Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
12 gennaio 2003
Gentile Consulente Approfittando della sua professionalita' e conoscenza volevo sottoporle il seguente problema: Il Sig X e' proprietario di due appezzamenti di terreno coltivati da + di 40 anni dai fratelli Y1 e Y2. (adesso i Sig. ri Y1 e Y2 sono in pensione da alcuni anni, ma continuano a coltivare questi terreni.) Questi appezzamenti erano coltivati a vigneti fino al 1990 e successivamente a seminativi.
Infatti nel 1990 il Sig X approfittando di una legge, incassa un cospicuo indennizzo circa 60 milioni per estirpare i vigneti. (Di questo contributo nessuna quota e' stata versata ai Sig Y1 e Y2) Il sig X decide di vendere i due appezzamenti.
Domande
1 - I sig. ri Y1 e Y2 hanno diritto ad un importo a titolo di trattamento di fine rapporto? Se si in base a quale legge e quale potrebbe essere questo "giusto" indennizzo?
2 - Se il Sig X decide di vendere i due appezzamenti ad una persona estranea i due coltivatori anche se in pensioni possono vantare qualche diritto di rivalsa?
3 - Se ad acquistare fosse il figlio del Sig Y2 avrebbe delle agevolazioni?
Sperando che non manchera' di rispondere a queste mie domande la ringrazio per il suo interesse Cordialmente Domenico
Infatti nel 1990 il Sig X approfittando di una legge, incassa un cospicuo indennizzo circa 60 milioni per estirpare i vigneti. (Di questo contributo nessuna quota e' stata versata ai Sig Y1 e Y2) Il sig X decide di vendere i due appezzamenti.
Domande
1 - I sig. ri Y1 e Y2 hanno diritto ad un importo a titolo di trattamento di fine rapporto? Se si in base a quale legge e quale potrebbe essere questo "giusto" indennizzo?
2 - Se il Sig X decide di vendere i due appezzamenti ad una persona estranea i due coltivatori anche se in pensioni possono vantare qualche diritto di rivalsa?
3 - Se ad acquistare fosse il figlio del Sig Y2 avrebbe delle agevolazioni?
Sperando che non manchera' di rispondere a queste mie domande la ringrazio per il suo interesse Cordialmente Domenico
Risposta ADUC
l'argomento non e' di nostra competenza (occorre che gli interessati si rivolgano alle proprie rispettive associazioni di categoria: Coldiretti e Confagricoltura). Ma per quanto ci risulta -e comunque a seconda di quale sia il contratto di riferimento- i soggetti che hanno coltivato possono vantare un diritto di prelazione ma non una buonoscita sui terreni. Di conseguenza, possono ottenere che il terreno sia venduto loro in luogo che ad un terzo estraneo. I figli, invece, non e' detto che abbiano titolo (se non fanno parte dell'impresa familiare del padre, come coltivatori diretti in questo caso). E se comprano non esercitando prelazioni, ma come normali acquirenti, non hanno agevolazioni.
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