Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
25 gennaio 2003
Gentile redazione, sono interessato a sapere se avete pubblicato, o se siete a conoscenza che e' disponibile in internet qualche articolo o altro sul rapporto tra clonazione terapeutica (o problematica delle cellule staminali) e la stampa (o mass media in genere).
Grazie e buon lavoro!
Grazie e buon lavoro!
Risposta ADUC
direttamente sul nostro notiziario puo' trovare notizie su libri, o dibattiti, sull'argomento tra i mass media e la scienza in generale, e in particolare anche la clonazione. Le segnalo sotto, quelli che ho trovato con una ricerca un po' veloce.
----------------.Italia. Anche i grandi filosofi del passato si sarebbero occupati di staminali clicca qui
------------------.Brasile. "Bioetica e biorischio: un approccio multidisciplinare" clicca qui
------------------.Italia. La scienza dentro la notizia, un libro clicca qui
Le segnalo anche di un convegno che si e' gia' tenuto a Reggio Emilia, di cui le giro un articolo apparso sulla stampa locale LA GAZZETTA DI REGGIO EMILIA, 21-1-3.
Dalla scienza ai mass-media.
Secondo gli addetti ai lavori è un rapporto a rischio.
Francesca Brignoli.
Emergenza ambientale, armi biologiche, mucca pazza, nuove malattie da infezione, clonazione, trapianti d'organo... Che cosa sa il cittadino medio di questi argomenti scientifici che pure lo riguardano da vicino? Se ne è parlato ieri, con filosofi del linguaggio e medici, in occasione dell'incontro dal titolo "Scienza e mass-media: quale informazione?" promosso dal laboratorio di studi biologici e biotecnologici Antonio Vallisneri, emanazione della fondazione Studium Regiense.
I mass-media, e la televisione in particolare, cedono spesso alle logiche dello spettacolo, finendo per confondere più che informare. Gli scienziati, in cerca di fondi, danno annunci sensazionali ancor prima di aver portato a compimento le ricerche, oppure soccombono fra i meandri dei tempi. Infatti "la scienza ha ritmi molto più lenti di quelli dell'informazione - dice Catia Iori, giornalista e docente di sociologia dei consumi - e ha bisogno di molte prove, di lunghe verifiche. Ai media invece basta poco per bombardarci di scoop a carattere scientifico e con un alto contenuto emotivo. Noi non abbiamo gli strumenti per decifrare questi messaggi, e così li accettiamo, finendo vittime della potenza di due colossi: scienza e informazione".
"Nell'era post-accademica la comunicazione pubblica ai non esperti ha un grosso effetto sul lavoro degli scienziati - spiega Pietro Greco, direttore del master in Comunicazione della scienza alla Sissa di Trieste, prendendo ad esempio il caso dei raeliani - E' stata una notizia che ha prodotto reazioni forti, senza che nessuno abbia ancora visto la bimba clonata. La scienza - continua Greco - è diventata un problema fondamentale di democrazia: è evidente che decisioni come quelle sull'eutanasia, o sulla terapia del dolore, debbano essere prese dalla comunità nel suo insieme".
Occorre per questo una formazione multimediale e multimodale dei giovani alla comunicazione scientifica (secondo il semiotico Patrick Coppock), "anche se comunque tra noi e i microbi la spunteranno loro" conclude il dottor Ermanno Gabbi, infettivologo al Santa Maria Nuova.
----------------.Italia. Anche i grandi filosofi del passato si sarebbero occupati di staminali clicca qui
------------------.Brasile. "Bioetica e biorischio: un approccio multidisciplinare" clicca qui
------------------.Italia. La scienza dentro la notizia, un libro clicca qui
Le segnalo anche di un convegno che si e' gia' tenuto a Reggio Emilia, di cui le giro un articolo apparso sulla stampa locale LA GAZZETTA DI REGGIO EMILIA, 21-1-3.
Dalla scienza ai mass-media.
Secondo gli addetti ai lavori è un rapporto a rischio.
Francesca Brignoli.
Emergenza ambientale, armi biologiche, mucca pazza, nuove malattie da infezione, clonazione, trapianti d'organo... Che cosa sa il cittadino medio di questi argomenti scientifici che pure lo riguardano da vicino? Se ne è parlato ieri, con filosofi del linguaggio e medici, in occasione dell'incontro dal titolo "Scienza e mass-media: quale informazione?" promosso dal laboratorio di studi biologici e biotecnologici Antonio Vallisneri, emanazione della fondazione Studium Regiense.
I mass-media, e la televisione in particolare, cedono spesso alle logiche dello spettacolo, finendo per confondere più che informare. Gli scienziati, in cerca di fondi, danno annunci sensazionali ancor prima di aver portato a compimento le ricerche, oppure soccombono fra i meandri dei tempi. Infatti "la scienza ha ritmi molto più lenti di quelli dell'informazione - dice Catia Iori, giornalista e docente di sociologia dei consumi - e ha bisogno di molte prove, di lunghe verifiche. Ai media invece basta poco per bombardarci di scoop a carattere scientifico e con un alto contenuto emotivo. Noi non abbiamo gli strumenti per decifrare questi messaggi, e così li accettiamo, finendo vittime della potenza di due colossi: scienza e informazione".
"Nell'era post-accademica la comunicazione pubblica ai non esperti ha un grosso effetto sul lavoro degli scienziati - spiega Pietro Greco, direttore del master in Comunicazione della scienza alla Sissa di Trieste, prendendo ad esempio il caso dei raeliani - E' stata una notizia che ha prodotto reazioni forti, senza che nessuno abbia ancora visto la bimba clonata. La scienza - continua Greco - è diventata un problema fondamentale di democrazia: è evidente che decisioni come quelle sull'eutanasia, o sulla terapia del dolore, debbano essere prese dalla comunità nel suo insieme".
Occorre per questo una formazione multimediale e multimodale dei giovani alla comunicazione scientifica (secondo il semiotico Patrick Coppock), "anche se comunque tra noi e i microbi la spunteranno loro" conclude il dottor Ermanno Gabbi, infettivologo al Santa Maria Nuova.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti