Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
23 febbraio 2003
Buonasera, Vi scrivo per una semplice Vostra risposta.
Vi enuncio il fatto: "In data 11/12/2002 ho acquistato per mia figlia, presso un negozio di abbigliamento sportivo di Biella, un cappotto in piumino d'oca -marca Moncler-, al prezzo di Euro 380, 00.
Dopo circa un mese il cappotto in piumino d'oca ha cominciato ad espellere, dai pori del tessuto, una quantita' notevole di piume.
Sconcertato dal fatto mi sono recato presso il rivenditore ad esporgli l'accaduto.
Il rivenditore, dimostrandosi abbastanza sorpreso, mi ha ritirato il capo di abbigliamento comunicandomi che avrebbe interpellato direttamente la fabbrica produttrice (Moncler) per inviargli il capo da esaminare.
Mi ha messo a conoscenza, inoltre, che purtroppo tale problema era sorto per una giacca di altro tipo, ma sempre prodotta dalla Ditta sopra menzionata.
La proprietaria mi invita a pazientare alcuni giorni (una decina) per avere una risposta in merito e che appena in possesso di notizie precise mi avrebbe telefonato.
Trascorsi 10 giorni, senza avere notizie, mi sono presentato presso il negozio e la titolare mi ha spiegato che purtroppo per il cappotto/giaccone non c'era nulla da fare e mi propone un altro capo (di valore superiore a suo dire).
Tale capo si dimostra, pero', di taglia troppo piccola, non indossabile da mia figlia.
La titolare mi ha prega di attendere ancora alcuni giorni per una risposta definitiva, sperando in un accredito da parte della Ditta Moncler.
Trascorsa una settimana (senza ulteriori comunicazioni) mi sono sento dire che presso la Ditta Moncler non erano piu' disponibili capi come quello da me acquistato (in quanto la stagione invernale oramai era terminata).
Nonostante la mia insistenza sulla necessita' (essendo ancora pieno inverno) del capo per mia figlia, mi sono visto proporre (e non ho potuto fare diversamente perche' non intenzionato ad acquistare altro) un buono acquisto, dello stesso importo del capo acquistato (Euro =380=), spendibile in qualsiasi momento presso il negozio.
Tutto quanto sopra premesso Vi pongo semplicemente questa domanda: - Visto che non ha potuto soddisfarmi diversamente, puo' il negoziante trattenersi tale importo (che tra l'altro e' depositato sul suo c/c e non sul mio)?
Grazie per l'attenzione concessami.
In attesa, se lo riterreste opportuno, di una Vostra cortese risposta, Vi saluto cordialmente.
Vi enuncio il fatto: "In data 11/12/2002 ho acquistato per mia figlia, presso un negozio di abbigliamento sportivo di Biella, un cappotto in piumino d'oca -marca Moncler-, al prezzo di Euro 380, 00.
Dopo circa un mese il cappotto in piumino d'oca ha cominciato ad espellere, dai pori del tessuto, una quantita' notevole di piume.
Sconcertato dal fatto mi sono recato presso il rivenditore ad esporgli l'accaduto.
Il rivenditore, dimostrandosi abbastanza sorpreso, mi ha ritirato il capo di abbigliamento comunicandomi che avrebbe interpellato direttamente la fabbrica produttrice (Moncler) per inviargli il capo da esaminare.
Mi ha messo a conoscenza, inoltre, che purtroppo tale problema era sorto per una giacca di altro tipo, ma sempre prodotta dalla Ditta sopra menzionata.
La proprietaria mi invita a pazientare alcuni giorni (una decina) per avere una risposta in merito e che appena in possesso di notizie precise mi avrebbe telefonato.
Trascorsi 10 giorni, senza avere notizie, mi sono presentato presso il negozio e la titolare mi ha spiegato che purtroppo per il cappotto/giaccone non c'era nulla da fare e mi propone un altro capo (di valore superiore a suo dire).
Tale capo si dimostra, pero', di taglia troppo piccola, non indossabile da mia figlia.
La titolare mi ha prega di attendere ancora alcuni giorni per una risposta definitiva, sperando in un accredito da parte della Ditta Moncler.
Trascorsa una settimana (senza ulteriori comunicazioni) mi sono sento dire che presso la Ditta Moncler non erano piu' disponibili capi come quello da me acquistato (in quanto la stagione invernale oramai era terminata).
Nonostante la mia insistenza sulla necessita' (essendo ancora pieno inverno) del capo per mia figlia, mi sono visto proporre (e non ho potuto fare diversamente perche' non intenzionato ad acquistare altro) un buono acquisto, dello stesso importo del capo acquistato (Euro =380=), spendibile in qualsiasi momento presso il negozio.
Tutto quanto sopra premesso Vi pongo semplicemente questa domanda: - Visto che non ha potuto soddisfarmi diversamente, puo' il negoziante trattenersi tale importo (che tra l'altro e' depositato sul suo c/c e non sul mio)?
Grazie per l'attenzione concessami.
In attesa, se lo riterreste opportuno, di una Vostra cortese risposta, Vi saluto cordialmente.
Risposta ADUC
essendo ipotizzabile il vizio era nel suo diritto chiedere la sostituzione con un capo uguale o il rimborso, ma in assenza di riscontro avrebbe dovuto rivolgersi al giudice di pace.
Ora, avendo accettato il buono, deve rispettare quelli che sono stati gli accordi intercorsi tra le parti.
Ora, avendo accettato il buono, deve rispettare quelli che sono stati gli accordi intercorsi tra le parti.
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