Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
17 gennaio 2003
Cara ADUC, sono un vostro iscritto e vorrei chiedervi se esistono leggi, circolari, raccomandazioni, disposizioni (italiane o UE) che io possa invocare, o azioni e procedure che io possa mettere in atto, al fine di risolvere il problema qui di seguito esposto, o quantomeno di attenuarne l'incidenza.
MI riferisco all'usanza, giunta anni addietro dagli USA e diffusasi prepotentemente in Italia, di provvedere di un sottofondo musicale tramite altoparlanti esercizi commerciali, bar, ristoranti, mezzi pubblici di trasporto, agenzie, aeroporti, servizi vari, e persino ambulatori medici (si e' omologato alla moda di recente anche il mio dentista, quanto prima sara' la volta del mio medico curante).
Si tratta di una grave forma di inquinamento acustico. E non e' una faccenda peregrina: miei familiari e conoscenti, specie non giovanissimi, ne patiscono le conseguenze.
Spesso infatti si tratta di musica da discoteca martellante i timpani ad alto volume (frammista a spot pubblicitari parimenti urlati e demenziali).
Ritmi ossessivi, urla, urletti, melodie stupide, infantili, lamentose, sguaiate. Per coloro, come me, che amano Bach e Ravel, e che amano circondarsi di cose belle, si tratta di una perversa e sottile forma di tortura psicologica a cui si e' sottoposti, e a cui non si puo' sfuggire (a meno che non si rinunzi a comprare, viaggiare, etc.). Ed e', quindi, soprattutto una grave lesione della propria dignita' e della propria liberta', del proprio diritto a non omologarsi, a non voler ascoltare l'ultimo successo discografico, a non voler recepire messaggi pubblicitari (a casa mia, almeno, mi posso difendere con lo zapping da telecomando!).
E' non c'e' solo la sofferenza morale in ballo, ma anche danni materiali o fisiologici.
L'irradiazione sonora e' continua, ineludibile, e il volume e' solitamente alto, specie in supermercati e ipermercati, cosicche' non e' possibile concentrarsi sugli acquisti, si comprano cose sbagliate o inutili.
E forse e' proprio questo lo scopo recondito degli esercenti: frastornare, distarre, impedire di pensare e utilmente discernere. E sento leso il mio status di consumatore quando all'interno di un locale commerciale devo chiedere che mi si ripetano due volte frasi che non ho capito nonostante non soffra di problemi all'udito. E talvolta in ristorante o in pizzeria non posso conversare con gli amici se non a spizzichi: devo inserirmi nei tempi morti tra un brano e l'altro.
La faccenda assume risvolti di salute pubblica nel caso dei viaggi su mezzi pubblici di diverse ore, come spesso mi capita di fare, dove al disagio psichico, si assommano disturbi fisiologici (a carico della pressione sanguigna, del cuore, etc.). Tutti i nuovi bus e corrieri sono dotati di dispositivi radiofonici con diffusori distribuiti lungo l'intero abitacolo del vettore: ti trovi immancabilmente ad avere il diffusore a mezzo metro dalle tue violate orecchie, proprio sopra la tua testa, non hai scampo. Gli autisti accendono quasi sempre la radio, e per l'intera durata del viaggio, noncuranti del fatto che molti viaggiatori riposano o dormono.
La paccottiglia sonora impedisce non solo di raccogliersi con i propri pensieri, ma anche di rilassarsi, dormire, recuperare qualche ora di sonno perduta. Il sottoscritto si vede cosi' costretto di volta in volta a SUPPLICARE l'autista perche' abbassi il volume dell'emissione sonora. Quasi mai gli autisti recepiscono l'istanza, e, SEMPRE, si mostrano visibilmente irritati perche' considerano una civile richiesta alla stregua di una offesa a loro personalmente rivolta. Cosi' non di rado capita di ottenere l'effetto opposto: ti aumentano il volume sonoro...
(Quei conducenti non sanno o non vogliono sapere che la diffusione di trasmissioni radio e musiche varie e', al piu', un ''servizio'' per i viaggiatori e non per loro stessi che guidano, e che, anzi, potrebbero esserne distratti nella guida, mettendo in pericolo la sicurezza di tutti).
Questo e' quanto.
Vi saro' grato per qualsiasi informazione o suggerimento sarete in grado di fornirmi.
G.S.
MI riferisco all'usanza, giunta anni addietro dagli USA e diffusasi prepotentemente in Italia, di provvedere di un sottofondo musicale tramite altoparlanti esercizi commerciali, bar, ristoranti, mezzi pubblici di trasporto, agenzie, aeroporti, servizi vari, e persino ambulatori medici (si e' omologato alla moda di recente anche il mio dentista, quanto prima sara' la volta del mio medico curante).
Si tratta di una grave forma di inquinamento acustico. E non e' una faccenda peregrina: miei familiari e conoscenti, specie non giovanissimi, ne patiscono le conseguenze.
Spesso infatti si tratta di musica da discoteca martellante i timpani ad alto volume (frammista a spot pubblicitari parimenti urlati e demenziali).
Ritmi ossessivi, urla, urletti, melodie stupide, infantili, lamentose, sguaiate. Per coloro, come me, che amano Bach e Ravel, e che amano circondarsi di cose belle, si tratta di una perversa e sottile forma di tortura psicologica a cui si e' sottoposti, e a cui non si puo' sfuggire (a meno che non si rinunzi a comprare, viaggiare, etc.). Ed e', quindi, soprattutto una grave lesione della propria dignita' e della propria liberta', del proprio diritto a non omologarsi, a non voler ascoltare l'ultimo successo discografico, a non voler recepire messaggi pubblicitari (a casa mia, almeno, mi posso difendere con lo zapping da telecomando!).
E' non c'e' solo la sofferenza morale in ballo, ma anche danni materiali o fisiologici.
L'irradiazione sonora e' continua, ineludibile, e il volume e' solitamente alto, specie in supermercati e ipermercati, cosicche' non e' possibile concentrarsi sugli acquisti, si comprano cose sbagliate o inutili.
E forse e' proprio questo lo scopo recondito degli esercenti: frastornare, distarre, impedire di pensare e utilmente discernere. E sento leso il mio status di consumatore quando all'interno di un locale commerciale devo chiedere che mi si ripetano due volte frasi che non ho capito nonostante non soffra di problemi all'udito. E talvolta in ristorante o in pizzeria non posso conversare con gli amici se non a spizzichi: devo inserirmi nei tempi morti tra un brano e l'altro.
La faccenda assume risvolti di salute pubblica nel caso dei viaggi su mezzi pubblici di diverse ore, come spesso mi capita di fare, dove al disagio psichico, si assommano disturbi fisiologici (a carico della pressione sanguigna, del cuore, etc.). Tutti i nuovi bus e corrieri sono dotati di dispositivi radiofonici con diffusori distribuiti lungo l'intero abitacolo del vettore: ti trovi immancabilmente ad avere il diffusore a mezzo metro dalle tue violate orecchie, proprio sopra la tua testa, non hai scampo. Gli autisti accendono quasi sempre la radio, e per l'intera durata del viaggio, noncuranti del fatto che molti viaggiatori riposano o dormono.
La paccottiglia sonora impedisce non solo di raccogliersi con i propri pensieri, ma anche di rilassarsi, dormire, recuperare qualche ora di sonno perduta. Il sottoscritto si vede cosi' costretto di volta in volta a SUPPLICARE l'autista perche' abbassi il volume dell'emissione sonora. Quasi mai gli autisti recepiscono l'istanza, e, SEMPRE, si mostrano visibilmente irritati perche' considerano una civile richiesta alla stregua di una offesa a loro personalmente rivolta. Cosi' non di rado capita di ottenere l'effetto opposto: ti aumentano il volume sonoro...
(Quei conducenti non sanno o non vogliono sapere che la diffusione di trasmissioni radio e musiche varie e', al piu', un ''servizio'' per i viaggiatori e non per loro stessi che guidano, e che, anzi, potrebbero esserne distratti nella guida, mettendo in pericolo la sicurezza di tutti).
Questo e' quanto.
Vi saro' grato per qualsiasi informazione o suggerimento sarete in grado di fornirmi.
G.S.
Risposta ADUC
nei casi in cui ci sia effettivamente un indebito inquinamento acustico, sara' possibile agire segnalando il fatto a: Asl competente, vigili urbani e Arpa regionale, in modo che vengano verificati (caso per caso) gli estremi dell'azione di disturbo specifica e del conseguente disagio rilevato.
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