Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
18 gennaio 2003
Spettabile redazione, desidero sottoporvi un quesito al quale ho ricevuto risposte contrastanti da diversi avvocati da me interpellati, il che mi ha portato ovviamente a dubitare anche dell'onesta' di chi dovrebbe invece difendere legalmente i miei diritti, in quanto da me retribuito!
Sono in possesso di un decreto ingiuntivo emesso nei confronti di una azienda insolvente che sta cercando di ottenere il fallimento (essendo srl con capitale sociale 20 milioni, senza alcun bene intestato, ed avendo l'amministratore nullatenente i soci non hanno nulla da temere!).
L'azienda e' gia' stata pignorata da altri fornitori che sono stati "fregati" prima di me. L'importo del pignoramento e' talmente esiguo rispetto al debito accumulato che l'unica mia possibilita' e' riuscire ad entrare in possesso di una dichiarazione di non solvibilita' che mi permetta di recuperare almeno l'IVA gia' versata e portare al passivo l'importo della fattura. Per capire di quali documenti io avessi effettivamente bisogno mi sono rivolto al mio commercialista, il quale mi ha detto che e' sufficiente il decreto ingiuntivo non pagato. L'avvocato afferma invece che per avere un titolo valido per il recupero IVA devo andare avanti fino al fallimento della societa'!
Tramite il legale della controparte, sono venuto a conoscenza che nei confronti della societa' debitrice e' gia' stata avviata la procedura di fallimento da parte delle banche e di altri creditori e che a fine febbraio si terra' la prima udienza. Dovendo sopportare anche la spesa della domiciliazione di un secondo avvocato presso il foro competente, dopo il decreto ingiuntivo (sei mesi fa) avevo preferito non andare avanti con il precetto e successivo pignoramento, restando in attesa degli eventi, che adesso sembrano avere degli sviluppi.
Ed ecco ancora il parere contrastante della parte legale: da una parte c'e' chi sostiene che il decreto ingiuntivo non basta per aver diritto al pagamento della mia fattura (se mai la societa' trovera' i soldi per pagare i debitori). Devo necessariamente "entrare" nel fallimento gia' richiesto da altri e cio' dovra' essere fatto tramite la domiciliazione di un legale del luogo, con costi che nessuno ha mai saputo (o voluto) quantificarmi. Dall'altra parte, c'e' chi afferma che l'avvocato non serve ed e' sufficiente attendere la nomina del curatore fallimentare il quale, essendo in possesso del mio decreto ingiuntivo depositato preso la procura competente, dovra' per forza darmi una qualsiasi comunicazione in merito allo sviluppo degli eventi.
A questo punto preferisco credere a voi ed alla vostra imparzialita': preferisco contribuire a finanziare la vostra utilissima associazione o pagare un vostro legale di fiducia piuttosto che farmi spillare soldi da avvocati che attendono solo un pollo inesperto da spennare!
Mi auguro che questa mia richiesta di un consiglio possa ricevere al piu' presto un vostro riscontro in quanto la prima udienza mi risulta sia stata fissata per il 21 febbraio!
Vi ringrazio per la vostra utilissima attivita' e vi porgo cordiali saluti
Sono in possesso di un decreto ingiuntivo emesso nei confronti di una azienda insolvente che sta cercando di ottenere il fallimento (essendo srl con capitale sociale 20 milioni, senza alcun bene intestato, ed avendo l'amministratore nullatenente i soci non hanno nulla da temere!).
L'azienda e' gia' stata pignorata da altri fornitori che sono stati "fregati" prima di me. L'importo del pignoramento e' talmente esiguo rispetto al debito accumulato che l'unica mia possibilita' e' riuscire ad entrare in possesso di una dichiarazione di non solvibilita' che mi permetta di recuperare almeno l'IVA gia' versata e portare al passivo l'importo della fattura. Per capire di quali documenti io avessi effettivamente bisogno mi sono rivolto al mio commercialista, il quale mi ha detto che e' sufficiente il decreto ingiuntivo non pagato. L'avvocato afferma invece che per avere un titolo valido per il recupero IVA devo andare avanti fino al fallimento della societa'!
Tramite il legale della controparte, sono venuto a conoscenza che nei confronti della societa' debitrice e' gia' stata avviata la procedura di fallimento da parte delle banche e di altri creditori e che a fine febbraio si terra' la prima udienza. Dovendo sopportare anche la spesa della domiciliazione di un secondo avvocato presso il foro competente, dopo il decreto ingiuntivo (sei mesi fa) avevo preferito non andare avanti con il precetto e successivo pignoramento, restando in attesa degli eventi, che adesso sembrano avere degli sviluppi.
Ed ecco ancora il parere contrastante della parte legale: da una parte c'e' chi sostiene che il decreto ingiuntivo non basta per aver diritto al pagamento della mia fattura (se mai la societa' trovera' i soldi per pagare i debitori). Devo necessariamente "entrare" nel fallimento gia' richiesto da altri e cio' dovra' essere fatto tramite la domiciliazione di un legale del luogo, con costi che nessuno ha mai saputo (o voluto) quantificarmi. Dall'altra parte, c'e' chi afferma che l'avvocato non serve ed e' sufficiente attendere la nomina del curatore fallimentare il quale, essendo in possesso del mio decreto ingiuntivo depositato preso la procura competente, dovra' per forza darmi una qualsiasi comunicazione in merito allo sviluppo degli eventi.
A questo punto preferisco credere a voi ed alla vostra imparzialita': preferisco contribuire a finanziare la vostra utilissima associazione o pagare un vostro legale di fiducia piuttosto che farmi spillare soldi da avvocati che attendono solo un pollo inesperto da spennare!
Mi auguro che questa mia richiesta di un consiglio possa ricevere al piu' presto un vostro riscontro in quanto la prima udienza mi risulta sia stata fissata per il 21 febbraio!
Vi ringrazio per la vostra utilissima attivita' e vi porgo cordiali saluti
Risposta ADUC
non e' il nostro settore. Ad ogni modo, la questione e' da commercialista e non da avvocato, pertanto e' il primo che dovrebbe dare le indicazioni piu' adeguate. Questo non vuol dire che il ragionamento dell'avvocato sia errato, dal punto di vista legale: ma puo' semplicemente essere superfluo a fronte della prassi.
Cosi' come non ci pare falsa neanche l'altra discrepanza: solo che una valutazione e' parziale e l'altra guarda avanti al fatto concreto.
Il decreto ingiuntivo di per se' e' sufficiente: se la societa' pagasse, di suo o perche' comunque il curatore fallimentare provvedesse in tal senso. Ma poiche' cio' non avverra' (potendo disattendere il decreto ingiuntivo, fatto che sicuramente avviene a fronte di crediti maggiori) essendo ormai iniziato l'iter fallimentare, occorre inserirsi in questo -ammesso che ve ne siano i termini.
Oggettivamente, infatti, se non ci sono fondi sufficienti, inserirsi del passivo appare una spesa comunque inutile.
Cosi' come non ci pare falsa neanche l'altra discrepanza: solo che una valutazione e' parziale e l'altra guarda avanti al fatto concreto.
Il decreto ingiuntivo di per se' e' sufficiente: se la societa' pagasse, di suo o perche' comunque il curatore fallimentare provvedesse in tal senso. Ma poiche' cio' non avverra' (potendo disattendere il decreto ingiuntivo, fatto che sicuramente avviene a fronte di crediti maggiori) essendo ormai iniziato l'iter fallimentare, occorre inserirsi in questo -ammesso che ve ne siano i termini.
Oggettivamente, infatti, se non ci sono fondi sufficienti, inserirsi del passivo appare una spesa comunque inutile.
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