Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
13 gennaio 2003
Cara Aduc Invio riassunto di un mio problema avvenuto a seguito di contatti con uno studio Legale di Torino, al quale mi ero rivolto per sapere come risolvere miei problemi di lavoro. Ho inviato in data 6 Gennaio 2003 la mail che segue anche al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Torino, ma non ho ricevuto nessuna risposta.
Vi prego cortesemente di leggere quanto segue, perche' ho gia' ricevuto una diffida Studio Legale.
Vi ringrazio anticipatamente e Vi saluto.
(segue qui sotto il riassunto della vicenda) Spett. le Ordine degli Avvocati di Torino Mi permetto di esporre alla Vostra cortese attenzione una problematica insortami dopo avere contattato uno Studio Legale di Torino, in relazione ad alcune problematiche avvenute con la ditta della quale ero ex dipendente: nel mese di Maggio 2002 ho contattato telefonicamente tale studio, chiedendo la possibilita' di esporre le vicende ai fini di capire se vi era la possibilita' di poter ottenere un qualche risarcimento dalla Ditta (ritenni di essere stato liquidato ingiustamente), inoltre la Ditta per la quale lavoravo mi aveva anche imputato il pagamento di una fattura fornitore di circa 800 euro in quanto ha ritenuto che l'ordine per il materiale, firmato da me, non era autorizzato dalla Direzione. Per tale questione il Legale da me contattato, gia' telefonicamente dopo aver esposto i fatti, mi disse che non potevo fare altro che pagare in quanto l'ordine al fornitore era firmato da me. E cosi' ho fatto.
Ho poi avuto altri due incontri presso tale studio (per consegnare alcune fotocopie di documenti e spiegare per bene il secondo problema, in quanto non era stato possibile inviare e-mail ed i fax erano poco chiari). Dopo un paio di telefonate con il Legale in questione ci siamo rivisti ancora una volta (luglio del 2002) per vedere se era il caso di avviare una pratica, ed avevo espressamente chiesto al Legale quali potevano essere i costi per l'avanzamento di una ipotetica causa. Mi fu stimata una cifra, ovvero mi venne detto che inizialmente ci sarebbero state le spese per bolli ed altre pratiche amministrative intorno ai 150 Euro, poi una lettera alla Ditta e poi dipendeva da come avrebbe risposto il mio ex datore di lavoro. Ritenni di pensarci su dissi che, nell'eventualita', ci saremmo risentiti. In effetti ritenni poi di lasciar cadere la cosa, anche perche', sinceramente, non me la sentivo di entrare in discorsi che avrebbero richiesto molto altro tempo, soldi ecc. ecc.
A distanza di 5 mesi, ovvero poco prima di Natale 2002, mi arriva dallo Studio Legale una proposta di parcella per un importo di 900 euro circa: 300 euro per il mio primo problema del pagamento della fattura (fattura che avevo gia' saldato al fornitore), ed il rimanente per l'altra pratica, che e' stata stimata dal legale "3.900 Euro" (??), e dove sono stati imposti dei costi per "Conferenze di trattazione in studio e telefoniche" per circa 250 euro, "Parere orale" per altri 300 ed oltre euro.
Ho fatto mente locale ed ho riassunto quanto avvenuto tra me ed il Legale: tre incontri in studio, di cui 1 (per un totale di 15 minuti) per spiegare le problematiche, 1 per consegnare la documentazione a mano e l'ultimo nel quale dissi che ci avrei pensato su e nel caso mi sarei fatto risentire, piu' un paio (forse tre) telefonate fatte da me al cellulare del Legale per sapere se aveva esaminato le pratiche da me consegnate.
Ho allora inviato una raccomandata al Legale, esponendo i motivi per i quali mi sembrava assurdo pagare una siffatta cifra per servizi che non avevo avuto (non e' stata contattata nessuna delle parti, non e' stata inviata nessuna lettera o raccomandata). Dopo circa 1 settimana ricevo una posta prioritaria dove il Legale mi dice che ha ricevuto la mia raccomandata r. r., e che "aveva incaricato un suo collaboratore per la redazione della parcella, e questo a sua volta aveva fatto una stima sulle risultanze documentali contenute nel mio fascicolo. " La lettera proseguiva con ".... procedo dunque a redigerLa di persona, assumendomene la relativa responsabilita', tenuto conto dell'attivita' effettivamente svolta e dei criteri contenuti nella vigente tariffa professionale in vigore dal 1 Aprile 1995 e mai aggiornata. " Alla fine mi venne riproposta una parcella questa volta per un importo di 465.90 Euro.
Io allora ho inviato un'altra raccomandata spiegando nuovamente quelle che penso possano essere delle mie ragioni, in quanto ritengo egualmente assurdo pagare quasi un milione delle vecchie lire alla luce di quanto ho ottenuto.
Risultato: Dopo circa 1 settimana mi arriva un'altra posta celere, questa volta con la diffida a pagare la cifra di 465, 90 entro 10 giorni, in caso contrario, dopo aver fatto validare le parcelle dall'Ordine degli Avvocati, mi avrebbe fatto causa!
Sinceramente non so come devo comportarmi e chi potrebbe darmi un consiglio, oppure se le cose stanno proprio cosi' e non devo fare altro che pagare.
Spero che la mia mail possa essere da Voi presa in considerazione.
Vi ringrazio anticipatamente Distinti saluti
Vi prego cortesemente di leggere quanto segue, perche' ho gia' ricevuto una diffida Studio Legale.
Vi ringrazio anticipatamente e Vi saluto.
(segue qui sotto il riassunto della vicenda) Spett. le Ordine degli Avvocati di Torino Mi permetto di esporre alla Vostra cortese attenzione una problematica insortami dopo avere contattato uno Studio Legale di Torino, in relazione ad alcune problematiche avvenute con la ditta della quale ero ex dipendente: nel mese di Maggio 2002 ho contattato telefonicamente tale studio, chiedendo la possibilita' di esporre le vicende ai fini di capire se vi era la possibilita' di poter ottenere un qualche risarcimento dalla Ditta (ritenni di essere stato liquidato ingiustamente), inoltre la Ditta per la quale lavoravo mi aveva anche imputato il pagamento di una fattura fornitore di circa 800 euro in quanto ha ritenuto che l'ordine per il materiale, firmato da me, non era autorizzato dalla Direzione. Per tale questione il Legale da me contattato, gia' telefonicamente dopo aver esposto i fatti, mi disse che non potevo fare altro che pagare in quanto l'ordine al fornitore era firmato da me. E cosi' ho fatto.
Ho poi avuto altri due incontri presso tale studio (per consegnare alcune fotocopie di documenti e spiegare per bene il secondo problema, in quanto non era stato possibile inviare e-mail ed i fax erano poco chiari). Dopo un paio di telefonate con il Legale in questione ci siamo rivisti ancora una volta (luglio del 2002) per vedere se era il caso di avviare una pratica, ed avevo espressamente chiesto al Legale quali potevano essere i costi per l'avanzamento di una ipotetica causa. Mi fu stimata una cifra, ovvero mi venne detto che inizialmente ci sarebbero state le spese per bolli ed altre pratiche amministrative intorno ai 150 Euro, poi una lettera alla Ditta e poi dipendeva da come avrebbe risposto il mio ex datore di lavoro. Ritenni di pensarci su dissi che, nell'eventualita', ci saremmo risentiti. In effetti ritenni poi di lasciar cadere la cosa, anche perche', sinceramente, non me la sentivo di entrare in discorsi che avrebbero richiesto molto altro tempo, soldi ecc. ecc.
A distanza di 5 mesi, ovvero poco prima di Natale 2002, mi arriva dallo Studio Legale una proposta di parcella per un importo di 900 euro circa: 300 euro per il mio primo problema del pagamento della fattura (fattura che avevo gia' saldato al fornitore), ed il rimanente per l'altra pratica, che e' stata stimata dal legale "3.900 Euro" (??), e dove sono stati imposti dei costi per "Conferenze di trattazione in studio e telefoniche" per circa 250 euro, "Parere orale" per altri 300 ed oltre euro.
Ho fatto mente locale ed ho riassunto quanto avvenuto tra me ed il Legale: tre incontri in studio, di cui 1 (per un totale di 15 minuti) per spiegare le problematiche, 1 per consegnare la documentazione a mano e l'ultimo nel quale dissi che ci avrei pensato su e nel caso mi sarei fatto risentire, piu' un paio (forse tre) telefonate fatte da me al cellulare del Legale per sapere se aveva esaminato le pratiche da me consegnate.
Ho allora inviato una raccomandata al Legale, esponendo i motivi per i quali mi sembrava assurdo pagare una siffatta cifra per servizi che non avevo avuto (non e' stata contattata nessuna delle parti, non e' stata inviata nessuna lettera o raccomandata). Dopo circa 1 settimana ricevo una posta prioritaria dove il Legale mi dice che ha ricevuto la mia raccomandata r. r., e che "aveva incaricato un suo collaboratore per la redazione della parcella, e questo a sua volta aveva fatto una stima sulle risultanze documentali contenute nel mio fascicolo. " La lettera proseguiva con ".... procedo dunque a redigerLa di persona, assumendomene la relativa responsabilita', tenuto conto dell'attivita' effettivamente svolta e dei criteri contenuti nella vigente tariffa professionale in vigore dal 1 Aprile 1995 e mai aggiornata. " Alla fine mi venne riproposta una parcella questa volta per un importo di 465.90 Euro.
Io allora ho inviato un'altra raccomandata spiegando nuovamente quelle che penso possano essere delle mie ragioni, in quanto ritengo egualmente assurdo pagare quasi un milione delle vecchie lire alla luce di quanto ho ottenuto.
Risultato: Dopo circa 1 settimana mi arriva un'altra posta celere, questa volta con la diffida a pagare la cifra di 465, 90 entro 10 giorni, in caso contrario, dopo aver fatto validare le parcelle dall'Ordine degli Avvocati, mi avrebbe fatto causa!
Sinceramente non so come devo comportarmi e chi potrebbe darmi un consiglio, oppure se le cose stanno proprio cosi' e non devo fare altro che pagare.
Spero che la mia mail possa essere da Voi presa in considerazione.
Vi ringrazio anticipatamente Distinti saluti
Risposta ADUC
occorre invii la sua richiesta di valutazione in merito alla congruita' della notula presentata (con conseguente preghiera di non provvedere alla tassazione della notula se non dopo un'attenta analisi delle sue considerazioni, chiedendo anche di venire ascoltato) per raccomandata A/R all'Ordine: non e' neanche pensabile che possa ricevere ascolto a seguito di una mera e-mail.
Quello che possiamo dirle noi e' solo che il pagamento delle prestazioni e' dovuto, purche' nei termini di tariffario. E dobbiamo consigliarle di specificare chiaramente come non ci sia stata alcuna richiesta di valutazione e studio della controversia, in quanto le domande da lei poste (ed atte a valutare l'opportunita' o meno di una successiva azione) si sono mantenute sul livello teorico generale senza entrare nello specifico e dunque senza studiare il caso, proponendo pertanto il pagamento per le varie audizioni ma contestando le maggiori richieste di studio della pratica, sulla base del valore. Ovviamente, quello che ha scritto rimane e se il legale puo' dimostrare (avendo il fascicolo) che lo studio della pratica c'e' stato, per lei contestare sara' difficile.
Quello che possiamo dirle noi e' solo che il pagamento delle prestazioni e' dovuto, purche' nei termini di tariffario. E dobbiamo consigliarle di specificare chiaramente come non ci sia stata alcuna richiesta di valutazione e studio della controversia, in quanto le domande da lei poste (ed atte a valutare l'opportunita' o meno di una successiva azione) si sono mantenute sul livello teorico generale senza entrare nello specifico e dunque senza studiare il caso, proponendo pertanto il pagamento per le varie audizioni ma contestando le maggiori richieste di studio della pratica, sulla base del valore. Ovviamente, quello che ha scritto rimane e se il legale puo' dimostrare (avendo il fascicolo) che lo studio della pratica c'e' stato, per lei contestare sara' difficile.
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