Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
16 gennaio 2003
Ho parcheggiato in una zona che e' stata definita "portico" e quindi multato per divieto di sosta.
La multa era di 74 euro circa (art. 1581 che comprende divieti in gallerie e posti che procurano pericolo). In realta' la zona e' un edificio ristrutturato del quale e' rimasto ad origine il muro perimetrale con degli archi.
I portici per me sono quelli come, un esempio su tutti "Bologna" privi di marciapiedi, e quindi hanno una funzione importante per i pedoni; in questo caso i pedoni accedono ai fabbricati tramite un ampio marciapiede che non era occupato dal mio ciclomotore parcheggiato adiacente al muro di sostegno, largo circa 140 cm, degli archi sopra citati, non intralciando in alcun modo l'accesso ai condomini esistenti ed alla scuola, trattandosi di passaggio di comunicazione tra i vari ingressi (piuttosto ampi).
Non esiste nella zona nessun tipo di divieto, ne orizzontale ne verticale. Nemmeno proprieta' privata.
Ho fatto ricorso al giudice di pace di PT, il quale ha accettato la sospensione della multa in attesa del giudizio, ma non ha fissato la data dell'udienza che sarebbe avvenuta in seguito. Mi e' stato poi detto che siccome non sono residente nello stesso comune, non avrei ricevuto comunicazione della data di discussione del ricorso.
Di conseguenza mi sono presentato al suddetto ufficio per ben 4 volte e ho sempre ricevuto in risposta che non era stata fissata la data del ricorso. In particolare l'ultima volta a fine ottobre il funzionario di turno mi disse che sicuramente la data si sarebbe fissata ormai ad anno nuovo.
Su questa affermazione, mi sono recato al suddetto ufficio a Dicembre, volta in cui, ho saputo che l'udienza si era tenuta il 17 Novembre.
Naturalmente non posso provare le risposte avute dall'ufficio competente, ma vorrei sapere qualcosa in merito all'obbligo di comunicazione dell'udienza, e se posso ricorrere al T. A. R. per ottenere giustizia.
Naturalmente se non devo ricorrere ad un legale che mi costerebbe piu' della multa.
Distinti Saluti
La multa era di 74 euro circa (art. 1581 che comprende divieti in gallerie e posti che procurano pericolo). In realta' la zona e' un edificio ristrutturato del quale e' rimasto ad origine il muro perimetrale con degli archi.
I portici per me sono quelli come, un esempio su tutti "Bologna" privi di marciapiedi, e quindi hanno una funzione importante per i pedoni; in questo caso i pedoni accedono ai fabbricati tramite un ampio marciapiede che non era occupato dal mio ciclomotore parcheggiato adiacente al muro di sostegno, largo circa 140 cm, degli archi sopra citati, non intralciando in alcun modo l'accesso ai condomini esistenti ed alla scuola, trattandosi di passaggio di comunicazione tra i vari ingressi (piuttosto ampi).
Non esiste nella zona nessun tipo di divieto, ne orizzontale ne verticale. Nemmeno proprieta' privata.
Ho fatto ricorso al giudice di pace di PT, il quale ha accettato la sospensione della multa in attesa del giudizio, ma non ha fissato la data dell'udienza che sarebbe avvenuta in seguito. Mi e' stato poi detto che siccome non sono residente nello stesso comune, non avrei ricevuto comunicazione della data di discussione del ricorso.
Di conseguenza mi sono presentato al suddetto ufficio per ben 4 volte e ho sempre ricevuto in risposta che non era stata fissata la data del ricorso. In particolare l'ultima volta a fine ottobre il funzionario di turno mi disse che sicuramente la data si sarebbe fissata ormai ad anno nuovo.
Su questa affermazione, mi sono recato al suddetto ufficio a Dicembre, volta in cui, ho saputo che l'udienza si era tenuta il 17 Novembre.
Naturalmente non posso provare le risposte avute dall'ufficio competente, ma vorrei sapere qualcosa in merito all'obbligo di comunicazione dell'udienza, e se posso ricorrere al T. A. R. per ottenere giustizia.
Naturalmente se non devo ricorrere ad un legale che mi costerebbe piu' della multa.
Distinti Saluti
Risposta ADUC
dal punto di vista sostanziale, non ci sono irregolarita'. E' strano che ad ottobre non sapessero niente, pertanto si suppone che abbiano sbagliato, pero' e' vero che avendo il domicilio e la residenza fuori della zona di competenza, le comunicazioni le avrebbe ricevute in deposito presso la cancelleria. Conseguentemente, il ricorso e' cosi' concluso senza possibilita' di azioni. Quello che potrebbe fare e' chiedere il rimborso del danno all'Ufficio -intentando un'azione civile- nel caso in cui potesse dimostrare di non aver ricevuto le comunicazioni nonostante espressa domanda. Ma le servirebbe un legale. Pertanto, quello che possiamo suggerirle di fare e' di rivolgersi al Coordinatore dell'Ufficio per segnalare quanto avvenuto.
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