Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

22 gennaio 2003
Domanda 22 gennaio 2003
Spett. Aduc Negli ultimi tempi si parla Della possibilita' di richiedere il rimborso del 20% dei premi pagati dal 1995 ad oggi alle assicurazioni facenti parte del "cartello" cosi come stabilito dall'Antitrust.
Naturalmente le varie associazioni (consumatori, Ania) danno pareri diversi sulla opportunita' o meno di procedere con la richiesta di rimborso.
Vorrei quindi chiedere a Voi se, dati alla mano, e' conveniente procedere e se si con quali procedure.
Inoltre vorrei sapere se si hanno piu' possibilita' di ottenere poi in pratica il rimborso suddetto rivolgendosi, per essere patrocinati, ad una associazione come la Vostra e se si come...
Vi ringrazio per la disponibilita' e a presto.

Risposta ADUC
se sia o meno conveniente non lo sappiamo: dipende quanto si trovi eventualmente a spendere. Infatti, la raccomandata A/R di richiesta puo' inviarla, ma per quello che riguarda poi intentare o meno un'azione in giudizio, occorre valutare un po' meglio e ridurre le spese (quindi, stare in giudizio senza avvocato, mantenersi sotto i 1000 euro, etc).
Quanto possiamo dirle e' che il provvedimento n° 8546 del 28.07.2000 dell'AGCM contro il cartello delle compagnie assicurative e' stato confermato con sentenza n. 6139/2001 del T.A.R del Lazio e successivamente anche dal Consiglio di Stato, con sentenza del 27.2.2002.
Ricordi pero' che una sentenza a favore non significa che automaticamente ogni richiesta di rimborso verra' accolta, proprio perche' non si tratta di una legge ma semmai di un orientamento giurisprudenziale.
Occorre inoltre precisare che non e' detto vi siano estremi concreti per richiedere un rimborso, poiche' la condanna concerne il fatto di aver costituito un cartello, ma non comporta un'automatica legittimazione a richiedere un rimborso da parte degli assicurati, in quanto il cartello e' un accordo per dare il medesimo tipo di servizio ai medesimi prezzi, senza specificare se questi siano bassi od alti. E' una violazione delle regole di libera concorrenza in se stesse, non necessariamente un danno al cliente.
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