Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
31 gennaio 2003
Volevo farvi presente che ho rilevato una tabaccheria nel'99, di cui c'era in atto un contratto di affitto intestato al proprietario della licenza che mi ha venduto l'attivita', che aveva stipulato un contratto dal'94 di sei anni rinnovabile per altri sei anni, con scadenza nel 2006. La proprietaria veniva avvertita di questo cambio di proprieta' e accettava. Pertanto ho continuato io a pagare regolarmente l'affitto accettando ogni anno gli aumenti I.S.T.A.T.
Ora, dovendo rinnovare il locale e affrontare una spesa importante, ho chiesto alla proprietaria delle mura di rinnovare il contratto a mio nome, prima della scadenza del contratto, sempre di sei anni in sei anni.
La proprietaria mi ha risposto con una lettera, chiedendomi quasi il doppio dell'affitto per rinnovarlo a mio nome (cosa che a me non sta affatto bene perche' gia' abbastanza elevato come affitto precedente).
A questo punto volevo chiedervi se per legge la proprietaria deve attenersi a una percentuale di aumento adeguata al valore commerciale della zona e alla metratura o e' libera di chiedere qualsiasi aumento? E se rifiutando questo aumento, allo scadere del contratto nel 2006, posso continuare con lo stesso affitto di adesso (compresi gli aumenti I.S.T.A.T.) o sono obbligato a intestarmi il contratto e accettare le sue condizioni senza limiti?
Vi ringrazio distinti saluti
P.S.Potete inviarmi il valore commerciale d'affitto del mio locale di 29mq? La proprietaria puo' farmi pagare di piu' del valore commerciale?
Ora, dovendo rinnovare il locale e affrontare una spesa importante, ho chiesto alla proprietaria delle mura di rinnovare il contratto a mio nome, prima della scadenza del contratto, sempre di sei anni in sei anni.
La proprietaria mi ha risposto con una lettera, chiedendomi quasi il doppio dell'affitto per rinnovarlo a mio nome (cosa che a me non sta affatto bene perche' gia' abbastanza elevato come affitto precedente).
A questo punto volevo chiedervi se per legge la proprietaria deve attenersi a una percentuale di aumento adeguata al valore commerciale della zona e alla metratura o e' libera di chiedere qualsiasi aumento? E se rifiutando questo aumento, allo scadere del contratto nel 2006, posso continuare con lo stesso affitto di adesso (compresi gli aumenti I.S.T.A.T.) o sono obbligato a intestarmi il contratto e accettare le sue condizioni senza limiti?
Vi ringrazio distinti saluti
P.S.Potete inviarmi il valore commerciale d'affitto del mio locale di 29mq? La proprietaria puo' farmi pagare di piu' del valore commerciale?
Risposta ADUC
per cio' che concerne gli estremi della rendita del locale, consigliamo di effettuare una visura in catasto, sulla specifica partita (cioe', in questo caso, sull'indirizzo dove risulta ubicato l'immobile).
Ad ogni modo, detto valore rileva solo in merito a quanto eventualmente riportato in contratto.
Per rinnovare (adesso od in seguito) un contratto ex-novo (a fronte di regolare disdetta), occorre vi sia accordo tra le parti, senno' non puo' esserci un rapporto. Altrimenti, in caso manchi la disdetta, proseguira' il vecchio rapporto alle condizioni attuali.
Se invece il contratto dovesse concludersi, ricevendo lei disdetta dalla controparte e non trovando voi un nuovo accordo, lei avra' diritto all'avviamento.
Ad ogni modo, detto valore rileva solo in merito a quanto eventualmente riportato in contratto.
Per rinnovare (adesso od in seguito) un contratto ex-novo (a fronte di regolare disdetta), occorre vi sia accordo tra le parti, senno' non puo' esserci un rapporto. Altrimenti, in caso manchi la disdetta, proseguira' il vecchio rapporto alle condizioni attuali.
Se invece il contratto dovesse concludersi, ricevendo lei disdetta dalla controparte e non trovando voi un nuovo accordo, lei avra' diritto all'avviamento.
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