Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
19 febbraio 2003
Sottopongo alla Vs. attenzione il mio caso, cosa devo fare?
La mia societa' a fine luglio 2002 chiede l'attivazione di due linee ISDN.
In ottobre facciamo richiesta di disdetta delle stesse.
alcuni giorni dopo la richiesta di disdetta riceviamo la prima fattura relativa alle stesse per un totale di ¤ 416, 00 (costi di attivazione) prima sorpresa gli operatori del 191 ci avevano parlato solo di costi di anticipo conversazioni e canoni ISDN il tutto pari ad ¤ 100, 00.
Dopo la disdetta ricevuta da telecom in data 23/10/02 riceviamo ulteriore due fatture che non facevano riferimento alla disdetta inviata.
richiamiamo il 191 per chiedere perche' ci addebitavano costi per linee gia' disdettate da 2 mesi prima. Seconda sorpresa l'operatrice ci dice che le linee non sono disdettabili ma devono rimanere attive minimo 1 anno, e che anche se si e' inoltrata disdetta bisogna pagare per i 12 mesi, ovviamente abbiamo fatto rilevare che in fase di attivazione tutte queste informazioni non ci erano state fornite, quindi c'era stata una scarsa informazione da parte della Telecom rispetto a tutte queste magagne per rubare soldi agli utenti.
L'operatrice dopo averci messo alcuni minuti di attesa e' ritornata dicendo che l'utente ha a disposizione l'avanti elenco per apprendere tutte queste informazioni.
Un nuovo utente che non ha l'elenco a disposizione come fa?
Riteniamo sicuramente che questa sia una clausola vessatoria applicata dalla TELECOM, in quanto determina uno squilibrio significativo tra i diritti e gli obblighi del consumatore e dell'operatore.
oggi ci chiedono di pagare 1031 ¤ solo per le fatture succitate minacciando atti legali, per linee cessate e mai utilizzate.
non abbiamo mai telefonato.
cosa si puo' fare contro questi abusi dovuti sicuramente ad una falsa liberalizzazione delle telecomunicazioni, visto che gli altri gestori senza Canone telecom non possono operare?.
saluti
La mia societa' a fine luglio 2002 chiede l'attivazione di due linee ISDN.
In ottobre facciamo richiesta di disdetta delle stesse.
alcuni giorni dopo la richiesta di disdetta riceviamo la prima fattura relativa alle stesse per un totale di ¤ 416, 00 (costi di attivazione) prima sorpresa gli operatori del 191 ci avevano parlato solo di costi di anticipo conversazioni e canoni ISDN il tutto pari ad ¤ 100, 00.
Dopo la disdetta ricevuta da telecom in data 23/10/02 riceviamo ulteriore due fatture che non facevano riferimento alla disdetta inviata.
richiamiamo il 191 per chiedere perche' ci addebitavano costi per linee gia' disdettate da 2 mesi prima. Seconda sorpresa l'operatrice ci dice che le linee non sono disdettabili ma devono rimanere attive minimo 1 anno, e che anche se si e' inoltrata disdetta bisogna pagare per i 12 mesi, ovviamente abbiamo fatto rilevare che in fase di attivazione tutte queste informazioni non ci erano state fornite, quindi c'era stata una scarsa informazione da parte della Telecom rispetto a tutte queste magagne per rubare soldi agli utenti.
L'operatrice dopo averci messo alcuni minuti di attesa e' ritornata dicendo che l'utente ha a disposizione l'avanti elenco per apprendere tutte queste informazioni.
Un nuovo utente che non ha l'elenco a disposizione come fa?
Riteniamo sicuramente che questa sia una clausola vessatoria applicata dalla TELECOM, in quanto determina uno squilibrio significativo tra i diritti e gli obblighi del consumatore e dell'operatore.
oggi ci chiedono di pagare 1031 ¤ solo per le fatture succitate minacciando atti legali, per linee cessate e mai utilizzate.
non abbiamo mai telefonato.
cosa si puo' fare contro questi abusi dovuti sicuramente ad una falsa liberalizzazione delle telecomunicazioni, visto che gli altri gestori senza Canone telecom non possono operare?.
saluti
Risposta ADUC
in caso vi fosse un'offerta promozionale non applicatavi, contestate inviando una raccomandata A/R, dettando un termine di 15 gg ed avvisando che in difetto adirete le vie legali. Ma per quanto concerne la durata minima annuale, e' possibile esclusivamente provare a recedere pagando una penale -se necessario, rivolgendosi al giudice di pace affinche' la determini.
Poiche' un contratto ha necessariamente delle condizioni, non si puo' sostenere di non esserne informati (in quanto cio' potrebbe essere rilevato solo come propria negligenza).
In quanto ditta, non avreste poi neanche possibilita' di sostenere la mancata consegna di copia del contratto -nel qual caso, sarebbe stato possibile recedere entro 3 mesi.
Poiche' un contratto ha necessariamente delle condizioni, non si puo' sostenere di non esserne informati (in quanto cio' potrebbe essere rilevato solo come propria negligenza).
In quanto ditta, non avreste poi neanche possibilita' di sostenere la mancata consegna di copia del contratto -nel qual caso, sarebbe stato possibile recedere entro 3 mesi.
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