Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

6 marzo 2003
Domanda 6 marzo 2003
A fine gennaio ho inviato per posta prioritaria alla mia assicurazione un assegno a loro intestato e non trasferibile (omettendo di barrarlo) di 52, 00 euro. Dopo 4 gg dalla spedizione ho fatto un estratto conto allo sportello bancomat della mia banca e mi sono ritrovata lo stesso assegno addebitato per ben 1452, 00 euro. L'assegno e' stato intercettato per posta e quindi mai arrivato alla mia compagnia di assicurazione.
Infatti un tizio si e' presentato allo sportello della mia banca con documento palesemente falso (mancano i timbri del comune che ha rilasciato il documento) e con il mio assegno contraffatto (di mio solo la firma) ricalcato in ogni sua parte per un importo appunto di 1452.00 euro. Il cassiere di turno ha provveduto al cambio dell'assegno per l'importo riportato. Il giorno stesso dell'avvenuta negoziazione il vicedirettore della mia banca ha sporto denuncia a nome della banca stessa e con la mia testimonianza per l'avvenuta truffa.
Entro pochi giorni mi avrebbero restituito i soldi.
E' passato un mese e la direzione della mia banca si ostina a non voler restituire l'importo adducendo ogni giorno una scusa diversa. E c'e' da dire che sono loro correntista da 10 anni.
Come mi consigliate di agire?

Risposta ADUC
invii una raccomandata A/R alla banca, rilevando il loro errore, intimando che si provveda al rimborso di quanto dovutole entro 15 gg ed avvisando che in difetto adira' le vie legali. Poiche' il modo di spedizione non e' comunque consentito ed e' rischioso, prima d'intentare un contenzioso valuti ovviamente la possibilita' di trovare un accordo con la banca. La quale, pero', anche se non e' responsabile per l'incauto uso del titolo, lo e' per l'erroneo pagamento. Pertanto, riteniamo che -pur con le dovute cautele- un'azione dovrebbe essere possibile e vittoriosa. Attenzione pero' ad un altro aspetto: la banca potrebbe ritirarle il blocchetto degli assegni, poiche' e' nel suo diritto non fornire al cliente elementi che questi possa usare impropriamente, causando un danno all'Istituto.
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