra figlia riprende a frequentare il nido dopo la pausa estiva senza che alcuna comunicazione ufficiale ed esplicita in merito ad un adeguamento delle tariffe fosse precedentemente pervenuta; comunicazioni vaghe ed imprecise erano state effettuate tramite una lettera circolare ed il giornalino Sandonato pubblicato dal comune.
Ottobre 1998 Alla fine del mese ci perviene (finalmente), tramite lettera dall'Ufficio Servizi Sociali datata 22 ottobre, la comunicazione relativa alla nuova retta che risulta pari a Lit. 926.000! Preoccupati per questo aumento pari al 41% rispetto all'anno precedente, ci precipitiamo a scrivere all'Assessore ai Servizi Sociali ed al Sindaco.
Febbraio 1999 Ci perviene comunicazione relativa ad un contenimento degli aumenti delle tariffe a partire soltanto dal mese di gennaio 1999 ed esclusivamente per l'anno scolastico in corso; non perverra' comunicazione del nuovo importo che scopriremo in modo approssimativo soltanto dal bollettino di pagamento e, in modo chiaro, recandoci di persona presso l'ufficio comunale della persona addetta che ricalcola in Lit. 783.500 la nuova retta, corrispondente ad un, ancora considerevole, aumento del 19,5% rispetto all'anno precedente. Ritenendo ancora troppo elevata la nuova tariffa, ma forzandoci ad accettarla, versiamo in un'unica soluzione un importo relativo ai mesi da settembre a dicembre 1998 ricalcolato secondo il nuovo criterio e iniziamo a pagare i bollettini relativi ai mesi del 1999.
Giugno 1999 Riceviamo lettera dall'Assessore ai Servizi Sociali dove ci viene chiarito che la retroattivita' di un atto pubblico non e' ammessa dalla legge e di conseguenza non puo' essere applicata per i mesi del 1998. Ci viene poi intimato di saldare il debito maturato entro 30 giorni dal ricevimento della lettera, minacciando di ricorrere al recupero forzato. Scriviamo nuovamente al Sindaco chiedendo di revisionare verso il basso le tariffe motivandone nuovamente le ragioni. Abbiamo, a questo punto, poche speranze di riuscita.
(...)
Risposta ADUC
Dal contratto da voi firmato e dal regolamento d'Istituto o, in mancanza, della delibera comunale e dei regolamenti istitutivi e regolatori dell'Asilo, si possono appurare le disposizioni relative agli aumenti (se sia previsto darne comunicazione ed in che forma, se sia sufficiente affiggere un avviso in comune o se occorra la comunicazione tramite raccomandata) ed anche relativamente al contenimento delle tariffe. Se tutto si mostra in regola, allora dovrete convincere gli altri genitori, parlando eventualmente anche con assessori, per cercare di premere ed ottenere la revisione, cercando di rendere il piu' possibile pubblici i fatti. Certo, non da soli: dovete essere il piu' numerosi possibile se volete riuscire a fare pressioni sul comune.
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