Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
3 febbraio 2003
Salve, mi chiamo xxxxx, e vorrei raccontarvi brevemente la disavventura capitatami il 31/01/2003 a Roma.
Mi trovavo in macchina con degli amici sardi, ospiti a casa mia, e li scarrozzavo allegramente in una serata uggiosa per le bellezze della capitale, che, a quell'ora era decisamente piu' trafficabile. Essendo due appassionati di auto, ho deciso di fargli vedere cio' che avviene il venerdi' sera nella piazza dell'obelisco.
Ovvero un mini raduno di appassionati di motori che si scambiano pareri e chiacchierano delle modifiche apportate ai loro veicoli per renderli esemplari "unici".
Non ho pensato neanche per un attimo che vi potesse essere una gara clandestina o altro, e tantomeno mi sarebbe interessato vederla... Questo perche' a bordo della mia Twingo (col portapacchi su tetto) avevo tre piloti di rally (me compreso) che se devono gareggiare lo fanno esclusivamente nelle modalita' previste da una gara ufficiale.
Questo perche' la stragrande maggioranza delle persone pensano che macchine sportive=correre, e che un raduno di macchine sportive=gare clandestine.
Niente di piu' falso, perche' sicuramente ci saranno delle persone sconsiderate che fanno certe cose, ma sicuramente non e' come riportano i giornali!!!
La breve descrizione era per illustrare il luogo di destinazione del nostro pacifico giretto romano...
Arrivati in loco, complice le avverse condizioni meteorologiche(pioveva) non c'era nessuno!
Sconsolati decidiamo di andare a vedere qualche opera illuminata come si deve, e per invertire il senso di marcia decidiamo di girare attorno agli archi di fronte al palazzo dei congressi.
MAI LO AVESSIMO FATTO!
Passato l'arco ci si paventa uno spettacolo strano, ovvero dei divieti di transito sia di fronte che alla nostra destra.
Aguzzo la vista per leggere gli orari delle restrizioni, perche' la pioggia ed alcuni cartelli in traiettoria col divieto ne impedivano una corretta lettura (mi trovavo a 24 metri dal cartello frontale).
Durante l'operazione di decodifica del segnale si avvicina un agente della municipale che mi intima di accostare.
Al suo sbracciare ho abbassato il finestrino ed ho domandato: "Ma la strada e' chiusa? ". Risposta: "Accosti"indicando un punto oltre il cartello di divieto.
Puzzandomi una situazione strana ho fatto un po' il furbetto ed ho fermato il veicolo dieci centimetri prima di oltrepassare il divieto, facendo notare le mie intenzioni cautelative ai miei amici.
Dopo avere mandato via un'auto che era davanti alla nostra il vigile si dedica a noi, col rito del "patente e libretto". Alla mia domanda se c'era qualche problema mi ha detto che mi trovavo in contravvenzione per essere entrato in zona vietata, e celermente si e' allontanato in direzione della sua vettura.
Piuttosto dubbioso, chiedo ad uno dei trasportati di recarsi indietro fino all'inizio del viale dell'obelisco per verificare la presenza di un divieto di oltrepassare le colonne.
Come pensavo non vi era alcuna indicazione!!!
Al ritorno dell'agente col verbale ho espresso il mio pensiero, ovvero che non mi trovavo in zona vietata, perche' non avevo oltrepassato i cartelli di divieto.
Alla mia remora, e' seguito uno sbraitare del vigile a tono sostenuto, molto sostenuto. Quasi urlava, tanto che i miei amici hanno temuto per la mia incolumita' e si sono avvicinati.
Ho dichiarato di non essere in divieto al momento del fermo, e se mai fossi stato in contravvenzione, lo sarei stato dopo l'intimazione di accostare(non lo ero comunque).
Sentito cio' il vigile mi ha minacciato di denuncia penale per affermazioni mendaci.
Io ho ribadito la mia posizione, avvalorata dalla testimonianza delle persone che si trovavano in auto con me.
Ho chiesto al vigile di poter ripercorrere la strada a ritroso (a piedi) per verificare la presenza di cartelli, e lui mi ha intimato di non muovermi che altrimenti mi avrebbe ammanettato. Alla mia richiesta su quale articolo del codice penale o civile avrebbe invocato per giustificare l'ammanettamento, ha risposto che trasgredivo ad un ordine di un pubblico ufficiale (manette per una multa di 60EUR???).
Arrivato il questore ed un suo aiutante (che giravano in auto per fare inseguimenti) mi e' stato confermato che l'agente poteva denunciarmi per affermazioni mendaci.
Nel contempo il mio amico chiamava i Carabinieri, che gli rispondevano che non potevano fare niente in quella situazione, ma che era "giurisdizione" della municipale.
Non sapevo come difendere i miei diritti...
Mi sentivo Letteralmente violentato nei miei diritti di parola e preso in giro da gente che negava l'evidenza!!!
Sempre colui che ha chiamato i carabinieri ha chiesto all'agente se si trattava di qualcosa di personale, perche' visto l'accanimento non potava trattarsi di nient'altro, ma lui si e' parato dietro la malafede delle mie affermazioni.
Addirittura scattava delle foto col suo cellulare MMS all'auto, ed io ribadivo il fatto che al momento del fermo l'auto non era in divieto e che scattava foto che non corrispondevano alla situazione di fermo.
La situazione degenerava a mio sfavore, e mi pendeva sul capo una denuncia penale.
Sotto consiglio del collega giovane del questore, mi sono violentato chiedendo scusa al vigile... in quel momento il mio diritto alla giustizia e' caduto veramente nel gabinetto di un bar per camionisti.
Mi son preso il mio verbale e mesto me ne sono andato, carico di rabbia e scontento di abitare in un paese dove l' ABUSO DI POTERE e' normalita'.
La mattina successiva (sabato 1 febbraio) mi sono recato sul luogo del misfatto per scattare delle foto da allegare al mio ricorso, e con somma sorpresa ho incontrato un altro ragazzo che scattava foto all'incrocio della discordia.
Anche lui ha passato una disavventura pari alla mia, meno la minaccia penale.
Ho fotografato la posizione in cui si trovava il mio mezzo sia prima, che dopo il fermo, tutti i pali con e senza segnalazioni e la zona circostante.
Vorrei che questo fatto fosse reso noto, perche' come me, molte altre persone hanno subito questi soprusi in quel preciso incrocio, e vorrei rendere giustizia a cio' che e' piu' che ovvio'.
Mi sento un consumatore derubato della sua dignita' di uomo libero.
Immagino che sul giornale del giorno dopo vi fosse scritto: " la piaga delle gare clandestine si placa, multate 500 auto!!!", di gente che andava a far vedere le bellezze della capitale ai turisti!!!
Distinti saluti
Mi trovavo in macchina con degli amici sardi, ospiti a casa mia, e li scarrozzavo allegramente in una serata uggiosa per le bellezze della capitale, che, a quell'ora era decisamente piu' trafficabile. Essendo due appassionati di auto, ho deciso di fargli vedere cio' che avviene il venerdi' sera nella piazza dell'obelisco.
Ovvero un mini raduno di appassionati di motori che si scambiano pareri e chiacchierano delle modifiche apportate ai loro veicoli per renderli esemplari "unici".
Non ho pensato neanche per un attimo che vi potesse essere una gara clandestina o altro, e tantomeno mi sarebbe interessato vederla... Questo perche' a bordo della mia Twingo (col portapacchi su tetto) avevo tre piloti di rally (me compreso) che se devono gareggiare lo fanno esclusivamente nelle modalita' previste da una gara ufficiale.
Questo perche' la stragrande maggioranza delle persone pensano che macchine sportive=correre, e che un raduno di macchine sportive=gare clandestine.
Niente di piu' falso, perche' sicuramente ci saranno delle persone sconsiderate che fanno certe cose, ma sicuramente non e' come riportano i giornali!!!
La breve descrizione era per illustrare il luogo di destinazione del nostro pacifico giretto romano...
Arrivati in loco, complice le avverse condizioni meteorologiche(pioveva) non c'era nessuno!
Sconsolati decidiamo di andare a vedere qualche opera illuminata come si deve, e per invertire il senso di marcia decidiamo di girare attorno agli archi di fronte al palazzo dei congressi.
MAI LO AVESSIMO FATTO!
Passato l'arco ci si paventa uno spettacolo strano, ovvero dei divieti di transito sia di fronte che alla nostra destra.
Aguzzo la vista per leggere gli orari delle restrizioni, perche' la pioggia ed alcuni cartelli in traiettoria col divieto ne impedivano una corretta lettura (mi trovavo a 24 metri dal cartello frontale).
Durante l'operazione di decodifica del segnale si avvicina un agente della municipale che mi intima di accostare.
Al suo sbracciare ho abbassato il finestrino ed ho domandato: "Ma la strada e' chiusa? ". Risposta: "Accosti"indicando un punto oltre il cartello di divieto.
Puzzandomi una situazione strana ho fatto un po' il furbetto ed ho fermato il veicolo dieci centimetri prima di oltrepassare il divieto, facendo notare le mie intenzioni cautelative ai miei amici.
Dopo avere mandato via un'auto che era davanti alla nostra il vigile si dedica a noi, col rito del "patente e libretto". Alla mia domanda se c'era qualche problema mi ha detto che mi trovavo in contravvenzione per essere entrato in zona vietata, e celermente si e' allontanato in direzione della sua vettura.
Piuttosto dubbioso, chiedo ad uno dei trasportati di recarsi indietro fino all'inizio del viale dell'obelisco per verificare la presenza di un divieto di oltrepassare le colonne.
Come pensavo non vi era alcuna indicazione!!!
Al ritorno dell'agente col verbale ho espresso il mio pensiero, ovvero che non mi trovavo in zona vietata, perche' non avevo oltrepassato i cartelli di divieto.
Alla mia remora, e' seguito uno sbraitare del vigile a tono sostenuto, molto sostenuto. Quasi urlava, tanto che i miei amici hanno temuto per la mia incolumita' e si sono avvicinati.
Ho dichiarato di non essere in divieto al momento del fermo, e se mai fossi stato in contravvenzione, lo sarei stato dopo l'intimazione di accostare(non lo ero comunque).
Sentito cio' il vigile mi ha minacciato di denuncia penale per affermazioni mendaci.
Io ho ribadito la mia posizione, avvalorata dalla testimonianza delle persone che si trovavano in auto con me.
Ho chiesto al vigile di poter ripercorrere la strada a ritroso (a piedi) per verificare la presenza di cartelli, e lui mi ha intimato di non muovermi che altrimenti mi avrebbe ammanettato. Alla mia richiesta su quale articolo del codice penale o civile avrebbe invocato per giustificare l'ammanettamento, ha risposto che trasgredivo ad un ordine di un pubblico ufficiale (manette per una multa di 60EUR???).
Arrivato il questore ed un suo aiutante (che giravano in auto per fare inseguimenti) mi e' stato confermato che l'agente poteva denunciarmi per affermazioni mendaci.
Nel contempo il mio amico chiamava i Carabinieri, che gli rispondevano che non potevano fare niente in quella situazione, ma che era "giurisdizione" della municipale.
Non sapevo come difendere i miei diritti...
Mi sentivo Letteralmente violentato nei miei diritti di parola e preso in giro da gente che negava l'evidenza!!!
Sempre colui che ha chiamato i carabinieri ha chiesto all'agente se si trattava di qualcosa di personale, perche' visto l'accanimento non potava trattarsi di nient'altro, ma lui si e' parato dietro la malafede delle mie affermazioni.
Addirittura scattava delle foto col suo cellulare MMS all'auto, ed io ribadivo il fatto che al momento del fermo l'auto non era in divieto e che scattava foto che non corrispondevano alla situazione di fermo.
La situazione degenerava a mio sfavore, e mi pendeva sul capo una denuncia penale.
Sotto consiglio del collega giovane del questore, mi sono violentato chiedendo scusa al vigile... in quel momento il mio diritto alla giustizia e' caduto veramente nel gabinetto di un bar per camionisti.
Mi son preso il mio verbale e mesto me ne sono andato, carico di rabbia e scontento di abitare in un paese dove l' ABUSO DI POTERE e' normalita'.
La mattina successiva (sabato 1 febbraio) mi sono recato sul luogo del misfatto per scattare delle foto da allegare al mio ricorso, e con somma sorpresa ho incontrato un altro ragazzo che scattava foto all'incrocio della discordia.
Anche lui ha passato una disavventura pari alla mia, meno la minaccia penale.
Ho fotografato la posizione in cui si trovava il mio mezzo sia prima, che dopo il fermo, tutti i pali con e senza segnalazioni e la zona circostante.
Vorrei che questo fatto fosse reso noto, perche' come me, molte altre persone hanno subito questi soprusi in quel preciso incrocio, e vorrei rendere giustizia a cio' che e' piu' che ovvio'.
Mi sento un consumatore derubato della sua dignita' di uomo libero.
Immagino che sul giornale del giorno dopo vi fosse scritto: " la piaga delle gare clandestine si placa, multate 500 auto!!!", di gente che andava a far vedere le bellezze della capitale ai turisti!!!
Distinti saluti
Risposta ADUC
con le testimonianze dei suoi amici e richiedendo al Comune copia delle ordinanze che regolamentano il divieto (e conseguentemente potendo dimostrare l'assenza di ordinanze a lei attuabili) potra' sicuramente opporsi. Ricordiamo le modalita' di opposizione: il ricorso deve essere presentato -personalmente- dalla persona che ha utilizzato il mezzo, sia esso proprietario od utilizzatore, esibendone il titolo dimostrativo; lo stesso ricorso e' pero' nullo se il ricorrente non si presentasse all'udienza. In caso di rigetto le spese sono comprese tra gli 0 ed i 100 Euro circa, e decise dal giudice.
Ha 30 gg dalla notifica per ricorrere davanti al giudice di pace del luogo in cui la violazione e' stata rilevata, chiedendo sospensione e annullamento della stessa (se le accordano la sospensione, la multa non raddoppiera'. Se non gliela accordassero, per evitare il raddoppio deve pagare entro i 60 gg dall'originaria notifica del verbale).
Sul sito (in Modulistica), e' reperibile un modello di ricorso.
clicca qui Si ricordi che occorre domiciliarsi entro l'area operativa dell'Ufficio del giudice di pace dove ha presentato ricorso: se non si ha un domicilio in zona, occorrera' prenderlo presso la cancelleria dello stesso ed informarsi sull'eventuale accoglimento della sospensione, sulla data fissata per l'udienza, etc.
Se non fosse nei termini per presentare il ricorso al giudice, dovra' tentarlo al Prefetto (entro 60 gg). Probabilmente il Prefetto lo rigettera', e a quel punto potra' -entro 30 gg dalla notifica- fare un nuovo ricorso al giudice di pace.
Ha 30 gg dalla notifica per ricorrere davanti al giudice di pace del luogo in cui la violazione e' stata rilevata, chiedendo sospensione e annullamento della stessa (se le accordano la sospensione, la multa non raddoppiera'. Se non gliela accordassero, per evitare il raddoppio deve pagare entro i 60 gg dall'originaria notifica del verbale).
Sul sito (in Modulistica), e' reperibile un modello di ricorso.
clicca qui Si ricordi che occorre domiciliarsi entro l'area operativa dell'Ufficio del giudice di pace dove ha presentato ricorso: se non si ha un domicilio in zona, occorrera' prenderlo presso la cancelleria dello stesso ed informarsi sull'eventuale accoglimento della sospensione, sulla data fissata per l'udienza, etc.
Se non fosse nei termini per presentare il ricorso al giudice, dovra' tentarlo al Prefetto (entro 60 gg). Probabilmente il Prefetto lo rigettera', e a quel punto potra' -entro 30 gg dalla notifica- fare un nuovo ricorso al giudice di pace.
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