Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
15 gennaio 2003
Riassumiamo quanto accaduto: In data xx. xx.2002 i coniugi X e Y stipulavano un accordo con il sig. Z relativo al ricevimento che si sarebbe tenuto presso l'Hotel di proprieta' della S. r. L. di cui il sig. Z e' amministratore unico e rappresentante legale pro tempore.
In base a tale accordo convenivano un menu' nonche' la disposizione dei tavoli, degli addobbi e dell'illuminazione; la cena si sarebbe svolta intorno la piscina, all'aperto, con l'assicurazione che qualora le condizioni metereologiche (vento o pioggia) non avessero consentito il normale svolgimento all'aperto, la cena si sarebbe tenuta nella sala ristorante interna all'hotel.
In previsione di una tale eventualita' si raggiungeva un accordo sulla disposizione interna dei tavoli e delle suppellettili, nonche' dell'illuminazione anche per la suddetta sala interna.
Per la precisione tali accordi venivano presi con il Z ed il metre dell' hotel.
In data 16.06.2002 i convenuti provvedevano a versare, come da accordi, la somma di € 500, 00 come anticipo a titolo di caparra.
Si premette che l'estate 2002 e' stata contrassegnata da frequenti alternanze di pioggia, vento e cielo sereno ed in particolare la settimana che precedeva il xx. xx.2002 era stata caratterizzata da un'assoluta variabilita' del meteo come si puo' evincere da un'analisi delle carte metereologiche.
Il xx. xx.2002 nonostante il tempo apparisse minaccioso fin dal mattino con forti vortici di vento e cielo a tratti plumbeo, il sig. Z provvedeva a far allestire i tavoli intorno alla piscina incurante delle cattive condizioni climatiche.
All'arrivo in piscina si constatava con disapprovazione la scarsa illuminazione dell'intera zona del ricevimento e la totale assenza di lumi sui tavoli ed ai bordi della piscina che pure rientravano nei precisi accordi precedenti al ricevimento.
In effetti la zona del ricevimento non era ancora allestita come da accordi a causa del tempo imprevedibile (che consigliava il personale addetto ad attendere fino all'ultimo istante per allestire i tavoli).
Intorno alle 22: 30 del giorno xx. xx.2002 sopraggiungeva la pioggia sempre piu' insistente e copiosa allorche' considerata l'impossibilita' di proseguire il banchetto nuziale all'aperto il sig. X chiedeva al sig. Z di spostare la cena nella sala interna all'hotel o comunque in un luogo a riparo dalla pioggia.
Nonostante i continui solleciti il sig. Z noncurante della situazione non si adoperava in alcun modo per assicurare un riparo agli sposi ed agli invitati facendo rilevare piu' volte che non erano problemi di sua competenza.
Vista la totale disattesa mantenuta parola relativa agli accordi su citati per la sala interna il sig. X chiedeva in alternativa temporanea la collocazione di ombrelloni a totale copertura dei tavoli degli invitati.
Dopo circa un'ora risultavano protetti dagli ombrelloni solo un terzo dei tavoli poiche' a detta del sig. Z gli ombrelloni erano terminati.
In realta' sulla terrazza dell'hotel erano ben visibili almeno dieci ombrelloni (che comunque non avrebbero risolto completamente la situazione) che l'attore non intendeva in alcun modo spostare.
Il sig. Z provvedeva a trasformare la cena in buffet lasciando sposi ed invitati sotto la pioggia; le portate non venivano piu' servite ai tavoli, ormai fradici, ed ognuno consumava la propria pietanza, marcia di acqua, in piedi sotto i pochi ombrelloni.
Per l'intera consumazione della cena gli sposi e gli invitati si vedevano costretti a pulirsi le loro sedie, bicchieri, posate e quant'altro perche' i camerieri a tanto non provvedevano.
Difatti a causa della scarsa organizzazione e dell'assenza di professionalita', in piu' di un'occasione il personale si dimostrava incapace a gestire gli eventi.
In conseguenza dell'avvenuto disservizio il sig. Z, riconosciuta la propria responsabilita' in ordine a quanto accaduto, offriva ai coniugi un buono, mai utilizzato, per un buffet di frutta e gelato da consumarsi entro il yy. yy.2002.
In data kk. kk.2002 i coniugi X e Y ritenevano giusto corrispondere quale corrispettivo del servizio offerto la somma di € xxxx, xx pari al 50% di quella dovuta.
Il sig. Z ha citato in giudizio i coniugi X e Y per ottenere la somma residua.
Per quanto riguarda i su citati accordi tra i coniugi ed il sig Z il contratto cita esclusivamente il menu' e la caparra versata mentre non fa riferimento alla sala interna ma solo alla piscina nonostante gli accordi per la sala interna siano stati presi davanti a piu' testimoni con tanto di “ stretta di mano”.
Distinti saluti.
Ringraziamo per la consulenza.
In base a tale accordo convenivano un menu' nonche' la disposizione dei tavoli, degli addobbi e dell'illuminazione; la cena si sarebbe svolta intorno la piscina, all'aperto, con l'assicurazione che qualora le condizioni metereologiche (vento o pioggia) non avessero consentito il normale svolgimento all'aperto, la cena si sarebbe tenuta nella sala ristorante interna all'hotel.
In previsione di una tale eventualita' si raggiungeva un accordo sulla disposizione interna dei tavoli e delle suppellettili, nonche' dell'illuminazione anche per la suddetta sala interna.
Per la precisione tali accordi venivano presi con il Z ed il metre dell' hotel.
In data 16.06.2002 i convenuti provvedevano a versare, come da accordi, la somma di € 500, 00 come anticipo a titolo di caparra.
Si premette che l'estate 2002 e' stata contrassegnata da frequenti alternanze di pioggia, vento e cielo sereno ed in particolare la settimana che precedeva il xx. xx.2002 era stata caratterizzata da un'assoluta variabilita' del meteo come si puo' evincere da un'analisi delle carte metereologiche.
Il xx. xx.2002 nonostante il tempo apparisse minaccioso fin dal mattino con forti vortici di vento e cielo a tratti plumbeo, il sig. Z provvedeva a far allestire i tavoli intorno alla piscina incurante delle cattive condizioni climatiche.
All'arrivo in piscina si constatava con disapprovazione la scarsa illuminazione dell'intera zona del ricevimento e la totale assenza di lumi sui tavoli ed ai bordi della piscina che pure rientravano nei precisi accordi precedenti al ricevimento.
In effetti la zona del ricevimento non era ancora allestita come da accordi a causa del tempo imprevedibile (che consigliava il personale addetto ad attendere fino all'ultimo istante per allestire i tavoli).
Intorno alle 22: 30 del giorno xx. xx.2002 sopraggiungeva la pioggia sempre piu' insistente e copiosa allorche' considerata l'impossibilita' di proseguire il banchetto nuziale all'aperto il sig. X chiedeva al sig. Z di spostare la cena nella sala interna all'hotel o comunque in un luogo a riparo dalla pioggia.
Nonostante i continui solleciti il sig. Z noncurante della situazione non si adoperava in alcun modo per assicurare un riparo agli sposi ed agli invitati facendo rilevare piu' volte che non erano problemi di sua competenza.
Vista la totale disattesa mantenuta parola relativa agli accordi su citati per la sala interna il sig. X chiedeva in alternativa temporanea la collocazione di ombrelloni a totale copertura dei tavoli degli invitati.
Dopo circa un'ora risultavano protetti dagli ombrelloni solo un terzo dei tavoli poiche' a detta del sig. Z gli ombrelloni erano terminati.
In realta' sulla terrazza dell'hotel erano ben visibili almeno dieci ombrelloni (che comunque non avrebbero risolto completamente la situazione) che l'attore non intendeva in alcun modo spostare.
Il sig. Z provvedeva a trasformare la cena in buffet lasciando sposi ed invitati sotto la pioggia; le portate non venivano piu' servite ai tavoli, ormai fradici, ed ognuno consumava la propria pietanza, marcia di acqua, in piedi sotto i pochi ombrelloni.
Per l'intera consumazione della cena gli sposi e gli invitati si vedevano costretti a pulirsi le loro sedie, bicchieri, posate e quant'altro perche' i camerieri a tanto non provvedevano.
Difatti a causa della scarsa organizzazione e dell'assenza di professionalita', in piu' di un'occasione il personale si dimostrava incapace a gestire gli eventi.
In conseguenza dell'avvenuto disservizio il sig. Z, riconosciuta la propria responsabilita' in ordine a quanto accaduto, offriva ai coniugi un buono, mai utilizzato, per un buffet di frutta e gelato da consumarsi entro il yy. yy.2002.
In data kk. kk.2002 i coniugi X e Y ritenevano giusto corrispondere quale corrispettivo del servizio offerto la somma di € xxxx, xx pari al 50% di quella dovuta.
Il sig. Z ha citato in giudizio i coniugi X e Y per ottenere la somma residua.
Per quanto riguarda i su citati accordi tra i coniugi ed il sig Z il contratto cita esclusivamente il menu' e la caparra versata mentre non fa riferimento alla sala interna ma solo alla piscina nonostante gli accordi per la sala interna siano stati presi davanti a piu' testimoni con tanto di “ stretta di mano”.
Distinti saluti.
Ringraziamo per la consulenza.
Risposta ADUC
poiche' c'e' stata citazione, occorrera' opporsi al decreto ingiuntivo, rivolgendosi ad un legale per intentare un contenzioso, in opposizione a quanto richiesto.
Il fatto di non aver formulato sul contratto tutte le condizioni, pone un ostacolo: ma puo' deporre a favore l'avere dei testimoni.
Inoltre, puo' comunque essere contestata la mancata assistenza a fronte del fenomeno metereologico che -prevedibile- avrebbe dovuto essere tenuto in considerazione, trattandosi di un ristorante con dei locali coperti.
Il fatto di non aver formulato sul contratto tutte le condizioni, pone un ostacolo: ma puo' deporre a favore l'avere dei testimoni.
Inoltre, puo' comunque essere contestata la mancata assistenza a fronte del fenomeno metereologico che -prevedibile- avrebbe dovuto essere tenuto in considerazione, trattandosi di un ristorante con dei locali coperti.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti