Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

10 gennaio 2003
Domanda 10 gennaio 2003
Cara ADUC, qualche giorno fa, durante le festivita', mi sono recata in una profumeria (in franchising) per acquistare un prodotto di cosmesi. Il prodotto e' stato "smagnetizzato", ho pagato e sono uscita.
Successivamente mi reco presso altra profumeria dello stesso franchising per acquistare altri prodotti che non avevo trovato nella prima.
Sono entrata frettolosamente, in quanto era vicino l'orario di chiusura; nel frattempo si e' attivato l'allarme dell'apparecchio "rilevatore" posto all'ingresso del negozio. Mentre entravo sono uscite contemporaneamente piu' persone: era per me plausibile che fossero controllati i clienti uscenti (non so se poi sono stati effettivamente controllati), tant'e' vero che non mi sono preoccupata dell'accaduto, oltretutto non sono stata ne' fermata, ne' di conseguenza controllata dai commessi presenti alle casse.
Effettuate le compere e recatami all'uscita -stessa porta dell'ingresso- si attiva l'allarme. Tranquillamente faccio controllare alla commessa che si era avvicinata dalla cassa i miei acquisti, nonche' la mia borsa. Sono invitata, poi, (davanti a decine di clienti) a togliermi il giaccone indossato che viene esposto dinanzi al rilevatore posto all'uscita. Si attiva nuovamente l'allarme e quindi sono invitata ad estrarre dalle tasche cio' che avevo (sempre davanti a diversi clienti). Dopodiche', io stessa, faccio vedere il prodotto cosmetico che avevo acquistato nell'altra profumeria. Questo conteneva all'interno un piccolo adesivo metallico che provocava l'attivazione dell'allarme. La commessa, garbatamente, mi faceva accomodare nel deposito retrostante, chiedendomi delle spiegazioni in quanto si trattava di un prodotto "uscito" dalla loro profumeria. Io riferisco del precedente acquisto, ma in quell'istante si avvicina il responsabile alle vendite, il quale con atteggiamento piuttosto arrogante, afferma di non credere alla mia versione dei fatti. Purtroppo, non avevo lo scontrino per dimostrare l'acquisto effettuato presso l'altro punto vendita.
A questo punto, per evitare ulteriori discussioni, acconsento, come suggeritomi dalla gentile commessa, ad effettuare il pagamento del prodotto, riservandomi di accertare e dunque di dimostrare le mie ragioni, per ottenere il rimborso della somma.
Non possedendo attualmente lo scontrino del primo punto vendita, che ho gettato insieme al codice a barre, che era incollato sul prodotto, appena uscita dal primo negozio (erronea abitudine), come posso provare di aver effettuato regolarmente l'acquisto? Oppure devo semplicemente considerare di essere stata particolarmente sfortunata?
Ne devo probabilmente dedurre che il prodotto non sia stato perfettamente "smagnetizzato" nella prima profumeria e che il rilevatore installato nella stessa non era in perfette condizioni di funzionamento? Tali apparecchiature non sono soggette a periodica taratura e/o controllo?
Forse l'aver pagato due volte lo stesso oggetto e' il male minore... chi mi ripaga l'umiliazione subita?
Potreste indicare sul sito informazioni sulle modalita' di versamento di contributi diverse dal pagamento on line (vaglia, c. c. p., assegno, ecc.)?
Grazie per il vostro utilissimo consiglio.
Patty

Risposta ADUC
sicuramente dovra' scrivere una raccomandata A/R ad entrambi i negozi, facendo presente il fatto e chiedendo al secondo il rimborso delle somme pagate, fornendo tutti i necessari dati per l'accertamento (data, prezzo e ora dell'acquisto al primo negozio), dettando un termine di 15 gg per il rimborso ed avvisando che in difetto adira' le vie legali. Al giudice, ove necessario, potra' chiedere di acquisire la bobina degli scontrini del primo negozio, per la data in questione. A quel punto, se la obbligano a far causa, potra' anche richiedere il rimborso del danno.
Riteniamo comunque che avrebbe dovuto richiedere immediatamente di controllare con l'altro negozio, anche richiedendo (con la massima cortesia) l'intervento della polizia.
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