Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

18 febbraio 2003
Domanda 18 febbraio 2003
Spett. le Aduc desidero porVi il seguente quesito: nei locali e nelle discoteche si e' ormai diffuso l'uso della "Drink Card" cioe' una carta che viene data al cliente all'ingresso sulla quale vengono annotate le consumazioni effettuate, la card ha una capacita' massima di 80 Euro o piu'. Io desidero chiederVi se realmente lo smarrimento della drink card da parte del cliente comporta l'obbligo di risarcire il totale massimo di consumazioni previsto dalla card, cioe' in caso di smarrimento della carta puo' l'esercente pretendere il rimborso totale della carta pari ad 80 Euro o piu' anche se non si e' bevuto nulla? Siamo davvero in questo caso obbligati per legge a pagare per servizi dei quali non abbiamo usufruito e consumazioni che non abbiamo ricevuto?
Una sera io sventuratamente ho smarrito la "drink card" in un locale ed all'uscita mi e' stato chiesto di risarcire l'intera capacita' della carta cioe' 80 euro ma io non avevo bevuto nulla. Feci notare che ero disposto a pagare giustamente l'ingresso al locale e l'uso del guardaroba ma non di certo per dei servizi che non avevo ricevuto. Il Gestore del locale mi disse che lui sapeva che io non avevo consumato nulla ma "purtroppo" io dovevo pagare anche per chi aveva trovato la mia carta e a suo dire l'aveva usata. Lui non era assolutamente in grado di dimostrare che qualcuno avesse trovato e usato la mia drink card, per quanto ne so poteva essere finita sotto un mobile o magari addirittura restituita alla direzione. Io insistevo per pagare solo cio' che mi competeva. Alle mie reticenze il direttore del locale ha chiamato la polizia. Il poliziotto mi ha detto, senza nemmeno ascoltare cio' che avevo da dire, che se non pagavo le 80 Euro sarei stato denunciato per insolvenza. Fui tentato di lasciarmi denunciare per spiegare le mie ragioni davanti ad un giudice ma cio' comporta un sacco di "grattacapi" in termini di tempo cosi' decisi a malincuore di pagare e solo in quel momento mi venne aperta la porta del locale per lasciarmi uscire. Ora io Vi chiedo se noi consumatori con l'invenzione di questa drink card siamo davvero tenuti a pagare tutto il suo ammontare in caso di smarrimento in quanto si presume in modo a mio avviso arbitrario che qualcuno l'abbia usata. Perche' la polizia intervenuta ha preso subito le parti del gestore del locale? Per evitarmi una denuncia o per levarsi dall'impiccio senza perdere tempo ad ascoltarmi? Ricordo che in una nota trasmissione televisiva (Forum per essere precisi) il giudice rispose ad un ragazzo che la drink card e' solo una comodita' per fare il conto ma uno e' sempre tenuto a pagare solo cio' che consuma. Io ho fatto bene a pagare? Cosa altro avrei dovuto fare? Se ho sbagliato a pagare esiste un modo per recuperare i miei soldi? Se davvero ho torto mi si permetta almeno di dire che allora la legge in questo caso e' davvero ingiusta nei confronti di noi consumatori.
Grazie per la Vs egregia risposta, vi prego di mantenere in ogni caso il mio anonimato.

Risposta ADUC
non e' una legge, e' un contratto. E come tale, e' legittimo e valido tra le parti, nei termini in cui e' definito, purche' i termini siano conosciuti.
Nulla toglie che rivolgendosi al giudice di pace e portando inconfutabili prove -testimoniali in questo caso- in merito agli effettivi consumi, sia possibile ottenere di pagare solo cio' che effettivamente si e' consumato: ma solo a fronte, appunto, di una prova innegabile e comunque se il giudice riterra' legittima la richiesta.
La presunzione di consumo, in altro modo, non e' arbitraria, in quanto non e' diversamente possibile dimostrare un effettivo consumo -inferiore.
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