Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
1 marzo 2003
Gentili Signori: Una mia amica vorrebbe conoscere una soluzione al problema che Vi presentero' a seguire.
" Mi chiamo Caterina, ho avuto una relazione non ufficiale con una persona; in seguito a questa relazione ora aspetto un figlio".
Dopo aver scoperto di essere in stato interessante ho affrontato l'argomento con lui ma la sua reazione e' stata molto negativa e scomposta; difatti mi ha subito accusata di essere una poco di buono e mi ha intimato di abortire per il nostro bene, a detta sua.
Successivamente in uno stadio piu' avanzato della mia gravidanza ho deciso di portare alla nascita la creatura perche' ritengo che il valore della vita venga prima di tutto.
Quando lui ha appreso questa mia ultima decisione si e' imbestialito, intimandomi minacciosamente di abbandonare la mia idea e facendomi comprendere con minacce neanche tanto velate che le conseguenze del mio gesto potevano essere assai gravi.
In altre occasioni e spesso alla presenza di testimoni mi ha minacciato di portarmi via il bambino, non perche' a egli interessi ma piu' semplicemente per farmi torto.
Cio' che Vi chiedo ora e': posso io portare regolarmente a termine la mia gravidanza e successivamente provvedere al sostentamento del mio figlio che verra' senza correre il rischio che un giorno lui mi porti via il bambino come mi ha piu' volte minacciato?
Cosa prevede la legge in questi casi?
Tenete presente che non intendo assolutamente dividere con lui l'educazione di mio figlio perche' lui e' una persona totalmente immatura eccessivamente impulsiva e con forti tendenze alle reazioni violente."
" Mi chiamo Caterina, ho avuto una relazione non ufficiale con una persona; in seguito a questa relazione ora aspetto un figlio".
Dopo aver scoperto di essere in stato interessante ho affrontato l'argomento con lui ma la sua reazione e' stata molto negativa e scomposta; difatti mi ha subito accusata di essere una poco di buono e mi ha intimato di abortire per il nostro bene, a detta sua.
Successivamente in uno stadio piu' avanzato della mia gravidanza ho deciso di portare alla nascita la creatura perche' ritengo che il valore della vita venga prima di tutto.
Quando lui ha appreso questa mia ultima decisione si e' imbestialito, intimandomi minacciosamente di abbandonare la mia idea e facendomi comprendere con minacce neanche tanto velate che le conseguenze del mio gesto potevano essere assai gravi.
In altre occasioni e spesso alla presenza di testimoni mi ha minacciato di portarmi via il bambino, non perche' a egli interessi ma piu' semplicemente per farmi torto.
Cio' che Vi chiedo ora e': posso io portare regolarmente a termine la mia gravidanza e successivamente provvedere al sostentamento del mio figlio che verra' senza correre il rischio che un giorno lui mi porti via il bambino come mi ha piu' volte minacciato?
Cosa prevede la legge in questi casi?
Tenete presente che non intendo assolutamente dividere con lui l'educazione di mio figlio perche' lui e' una persona totalmente immatura eccessivamente impulsiva e con forti tendenze alle reazioni violente."
Risposta ADUC
non e' il nostro ambito di competenza. Ad ogni modo, anche il padre puo' ottenere il riconoscimento del figlio, cosi' come le madri. Occorre pero' intentare un procedimento giudiziario -e comunque il giudice dovra' autorizzare i prelievi sul minore. Pertanto, e' sicuramente possibile che detto riconoscimento avvenga, ma certo si trattera' di un iter molto lungo e dispendioso. Inoltre, cio' non vuol dire che -a meno di sue colpe specifiche- possa esserle sottratto il figlio, ma solo che il padre possa acquisire alcuni diritti.
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