Giovedì 4 giugno 2026
Menu
Cara ADUC

Lettera del consumatore

15 gennaio 2003
Domanda 15 gennaio 2003
Gentile organizzazione Aduc scrivo per rendere noto un evento che mi e' accaduto da poco e vorrei rendere pubblico e sul quale mi piacerebbe che voi mi aiutaste a fare chiarezza.
In data 11/01/2003 dovendo recarmi a Firenze ed essendo a Roma ho provato tramite i totem elettronici a prenotare un posto sul treno eurostar delle 11.30 che arriva a Firenze alle 13.05. Non risultavano posti liberi pertanto faccio il biglietto Intercity da integrare sul treno qualora avessi trovato posto libero (puo' capitare infatti che alcuni viaggiatori prenotano e poi non viaggiano).
Non appena sul treno e comunque prima che partissi, ho cercato il personale di bordo per informarlo della mia posizione e con la volonta' di regolarizzarla. Un primo addetto mi ha semplicemente consigliato di girare un po sul treno e trovare un posto libero. In un secondo tempo poi e' venuto a cercarmi il capo treno, avvertito dall'altro addetto, chiedendomi di regolarizzare la mia posizione. Mi ha quindi chiesto di pagare la differenza tra il biglietto Intercity piu' un sovrapprezzo di 8 euro. Alla mia richiesta di capire perche' avrei dovuto pagare quest'ultima tassa, il Capo treno con matricola 876689 IDR PDB FIRENZE provava a spiegarmi che e' un sovrapprezzo dovuto al fatto che ho richiesto il biglietto direttamente sul treno.
In sostanza alla fine viaggiavo in piedi e pagando una cifra superiore di 8 euro rispetto agli altri passeggeri. Tra le altre cose questo sovrapprezzo equivale al 30% del normale prezzo del biglietto. La mia considerazione e' che le ferrovie abbiano agito a mo di "bagarinaggio" e cioe' quel fenomeno di maggiorazione del prezzo per un acquisto all'ultimo momento che tanto viene deprecato per avvenimenti sportivi o teatrali importanti.
Alla mia richiesta di vedere il regolamento che prevedeva tale ammenda, il capo treno provava a cercarla sul suo libro dei regolamenti, ma ovviamente non la trovava, capirete di seguito perche'.
Mi sono poi recato, una volta arrivato a Firenze S. M. Novella, all'ufficio clienti e li' dopo avermi giustificato la cosa come dovuta al fatto che l'azienda vuole scoraggiare l'atteggiamento comune di noi Italiani di non prenotare e di salire sul treno regolarizzando poi la propria posizione, cosa che peraltro credo sia abbastanza legittima in casi di necessita' e di esigenza dell'ultimo minuto per motivi personali, in piu' mi hanno fatto vedere tale regolamentazione appariva su una direttiva interna recentemente scritta.
Allora in buona sostanza io mi chiedo.
1) Possono le Ferrovie dello Stato arrogarsi il diritto di decidere un sovrapprezzo tramite una informativa interna e senza avvisare i viaggiatori (non e' indicato infatti ne' sul biglietto che si devono in questi casi pagare questi 8 euro, ne' sul treno e ne' allo sportello di acquisto biglietto)?
2) Qualora un sovrapprezzo fosse giusto, e' mai possibile che una operazione aggiuntiva di pagamento (aggiuntiva in quanto avviene sul treno e non sullo sportello) costi 8 euro e cioe' 16 mila delle vecchie lire?
3) E' giusto che un viaggiatore in questi casi viaggi in piedi e pagando un biglietto maggiore (servizio quindi di bassa qualita' ad un prezzo maggiore)?
A me sinceramente mi sembra che rispondendo si anche solo ad uno di questi quesiti si arrivi inevitabilmente ad ammettere che viviamo in un paese di soprusi, di ingiustizie e di discriminazioni

Risposta ADUC
sono queste le condizioni di trasporto in vigore (avrebbero anche potuto applicarle un'aliquota superiore, dando una diversa lettura dell'inadempimento). Il regolamento viene accettato con l'acquisto del biglietto, cosi' come tutte le altre condizioni di trasporto. Chi volesse documentarsene e aver copia dell'intero regolamento, puo' farlo -e' inserito anche sugli orari in vendita. Certo, si potrebbe obiettare l'opportunita' di allegare le condizioni al biglietto come si fa in aereo, ma dal suo punto di vista nulla cambierebbe, in quanto -mancando la preventiva verifica- si sarebbe comunque trovato a poter leggere solo dopo le condizioni. Pertanto, non rimane che documentarsi prima, chiedendo copia del regolamento oppure (informalmente) informarsi in biglietteria o presso il capotreno. Ne' e' corretto parlare di soprusi e discriminazioni, in questo caso: si tratta solo di mancata conoscenza delle condizioni contrattuali (si tratta comunque di un prodotto in vendita, come la telefonia etc): le quali sono verificabili. Chi non si interessa di verificarle, vorra' dire che le subira'. Sicuramente ci sono molti elementi, nei contratti, che meriterebbero contestazioni e valutazioni, da ottenere da parte di un giudice: non pero' il caso specifico in questione.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →