Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

11 febbraio 2003
Domanda 11 febbraio 2003
Sono un paziente del reparto di ematologia dell'azienda ospedaliera S.Camillo- C.Forlanini per causa di una leucemia mieloide cronica riscontratami nel 2000.
Malgrado io abbia affrontato lo stesso anno il trapianto di midollo osseo mi ritrovo ora che la malattia si sta riaffacciando.
Ora i dottori, e qui devo dire per mia esperienza diretta che in quel reparto sono stati e sono tutti encomiabili fino all'ultimo degli infermieri e degli ausiliari, prima di sottopormi ad un altro ancor piu' rischioso trapianto mi hanno fatto cominciare una nuova terapia con un farmaco (GLIVEC*) a detta di tutti miracoloso, in uso in Italia solo dal 26/09/2002 e diffuso solo tramite ospedale.
E fin qui, diciamo, tutto nella norma. Il problema si crea quando io sto per finire la mia scatola di pillole, che dura circa un mese, ed avvisando per tempo il reparto mi viene risposto, che purtroppo, malgrado sia piu' di un mese che incessantemente ne facciano richiesta, non hanno piu' scorte di tale farmaco per qualche intoppo forse di ordine economico a qualche livello non ben definito(locale, regionale,..........) e che addirittura qualche altro fortunato paziente e' gia' da una ventina di giorni che ha dovuto sospendere la cura......
Che dire?...... E' giusto?..........
Possibile che un farmaco salvavita possa costare (timbro sulla scatola) E.2961,78?
Possibile che non ci siano alternative all'ospedale per averlo pur di non interrompere la cura?
Solo nel "mio" Ospedale siamo piu' di venti ad aver cominciato questa cura; e da quanto ci e' stato detto questo problema e' perlomeno regionale.
Quante persone siamo cosi' a rischio?
Io credo che meritiamo delle risposte ma soprattutto delle soluzioni.
Certo di un vostro interessamento cordialmente saluto.
* GLIVEC 100mg capsule rigide imatinib casa farmaceutica NOVARTIS farma S:P:A: strada statale 233 (VARESINA) km 20,5 I - 21040 ORIGGIO (VA) tel.02 96 54 1

Risposta ADUC
quello che possiamo dirle noi e' di presentare un esposto in Procura della Repubblica per valutare se in quanto indicato siano o meno ravvisabili gli estremi di un illecito, e di rivolgersi poi -tempestivamente- al Difensore Civico Regionale, affinche' agisca sulla Asl di competenza e sulla Regione in generale, per risolvere il caso specifico. Per una valutazione piu' ampia del problema, non resta invece che interessare il Ministero della Salute.
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