Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
25 febbraio 2003
A: Comune di Roma Assessorato Politiche della Mobilita'
STA
Municipio III
e per opportuna c. c.
Ufficio Diritto dei Cittadini Gentili Referenti del: Comune di Roma Assessorato Politiche della Mobilita'; S.T.A.; Municipio III premetto che questa lettera e' scaturita proprio da un suggerimento di alcuni vostri operatori al call center STA da me contattati, i quali una volta esposto il mio problema mi hanno rivelato di "subire a torto" loro stessi la mia identica situazione nell'ottenere i permessi di sosta zone tariffate.
Mi chiamo xxxx e sono residente, nonche' proprietaria di immobile, a Municipio III dal 1996.
Nel quartiere Nomentano del Comune di Roma dove risiedo e' stata istituita la sosta tariffata a pagamento, in tutto il quartiere.
Ho appreso che ai cittadini residenti nel quartiere Nomentano sono stati inviati i permessi di sosta zone tariffate.
Spieghero' di seguito la mia situazione che mi vede assurdamente esclusa da questi permessi nel quartiere in cui risiedo come proprietaria di un immobile da diversi anni, sperando di avere una risoluzione da parte vostra.
Ho acquistato casa in comproprieta' con mio marito in data 4 Ottobre 1996 data della stipula del rogito e trascritto presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari di Roma 1 il 9 Ottobre 1996.
In seguito poi a richiesta di separazione legale da mio marito, ed in prima comparizione delle parti svoltasi in data 7 Maggio 2001il Presidente emette il seguente provvedimento provvisorio tuttora vigente: "Assegna alla xxxx la casa coniugale sita in Roma, e dispone che il coniuge se ne allontani entro il 30.6.2001... " Pertanto a fronte di tali provvedimenti il YYYY lascia l'abitazione e si trasferisce presso un'altra abitazione di sua proprieta' sita nel quartiere Monteverde XVI Municipio.
Nel frattempo la sottoscritta forma famiglia di fatto con un nuovo compagno, e qui iniziano i problemi.
· Si fa presente che la sottoscritta NON DISPONE DI VETTURA PROPRIA avendo usufruito per gli anni prima della separazione della vettura di proprieta' esclusiva del marito ed in seguito di quella del nuovo compagno, residente a Frosinone ma domiciliato a Roma in quanto convivente con me;
· Si fa presente inoltre che attualmente la sottoscritta si trova in 38esima settimana di gravidanza... e senza possibilita' di ottenere il permesso di sosta nel quartiere nel quale abita da svariati anni!
· L'attuale compagno infatti per motivi legati alla mia separazione giudiziale NON puo' spostare la residenza da Frosinone, a Roma dove peraltro vive con me dal 5 Ottobre 2001 poiche', come citato dalla giurisprudenza del diritto di famiglia: "L'assegnazione della casa coniugale non e' un diritto reale, dovendo intendersi il provvedimento come facolta' di godimento (Cass. n.5082/86) e pertanto l'assegnazione della casa coniugale alla sottoscritta trattasi di diritto atipico concesso alla sottoscritta, che configura un diritto personale e NON reale".
E proprio perche' trattandosi di diritto personale di bene immobile di cui l'ex marito ne e' ancora comproprietario al 50% ne deriva l'impossibilita' giuridica da parte della sottoscritta, perseguibile penalmente, di poter sottoscrivere a terzi contratti di locazione o di comodato gratuito dell'immobile stesso o parti di esso.
· Secondo la STA, responsabile della regolamentazione della sosta tariffata per conto del Comune, l'unico mezzo per ottenere il permesso e' intestare a me la vettura.
Per il passaggio di proprieta' della vettura attualmente di proprieta' del mio compagno, una Nissan Primera, ci e' stata chiesta la somma di oltre 400 Euro di cui al momento assolutamente NON disponiamo.
Lo stesso dicasi per la cointestazione del veicolo. Oltretutto non avendo mai avuto una automobile intestata, mi vedrei fortemente penalizzata dall'assicurazione auto.
Pertanto il danno economico che ne subirei a torto e' evidente.
· Per quanto riguarda invece un eventuale comodato d'uso della vettura ci e' stato detto dalla STA che questo puo' avvenire solo per le parentele dimostrate di primo grado tra persone maggiorenni.
Anomala e scorretta applicazione della legge nonche' si ravvisa anche anticostituzionalita' della disposizione che va a ledere i diritti della persona.
· Applicazione scorretta della legge poiche' se andiamo a consultare il codice civile artt. 1803-1812 si vede come l'orientamento della giurisprudenza NON ponga vincolo alcuno in merito all'identita' delle parti comodante e comodatario essendo il comodato un contratto "essenzialmente gratuito" che prescinde da vincoli di parentela e di maggiore eta'.
Si noti oltretutto come sotto tale profilo la Cassazione riconosce piena validita' ai contratti (comodato incluso) con cui un convivente attribuisce all'altro dei diritti patrimoniali (Cass.6381/1993).
E ancora "La convivenza more uxorio tra persone in stato libero, non costituisce causa di illeceita' e quindi di nullita' di un contratto attributivo di diritti patrimoniali, come nel caso della concessione del comodato, collegato a detta relazione (sempre massima della Suprema Corte n.6381 del 8 Giugno 1993).
· Anticostituzionale poiche' il padre di mio figlio (di cui peraltro e' gia' stato fatto pre-riconoscimento) NON puo' fare a mio favore, ne' tantomeno a favore del proprio figlio nascituro il comodato d'uso gratuito della vettura di famiglia la cui primaria necessita' diventa proprio quella di ottemperare in tempo reale ai bisogni del neonato..
E pertanto ancora anticostituzionale poiche' il figlio riconosciuto in una famiglia di fatto diventa equiparabile ad un figlio legittimo e dovrebbe andare a godere di tutti quei diritti di cui gode un figlio legittimo riconosciuto da entrambi i genitori (si vedano artt. 250 e seguenti del codice civile).
· Penso che il danno biologico inteso come danno alla vita di relazione e danno morale inteso come danno scaturito dall'ansia e dai turbamenti che tale situazione provoca sia sulla sottoscritta, soggetto leso, che sui suoi familiari, compagno ma, soprattutto sul bambino - nonche' il danno patrimoniale inteso come perdita di reddito - in seguito ad ingiuste contravvenzioni - e di benefici economici invece dovuti essendo la sottoscritta residente nel quartiere sia a questo punto piu' che evidente.
· Voglio citare, in ultimo, tra le argomentazioni legali che reputo in mio favore, la legge fondamentale dello Stato, ossia la Costituzione, che all'art. 30 specifica come sia dovere del genitore assicurare ogni tutela giuridica e sociale compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima, tra i quali io ascrivo il diritto ad avere un automobile, di famiglia, parcheggiata sotto la propria casa di residenza, dove il bimbo e' residente e dove e' residente la madre.
Concludendo pertanto si ha la seguente situazione:
· Il mio ex coniuge, dal 5 ottobre 2001, si e' trasferito a vivere presso l'abitazione nel quartiere Monteverde, XVI Municipio.
Ai sensi dell'art.43 del codice civile "La residenza e' nel luogo in cui la persona ha dimora abituale" pertanto appellandomi a quest'articolo e' stata fatta la cancellazione di residenza del yyy dall'abitazione di Municipio III. Nonostante questo il yyyy ha ricevuto ed e' ad oggi in possesso del permesso di sosta nel Quartiere Nomentano Municipio III.
· La sottoscritta invece che tuttora vive e risiede stabilmente nel quartiere Nomentano, che a giorni avra' un bimbo gia' pre-riconosciuto il quale avra' residenza a sua volta nel comune della madre, viene fortemente e a torto penalizzata NON disponendo di vettura propria se non quella intestata al compagno, che per motivi legali, sopra citati e' impossibilitato ad apparire residente o domiciliato, cosi' come per motivi economici la sottoscritta e' impossibilitata a sostenere la spesa del passaggio di proprieta'.
· Un'ultima precisazione: il fatto che la sottoscritta, il mio attuale compagno ed il nostro futuro figlio vengano "etichettati" e spesso penalizzati (come in questo specifico caso) come "famiglia di fatto" NON dipende certo da una nostra scelta bensi' deriva dall'impossibilita' di legalizzare il nostro rapporto, essendo la sottoscritta in attesa della maturazione dei tempi tecnici per la declaratoria di divorzio.
Pertanto mi rivolgo a voi: Comune di Roma Assessorato Politiche Mobilita'; Sta; Municipio III confidando in un vostro interessamento nonche' resto in fiduciosa attesa di una soluzione concreta al problema affinche' possa godere, come giusto diritto spettantemi in qualita' di cittadina residente nel Quartiere Nomentano, del permesso di sosta che mi possa consentire di parcheggiare gratuitamente nelle "strisce blu" del quartiere dove sono residente da numerosi anni.
RingraziandoVi per l'attenzione accordatami sono a porgerVi i miei più cordiali saluti.
STA
Municipio III
e per opportuna c. c.
Ufficio Diritto dei Cittadini Gentili Referenti del: Comune di Roma Assessorato Politiche della Mobilita'; S.T.A.; Municipio III premetto che questa lettera e' scaturita proprio da un suggerimento di alcuni vostri operatori al call center STA da me contattati, i quali una volta esposto il mio problema mi hanno rivelato di "subire a torto" loro stessi la mia identica situazione nell'ottenere i permessi di sosta zone tariffate.
Mi chiamo xxxx e sono residente, nonche' proprietaria di immobile, a Municipio III dal 1996.
Nel quartiere Nomentano del Comune di Roma dove risiedo e' stata istituita la sosta tariffata a pagamento, in tutto il quartiere.
Ho appreso che ai cittadini residenti nel quartiere Nomentano sono stati inviati i permessi di sosta zone tariffate.
Spieghero' di seguito la mia situazione che mi vede assurdamente esclusa da questi permessi nel quartiere in cui risiedo come proprietaria di un immobile da diversi anni, sperando di avere una risoluzione da parte vostra.
Ho acquistato casa in comproprieta' con mio marito in data 4 Ottobre 1996 data della stipula del rogito e trascritto presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari di Roma 1 il 9 Ottobre 1996.
In seguito poi a richiesta di separazione legale da mio marito, ed in prima comparizione delle parti svoltasi in data 7 Maggio 2001il Presidente emette il seguente provvedimento provvisorio tuttora vigente: "Assegna alla xxxx la casa coniugale sita in Roma, e dispone che il coniuge se ne allontani entro il 30.6.2001... " Pertanto a fronte di tali provvedimenti il YYYY lascia l'abitazione e si trasferisce presso un'altra abitazione di sua proprieta' sita nel quartiere Monteverde XVI Municipio.
Nel frattempo la sottoscritta forma famiglia di fatto con un nuovo compagno, e qui iniziano i problemi.
· Si fa presente che la sottoscritta NON DISPONE DI VETTURA PROPRIA avendo usufruito per gli anni prima della separazione della vettura di proprieta' esclusiva del marito ed in seguito di quella del nuovo compagno, residente a Frosinone ma domiciliato a Roma in quanto convivente con me;
· Si fa presente inoltre che attualmente la sottoscritta si trova in 38esima settimana di gravidanza... e senza possibilita' di ottenere il permesso di sosta nel quartiere nel quale abita da svariati anni!
· L'attuale compagno infatti per motivi legati alla mia separazione giudiziale NON puo' spostare la residenza da Frosinone, a Roma dove peraltro vive con me dal 5 Ottobre 2001 poiche', come citato dalla giurisprudenza del diritto di famiglia: "L'assegnazione della casa coniugale non e' un diritto reale, dovendo intendersi il provvedimento come facolta' di godimento (Cass. n.5082/86) e pertanto l'assegnazione della casa coniugale alla sottoscritta trattasi di diritto atipico concesso alla sottoscritta, che configura un diritto personale e NON reale".
E proprio perche' trattandosi di diritto personale di bene immobile di cui l'ex marito ne e' ancora comproprietario al 50% ne deriva l'impossibilita' giuridica da parte della sottoscritta, perseguibile penalmente, di poter sottoscrivere a terzi contratti di locazione o di comodato gratuito dell'immobile stesso o parti di esso.
· Secondo la STA, responsabile della regolamentazione della sosta tariffata per conto del Comune, l'unico mezzo per ottenere il permesso e' intestare a me la vettura.
Per il passaggio di proprieta' della vettura attualmente di proprieta' del mio compagno, una Nissan Primera, ci e' stata chiesta la somma di oltre 400 Euro di cui al momento assolutamente NON disponiamo.
Lo stesso dicasi per la cointestazione del veicolo. Oltretutto non avendo mai avuto una automobile intestata, mi vedrei fortemente penalizzata dall'assicurazione auto.
Pertanto il danno economico che ne subirei a torto e' evidente.
· Per quanto riguarda invece un eventuale comodato d'uso della vettura ci e' stato detto dalla STA che questo puo' avvenire solo per le parentele dimostrate di primo grado tra persone maggiorenni.
Anomala e scorretta applicazione della legge nonche' si ravvisa anche anticostituzionalita' della disposizione che va a ledere i diritti della persona.
· Applicazione scorretta della legge poiche' se andiamo a consultare il codice civile artt. 1803-1812 si vede come l'orientamento della giurisprudenza NON ponga vincolo alcuno in merito all'identita' delle parti comodante e comodatario essendo il comodato un contratto "essenzialmente gratuito" che prescinde da vincoli di parentela e di maggiore eta'.
Si noti oltretutto come sotto tale profilo la Cassazione riconosce piena validita' ai contratti (comodato incluso) con cui un convivente attribuisce all'altro dei diritti patrimoniali (Cass.6381/1993).
E ancora "La convivenza more uxorio tra persone in stato libero, non costituisce causa di illeceita' e quindi di nullita' di un contratto attributivo di diritti patrimoniali, come nel caso della concessione del comodato, collegato a detta relazione (sempre massima della Suprema Corte n.6381 del 8 Giugno 1993).
· Anticostituzionale poiche' il padre di mio figlio (di cui peraltro e' gia' stato fatto pre-riconoscimento) NON puo' fare a mio favore, ne' tantomeno a favore del proprio figlio nascituro il comodato d'uso gratuito della vettura di famiglia la cui primaria necessita' diventa proprio quella di ottemperare in tempo reale ai bisogni del neonato..
E pertanto ancora anticostituzionale poiche' il figlio riconosciuto in una famiglia di fatto diventa equiparabile ad un figlio legittimo e dovrebbe andare a godere di tutti quei diritti di cui gode un figlio legittimo riconosciuto da entrambi i genitori (si vedano artt. 250 e seguenti del codice civile).
· Penso che il danno biologico inteso come danno alla vita di relazione e danno morale inteso come danno scaturito dall'ansia e dai turbamenti che tale situazione provoca sia sulla sottoscritta, soggetto leso, che sui suoi familiari, compagno ma, soprattutto sul bambino - nonche' il danno patrimoniale inteso come perdita di reddito - in seguito ad ingiuste contravvenzioni - e di benefici economici invece dovuti essendo la sottoscritta residente nel quartiere sia a questo punto piu' che evidente.
· Voglio citare, in ultimo, tra le argomentazioni legali che reputo in mio favore, la legge fondamentale dello Stato, ossia la Costituzione, che all'art. 30 specifica come sia dovere del genitore assicurare ogni tutela giuridica e sociale compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima, tra i quali io ascrivo il diritto ad avere un automobile, di famiglia, parcheggiata sotto la propria casa di residenza, dove il bimbo e' residente e dove e' residente la madre.
Concludendo pertanto si ha la seguente situazione:
· Il mio ex coniuge, dal 5 ottobre 2001, si e' trasferito a vivere presso l'abitazione nel quartiere Monteverde, XVI Municipio.
Ai sensi dell'art.43 del codice civile "La residenza e' nel luogo in cui la persona ha dimora abituale" pertanto appellandomi a quest'articolo e' stata fatta la cancellazione di residenza del yyy dall'abitazione di Municipio III. Nonostante questo il yyyy ha ricevuto ed e' ad oggi in possesso del permesso di sosta nel Quartiere Nomentano Municipio III.
· La sottoscritta invece che tuttora vive e risiede stabilmente nel quartiere Nomentano, che a giorni avra' un bimbo gia' pre-riconosciuto il quale avra' residenza a sua volta nel comune della madre, viene fortemente e a torto penalizzata NON disponendo di vettura propria se non quella intestata al compagno, che per motivi legali, sopra citati e' impossibilitato ad apparire residente o domiciliato, cosi' come per motivi economici la sottoscritta e' impossibilitata a sostenere la spesa del passaggio di proprieta'.
· Un'ultima precisazione: il fatto che la sottoscritta, il mio attuale compagno ed il nostro futuro figlio vengano "etichettati" e spesso penalizzati (come in questo specifico caso) come "famiglia di fatto" NON dipende certo da una nostra scelta bensi' deriva dall'impossibilita' di legalizzare il nostro rapporto, essendo la sottoscritta in attesa della maturazione dei tempi tecnici per la declaratoria di divorzio.
Pertanto mi rivolgo a voi: Comune di Roma Assessorato Politiche Mobilita'; Sta; Municipio III confidando in un vostro interessamento nonche' resto in fiduciosa attesa di una soluzione concreta al problema affinche' possa godere, come giusto diritto spettantemi in qualita' di cittadina residente nel Quartiere Nomentano, del permesso di sosta che mi possa consentire di parcheggiare gratuitamente nelle "strisce blu" del quartiere dove sono residente da numerosi anni.
RingraziandoVi per l'attenzione accordatami sono a porgerVi i miei più cordiali saluti.
Risposta ADUC
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