Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
21 febbraio 2003
Ho aderito ad una cooperativa edilizia in qualita' di socio per ottenere l'assegnazione di un appartamento in edilizia. Il progetto prevedeva la realizzazione di nr. 18 appartamenti divisi in due palazzine di 9 app. ciascuno, oltre a 18 box auto e solo 9 posti auto coperti. L'assegnazione dell'appartamento e del relativo box tra i soci era subordinata alla valuta di versamento di un acconto sul valore dell'immobile pari a Lire 40.000.000; poiche' sono stato il socio che ha versato per primo l'acconto, ho avuto diritto a scegliere per primo l'appartamento che mi spettava ed il box allo stesso connesso. Per l'assegnazione dei posti auto invece era necessario esprimere una esplicita richiesta e dare disponibilita' a versare in piu' un valore pari a lire 6.000.000, prezzo stabilito dal Presidente della cooperativa. Quando ho firmato il contratto di acquisto, mi veniva assegnato l'appartamento da me scelto, il box allo stesso assegnato e il posto auto da me richiesto. Problema: durante i lavori di finitura di box e posti auto, per errore dell'impresa che stava eseguendo i lavori, al mio posto auto e a quello di altri 3 soci, senza che nessuno di noi abbia richiesto nulla, e' stata applicata una basculante uguale a quella prevista per i box. Da qui la richiesta della Cooperativa di versare un importo aggiuntivo di Euro 6.000 in quanto il posto auto per effetto di quella basculante acquista un valore simile a quello di un box. Noi ci siamo opposti, non avendo richiesto di porre la basculante, al versamento di tale cifra, ritenendo gia' sufficiente versare un valore pari al solo costo della basculante (circa ¤ 250+posa in opera). Abbiamo altresi' richiesto, in alternativa, di togliere la basculante e lasciare il posto auto cosi' come da contratto firmato in data...., ma cio' e' stato espressamente rifiutato. La cooperativa ha risposto che in assenza di un consenso della maggioranza dei soci, l'ultima decisione spetta al consiglio di amministrazione della cooperativa, senza che nessuno di noi possa opporsi. Chiedo se una decisione in tal senso e' corretta e se ci sono delle vie, anche giudiziali, per evitare di esborsare tale cifra.
Risposta ADUC
Avete il diritto di esigere che venga consegnato quanto previsto in contratto, pertanto le variazioni non richieste sono contestabili (ovviamente, si suppone che il contratto non consentisse gia' una simile variazione, altrimenti il discorso decadrebbe). Occorrera' pertanto diffidare la cooperativa (a mezzo raccomandata A/R) dall'esigere la indebita richiesta di pagamento della variazione non autorizzata, intimando il ripristino della situazione contrattualmente prevista ovvero l'abbuono delle somme, dando avviso che in difetto adira' le vie legali.
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