Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
6 marzo 2003
Vi invio copia di una mia, inviata alla sezione "scienze" del "Corriere della Sera" e all'authority per il controllo dell'energia elettrica. Informazioni di questo tipo sono state da me richieste sia ad ENEL direttamente sia a un gran numero di installatori qualificati. NESSUNO di questi enti mi ha mai risposto, se non per inviarmi proposte economiche per la realizzazione di impianti, facendo finta di non capire che in realta', la richiesta era ben diversa.
Segue il testo...
Spero tanto che questa mia non sia solo l'ennesima senza risposta alcuna.
Mi sto interessando sempre piu' alle tecnologie per la produzione di energia con metodi alternativi e vorrei esprimere la mia opinione riguardo il programma di finanziamento tetti fotovoltaici ed di conseguenza riguardo la liberalizzazione del mercato dell'energia.
Facciamo la seguente considerazione: La quantita' di energia prodotta annualmente da un sistema fotovoltaico e' pressoche' la stessa, considerando che il numero di giornate di insolazione e le temperature obbediscono a leggi climatiche piu' o meno ripetitive (potremmo ragionare su un periodo piu' lungo se credete).
La quantita' di energia consumata annualmente da una famiglia che ha abitudini costanti e' altresi' la stessa.
Ne deriva che, installato un sistema fotovoltaico, ci si trova in una situazione di "credito" oppure "debito" continuo, a seconda che il sistema installato produca piu' o meno energia di quella consumata. Quindi possono delinearsi le seguenti due situazioni:
1) Se a debito, il possessore dell'impianto continua a pagare una bolletta, anche se piu' ridotta.
2) Se a credito, regala costantemente l'energia prodotta in eccesso all'ente distributore.
In entrambi i casi e' anche obbligato a pagare i cosiddetti "oneri di misurazione" pari a circa 30 Euro all'anno.
Quindi lo stato finanzia per il 70% l'installazione di un impianto, affinche' il possessore regali energia ad un privato, e questa considerazione vale anche se non si richiede il finanziamento, come mi e' stato risposto sul sito www. enerpoint. it.
Mi risulta che in Italia qualcuno e' riuscito a stipulare contratti di vendita di energia, anche per potenze molto limitate, come mai la regolamentazione a proposito e' cosi' occultata, come mai trovo solo ostruzionismo alle mie richieste di chiarimenti? E' questa la liberalizzazione del mercato dell'energia? Se le cose stanno davvero cosi', credo che questo paese debba fare ancora molta strada prima di potersi definire "civile".
Grazie per l'attenzione
Segue il testo...
Spero tanto che questa mia non sia solo l'ennesima senza risposta alcuna.
Mi sto interessando sempre piu' alle tecnologie per la produzione di energia con metodi alternativi e vorrei esprimere la mia opinione riguardo il programma di finanziamento tetti fotovoltaici ed di conseguenza riguardo la liberalizzazione del mercato dell'energia.
Facciamo la seguente considerazione: La quantita' di energia prodotta annualmente da un sistema fotovoltaico e' pressoche' la stessa, considerando che il numero di giornate di insolazione e le temperature obbediscono a leggi climatiche piu' o meno ripetitive (potremmo ragionare su un periodo piu' lungo se credete).
La quantita' di energia consumata annualmente da una famiglia che ha abitudini costanti e' altresi' la stessa.
Ne deriva che, installato un sistema fotovoltaico, ci si trova in una situazione di "credito" oppure "debito" continuo, a seconda che il sistema installato produca piu' o meno energia di quella consumata. Quindi possono delinearsi le seguenti due situazioni:
1) Se a debito, il possessore dell'impianto continua a pagare una bolletta, anche se piu' ridotta.
2) Se a credito, regala costantemente l'energia prodotta in eccesso all'ente distributore.
In entrambi i casi e' anche obbligato a pagare i cosiddetti "oneri di misurazione" pari a circa 30 Euro all'anno.
Quindi lo stato finanzia per il 70% l'installazione di un impianto, affinche' il possessore regali energia ad un privato, e questa considerazione vale anche se non si richiede il finanziamento, come mi e' stato risposto sul sito www. enerpoint. it.
Mi risulta che in Italia qualcuno e' riuscito a stipulare contratti di vendita di energia, anche per potenze molto limitate, come mai la regolamentazione a proposito e' cosi' occultata, come mai trovo solo ostruzionismo alle mie richieste di chiarimenti? E' questa la liberalizzazione del mercato dell'energia? Se le cose stanno davvero cosi', credo che questo paese debba fare ancora molta strada prima di potersi definire "civile".
Grazie per l'attenzione
Risposta ADUC
la ringraziamo per le considerazioni espresse, ma neanche noi sappiamo rispondere: sicuramente, il Garante per l'Energia ed il Gas era l'Autorita' piu' indicata ad illustrare il problema.
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