Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

1 febbraio 2003
Domanda 1 febbraio 2003
Salve!
Mi chiamo xxxx e sono residente a Sasso Marconi, e' la prima volta che faccio riferimento alla Vostra Associazione.
Vi scrivo per avere una consulenza su come risolvere un problema relativo ad un acquisto effettuato da mio padre che non e' andato a buon fine. Vi espongo in breve il problema: mio padre ha acquistato presso un punto espositivo provvisorio all'interno di un centro commerciale n. 2 reti + n. 2 materassi per un valore complessivo di 1700 euro. La commissione e' stata redatta in data 23/12/2002, la merce e' stata consegnata il giorno successivo ed e' stata regolarmente saldata la cifra pattuita e quietanzata la commissione.
Mio padre utilizzando i materassi si e' reso conto che questi erano differenti l'uno dall'altro e che non corrispondevano a quanto visionato in fase di acquisto. Verso meta' gennaio contatta il venditore chiedendo la sostituzione dei 2 materassi non conformi all'ordine.
Il giorno 22/1/2003 il venditore si reca a casa e, constatato l'errore, preleva i 2 materassi e insieme a mio padre compila una nuova commissione che descrive un ordine di 2 nuovi modelli di materassi ai quali occorre AGGIUNGERE un importo di 1000 euro.
A distanza di qualche giorno mio padre, sentito anche il parere della moglie e qualche preventivo presso dei punti vendita di materassi, si rende conto che non e' intenzionato a spendere una cifra simile (totale n.2 reti +2 materassi 2700 euro). In data 28/1/2003 (entro 7 giorni dall'ultimo ordine) invia una raccomandata AR nella quale dichiara genericamente "di voler esercitare il diritto di recesso ai sensi della legge 50/92". Nel frattempo intercorrono colloqui telefonici con il venditore che riferisce che i miei genitori sono costretti all'acquisto in quanto trattasi di prodotto artigianale fatto fare a mano appositamente in seguito all'ordine del 22/1/2003 e non e' disponibile a patteggiare con il cliente una soluzione amichevole (dichiara di affidare la pratica ad un avvocato); inoltre dichiara che venerdi' 31 gennaio verra' presso l'abitazione dell'acquirente per la consegna della nuova merce, che in qualche modo fara' acquistare forzatamente ai miei genitori.
Vorrei un Vs parere in merito alla faccenda e se esiste una possibilita' in qualche modo di recedere in tutto o in parte dall'ordine dei materassi (le reti sono gia' in nostro possesso regolarmente consegnate e pagate), tenuto conto che attualmente il venditore ha gia' incassato una cifra pari a 500 euro pagata in eccedenza a fronte della prima consegna non conforme.
Ringrazio anticipatamente e spero in una Vostra sollecita risposta.
Cordiali saluti.

Risposta ADUC
sapra' che per gli acquisti effettuati nei locali commerciali non esiste diritto di recesso. In questo caso specifico, pero', di fatto il contratto e' stato stipulato nell'abitazione, pur se in conseguenza del contratto precedente stipulato nei locali del rivenditore. In caso fosse possibile dimostrare che questo nuovo acquisto sia avvenuto presso l'abitazione, il recesso sarebbe valido. La controparte potrebbe pero' ricondurlo al precedente o comunque far valere quello a suo tempo stipulato -che sarebbe valido in caso non si desuma chiaramente che il nuovo sostituisce il vecchio e comunque in caso ad essere errata sia stata la consegna e non la merce cosi' come indicata nel contratto (fatto che, altrimenti, sarebbe contestabile). Un altro errore sarebbe quello di non avere comunque restituito la merce entro i 7 gg.
Sarebbe pertanto il caso di provare a fare un passo riconducendosi al recesso, inviando una raccomandata A/R al rivenditore, in cui intimare il rimborso entro 30 gg nonche' per provvedere al ritiro della merce consegnata (e' un modo per tentare di rimediare) ed avvisando che in difetto adira' le vie legali. Attendera' poi la risposta e, a seconda dell'indirizzo che il negoziante vorra' dare alla questione, decidera' come eventualmente contestare.
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