Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

16 febbraio 2003
Domanda 16 febbraio 2003
Volevo innanzitutto ringraziarvi per il servizio che offrite al consumatore ma al contempo non riesco a tacere, nel vedere con mio risentimento, che sposate petizioni tipo: PER LA COMMERCIALIZZAZIONE DELLA RU486
PER LA CLONAZIONE UMANA TERAPEUTICA ù
Non so il motivo che sta sotto tale vostro porvi.
Conoscendola complessita' di questi temi ridurli a petizione a me pare avvilente e mortificante per noi e per il problema che comunque esiste. Credo sia utile riflettere: siamo consumatori ma fino a che punto?
Anche ogni singola vita umana nel suo darsi originario e' materiale di consumo? Ci sono guerre che mietono molte vittime, ci sono lotte terribili dentro l'animo delle ragazze che restano in cinta che certo la pillolina non puo' certo sedare anzi, il senso di colpa come un'ombra le seguira', che lo vogliamo o no, per tutta l'esistenza.
Che dire poi nel concepire un mio gemello come magazzino di materiale biologico!!
Se e' per questa strada che l'umanita' sta andando, se chi lavora attraverso i mass-media, come voi, non sa prendere posizione dicendo no, affermando che non e' tutto neutro, che ogni informazione ha in se', e nel modo in cui si pone, un valore morale che si trasmette piu' o meno inconsciamente.
Se non siamo capaci di scelte moralmente alte oggi beh allora e' meglio che ci preoccupiamo tutti perche' forse stiamo diventando i padri dei nostri assassini di domani...
a tutti buon lavoro cordialmente Lorenzo

Risposta ADUC
a nostro avviso, e' legittimo consentire ad una persona di scegliere, proprio a fronte del travaglio interno cui lei si riferisce. L'imposizione ed il divieto non comporta travaglio e dubbio, impone la soluzione come data per obbligatoria senza possibilita' di scelta, ma comporta comunque dolore. Ci pare un concetto molto semplice. E noi non abbiamo, conseguentemente, la benche' minima intenzione di dire no. Infatti diciamo si' alla liberta' di scelta del singolo individuo. Perche' puo' anche darsi che sia un mondo di imbecilli incapaci di pensare con la propria testa e che lasciati a se stessi saranno capaci solo di fare del male: questo non lo escludiamo. Ci chiediamo pero' come possa qualcuno ritenere di sapere lui che cosa sia meglio per gli altri. In sintesi, il concetto che in tal caso viene espresso e' che "gli altri" sono imbecilli ed incapaci di decidere. Noi, pero', non lo siamo mai e sappiamo sempre cosa e' giusto, mentre "gli altri" sono imbecilli e sbagliano. Il problema e' che la stessa convinzione l'hanno anche "gli altri" che pensano analogamente la stessa cosa delle altre persone. Ci pare pertanto che almeno lasciar decidere il piu' possibile sia il modo piu' onesto per lasciare che ognuno si senta intelligente nella propria decisione, visto che non c'e' un Dio in terra che possa arrogarsi il diritto di dire chi abbia ragione e chi torto, imponendosi sugli altri. Inoltre, il suo e' un ragionamento ingenuo: chi vuole fare del male fara' comunque tutti gli esperimenti segreti che crede e potra' comprarsi tutti gli aborti che crede. Gli unici a cui fa male la proibizione sono coloro che non avendo abbastanza soldi sono obbligati a subire l'imposizione. La quale, non impedisce che vengano commesse le atrocita' ma impone solo che siano fatte di nascosto. E cio' che viene fatto di nascosto, sinceramente, a noi pare piu' pericoloso.
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