Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

20 gennaio 2003
Domanda 20 gennaio 2003
Spett. Aduc, l'anziano zio di mio padre circa 4 mesi fa ha chiesto a mio padre di curare il suo patrimonio rendendosi conto che non essere piu' grado di svolgere tale funzione autonomamente.
Lo stesso zio ha piu' volte manifestato l'intenzione di lasciare tutto il suo patrimonio a mio padre che, essendo l'unico parente, e' anche legittimo erede se non diversamente disposto da testamento.
Lo stesso zio ha dato disposizioni alle banche di cointestare i conti correnti a nome di entrambi (zio e mio padre) affinche' qualunque operazione bancaria fosse verificata da mio padre.
Negli ultimi mesi le condizioni mentali di mio zio si sono aggravate e uno psichiatra ha rilevato una grave forma di Halzeimer.
Abbiamo inoltre un forte sospetto che alcune persone lo stiano raggirando (sono 2 persone extracomunitarie che ha conosciuto da poche settimane) poiche' improvvisamente i suo comportamento e' cambiato ed e' sua intenzione revocare la doppia firma nei conti correnti per poter disporre del patrimonio senza controlli.
L'assistente sociale e lo psichiatra ci hanno consigliato di richiedere l'interdizione dello zio poiche' non e' piu' in grado di tutelarsi.
Purtroppo temiamo che abbia gia' disposto un testamento nei confronti di queste persone e non sappiamo come muoverci.
Come possiamo tutelarci? E' possibile che l'interdizione abbia effetto retroattivo per annullare l'eventuale disposizione verso queste persone?
Grazie per l'aiuto.

Risposta ADUC
se la richiesta d'interdizione e' tempestiva (trattandosi di una conoscenza di poche settimane) potrebbe essere possibile impugnare il testamento, dimostrando la preesistenza dei sintomi e della malattia (in fondo, l'interdizione viene richiesta in quanto si e' verificata una certa condizione, non puo' certo essere preventiva: di conseguenza, gli atti immediatamente precedenti possono sicuramente essere posti in dubbio). A quel punto, e' improbabile che queste persone si sentano veramente di difendersi in giudizio, pertanto un accordo tra le parti dovrebbe consentire di ottenere una rinuncia all'eredita' dietro la corresponsione di un adeguato legato.
Ovviamente, nel caso in cui lo zio risultasse invece perfettamente sano, sara' suo diritto disporre del patrimonio a suo piacimento.
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