Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
14 gennaio 2003
Gentile redazione, vorrei sapere se esistono in Italia o all'estero centri dove si studia l'impiego di staminali per le rigenerazione del tessuto retinico danneggiato a seguito di retinite pigmentosa.
Grazie
Grazie
Risposta ADUC
oltre a verificare sul nostro sito, con il motore di ricerca, le notizie che la possono interessare. In Italia abbiamo trovato diverse informazioni su operazioni portate avanti dal dott. Vincenzo Sarnicola, primario dell'Unità di oculistica dell'Ospedale di Grosseto, che opera non solo a Grosseto, di cui le forniamo i recapiti. Di seguito le giro anche due notizie che riguardavano direttamente la retinite pigmentosa tratte dal nostro Notiziario.
Cordiali saluti, Aduc
Banca degli Occhi di Grosseto Divisione di Oculistica Via Senese, 58100 Grosseto tel +39-0564-485338 fax +39-0564-485431 Direttore Medico/Medical Director: Dr. Vincenzo Sarnicola e-mail: [email protected]
Usa. Una retina bionica per guarire dalla cecita' Sei persone sono tornate a vedere grazie a una retina bionica. E' accaduto ad un gruppo di pazienti affetti da retinite pigmentosa o degenerazione maculare, dopo l'impianto di una retina artificiale al silicone messa a punto negli Usa dalla Optobionics, un'azienda nell'Illinois. Si tratta di un microchip più piccolo della capocchia di uno spillo e sottilissimo che funziona convertendo la luce in impulsi elettrici.
Retinite pigmentosa e degenerazione maculare colpiscono almeno 20 milioni di persone nel mondo, e rappresentano la prima causa di cecità nei Paesi in via di sviluppo.
(Numero 9 del 17 maggio 2002)
Giappone. Dalle staminali di scimmia novita' per il Parkinson e la retinite pigmentosa Un gruppo di ricercatori dell'universita' di Kyoto, guidati dall'embriologo Hiroshi Kawasaki, e' riuscito a far differenziare le cellule staminali di scimmia in neuroni producenti dopamina e cellule dell'epitelio pigmentato della retina. Gli scienziati giapponesi sono riusciti in questo intento grazie ad una tecnica detta SDIA (stromal cell-derived inducing activity), che consiste nel coltivare le cellule staminali insieme a cellule stromali che producono fattori capaci di guidarne il differenziamento. Con questo sistema di cultura, lo stesso gruppo di ricercatori era riuscito pochi mesi fa ad ottenere neuroni dopaminergici da cellule staminali di topo. Dai primi dati disponibili sembra che sia i "neuroni" di topo che quelli di scimmia, una volta trapiantati nel cervello di topi resi "parkinsoniani", siano in grado di sopravvivere e moltiplicarsi ed indurre un certo recupero funzionale. Il prossimo passo sara' trapiantare le cellule dopaminergiche ottenute dalle staminali direttamente nelle scimmie, e contemporaneamente avviare lo stesso tipo di esperimento con cellule staminali umane.
(Anno I - Numero 2 del 8 febbraio 2002)
Cordiali saluti, Aduc
Banca degli Occhi di Grosseto Divisione di Oculistica Via Senese, 58100 Grosseto tel +39-0564-485338 fax +39-0564-485431 Direttore Medico/Medical Director: Dr. Vincenzo Sarnicola e-mail: [email protected]
Usa. Una retina bionica per guarire dalla cecita' Sei persone sono tornate a vedere grazie a una retina bionica. E' accaduto ad un gruppo di pazienti affetti da retinite pigmentosa o degenerazione maculare, dopo l'impianto di una retina artificiale al silicone messa a punto negli Usa dalla Optobionics, un'azienda nell'Illinois. Si tratta di un microchip più piccolo della capocchia di uno spillo e sottilissimo che funziona convertendo la luce in impulsi elettrici.
Retinite pigmentosa e degenerazione maculare colpiscono almeno 20 milioni di persone nel mondo, e rappresentano la prima causa di cecità nei Paesi in via di sviluppo.
(Numero 9 del 17 maggio 2002)
Giappone. Dalle staminali di scimmia novita' per il Parkinson e la retinite pigmentosa Un gruppo di ricercatori dell'universita' di Kyoto, guidati dall'embriologo Hiroshi Kawasaki, e' riuscito a far differenziare le cellule staminali di scimmia in neuroni producenti dopamina e cellule dell'epitelio pigmentato della retina. Gli scienziati giapponesi sono riusciti in questo intento grazie ad una tecnica detta SDIA (stromal cell-derived inducing activity), che consiste nel coltivare le cellule staminali insieme a cellule stromali che producono fattori capaci di guidarne il differenziamento. Con questo sistema di cultura, lo stesso gruppo di ricercatori era riuscito pochi mesi fa ad ottenere neuroni dopaminergici da cellule staminali di topo. Dai primi dati disponibili sembra che sia i "neuroni" di topo che quelli di scimmia, una volta trapiantati nel cervello di topi resi "parkinsoniani", siano in grado di sopravvivere e moltiplicarsi ed indurre un certo recupero funzionale. Il prossimo passo sara' trapiantare le cellule dopaminergiche ottenute dalle staminali direttamente nelle scimmie, e contemporaneamente avviare lo stesso tipo di esperimento con cellule staminali umane.
(Anno I - Numero 2 del 8 febbraio 2002)
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