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Cara ADUC

Lettera del consumatore

3 marzo 2003
Domanda 3 marzo 2003
Ho un'assicurazione RCA auto stipulata con la RAS. Ho subito un incidente con un assicurato della compagnia "Genialloyd", gia' "Lloyd 1885" facente parte del gruppo RAS.. Dalla dinamica dell'incidente appare chiaro che io abbia ragione al 100% (uscivo da un parcheggio sul lato destro di una strada urbana a 2 corsie assicurandomi che dal mio senso di marcia non proveniva alcun veicolo). L'altra macchina proveniva dal senso di marcia opposta, mi superava di alcuni metri allontanandosi quando improvvisamente si fermava e percorreva in retromarcia parecchi metri per parcheggiare in uno spazio oltretutto non adibito a parcheggio. Nella manovra mi toccava. Si noti che dai danni da me riportati appare chiaro che sono stato urtato con una velocita' e un angolo non di manovra, segno tangibile che l'altra auto non stava sterzando in retromarcia per entrare in un parcheggio (altrimenti si sarebbe solo appoggiato senza divelgermi il paraurti) ma retrocedeva a velocita' sostenuta in retromarcia e per parecchi metri. Il perito della societa' controparte e' lo stesso della mia (societa' dello stesso gruppo). Ha fatto una stima del mio danno ben al di sotto di quello reale (praticamente la valutazione era pari al valore a nuovo del paraurti), quindi non erano conteggiate altre parti come faretto e parafango piu', ovviamente, la mano d'opera. Il liquidatore dell'assicurazione controparte mi dava ragione al 100% e mi invitava, per il risarcimento, ad inviare le fatture del carrozziere. Davo tutto in mano al carrozziere il quale faceva i lavori e compilava il modulo apposito, da me firmato, con cui si autorizzava la compagnia controparte a saldare il danno direttamente a lui (altra prova che la societa' controparte mi dava ragione al 100%). Il carrozziere veniva risarcito della cifra effettiva, al 100%, ben al di sopra del valore di perizia. Credevo che tutto fosse finito quando, pochi giorni fa a circa 60 giorni dalla scadenza della mia polizza RCA, mi arrivava l'avviso dell'aumento del premio in quanto la mia assicurazione aveva risarcito il danno (circa 130 euro) alla controparte. A questo punto mi appare fin troppo chiaro che la mia assicurazione abbia voluto "fare la furba" per farmi aumentare il premio (a fronte di una spesa di circa 130 euro mi e' aumentato il premio di circa 800 euro annui!). Domande:
1) Se l'assicurazione controparte mi ha dato il 100% di ragione, quale percentuale di torto mi ha dato la mia e con quale criterio?
2) Supponiamo che, per ipotesi assurda, la mia assicurazione abbia ritenuto ad esempio un 5% di torto da parte mia, cosa significa? Forse che il totale di un danno e' 105%?!!??
3) Essendo il perito comune alle 2 assicurazioni (che fanno parte dello stesso gruppo), non e' normale che ci sia coordinazione (credo debba esserci anche con periti diversi di assicurazioni tra loro estranee)? Per questo credo che, da un lato mi hanno risarcito al 100% perche' cosi' era giusto, dall'altro hanno fatto il trucchetto di farmi aumentare il premio.
Se queste mie considerazioni sono sbagliate e l'operato delle assicurazioni e' giusto, potete spiegarmene i motivi? Se invece ho ragione io (altrimenti uno avrebbe sempre torto anche quando ha ragione) cosa posso fare io? Sarebbe corretto risarcire i 130 euro e cambiare compagnia senza vedersi aumentare il premio? Ma anche se facessi cosi', come posso comunque recuperare i 130 euro dato che pagherei per non aumentare il "malus" ma non sarebbe giusto nei miei confronti?
Posso chiedere la riapertura del caso? Faccio presente che sul momento la controparte voleva darmi ragione firmando il cid, poi non lo ha fatto per intervento del marito. Io avevo un testimone sin dal primo momento, la controparte ne ha tirati fuori 2 dopo tanto tempo. Posso ancora denunciarli per falsa testimonianza o quant'altro?
Distinti saluti

Risposta ADUC
che il perito fosse il medesimo non ha particolarmente influenzato i fatti: quello che lei ha raccontato e' il caso tipico, che si verifica spesso. Infatti, aver ottenuto ragione dalla controparte, trattandosi di assicurazioni distinte, non evita che (anche a fronte di un rimborso totale dell'assicurazione del danneggiante) la propria assicurazione possa riconoscere una quota di responsabilita' anche a lei. Le posizioni sono distinte, ognuna delle assicurazioni valuta a suo modo il caso. Quello che puo' fare lei e' contestare le valutazioni della sua assicurazione, inviando una raccomandata A/R in cui far presenti le dinamiche e l'infondatezza nel riconoscere anche alla controparte delle ragioni, intimando di confermarle la classe dovuta ed avvisando che in difetto di conferma entro 15 gg adira' le vie legali.
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