Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

8 gennaio 2003
Domanda 8 gennaio 2003
Cara ADUC, sono possessore di un impianto viasat installato nell'auto e funzionante a mezzo di una carta prepagata TIM. Al momento di effettuare una chiamata con l'apparecchio la TIM mi rispondeva tramite voce elettronica che nn era possibile effettuare chiamate in quanto il credito residuo risultava insufficiente(premetto che dopo l'ultima chiamata prima della suddetta il credito era di circa 80 euro!!). Stupito da questa "novita'" chiamai il 119 e mi dissero che a quel numero risultavano una quantita' elevata di messaggi alla centrale operativa viasat. Risultato: il viasat si era "impallato" ed aveva inviato un numero eccessivo di messaggi esaurendo il credito. Feci riparare il viasat(smontato e riprogrammato al costo di 125 euro). Per la verifica di funzionamento da parte dell'istallatore fui costretto ad acquistare al momento una ricarica da 55 euro. Appena eseguita mi accorsi che era gia' stata esaurita. Allora chiamai di nuovo il 119 e mi dissero, dopo diverso tempo e solo ora che avevo effettuato una ricarica, che mi trovavo ancora debitore di 34 euro!!! Alla resa dei conti questo guasto al viasat mi e' costato 80 euro+125 euro +55 euro+34 euro. Ma la mia curiosita' principale e' questa: vi sembra giusto che la TELECOM ITALIA MOBILE si senta in potere di non chiudere la conversazione una volta finito il credito? O almeno non dovrebbe chiedere conferma all'utente prima di "scendere sotto 0"? Basterebbe un semplice "prema il tasto 1 per continuare"!!! Che cosa succederebbe se il viasat si impallasse di nuovo e mi andasse a debito di 10.000 euro? Esiste una legge che mi tuteli in questo e che mi permetta di essere risarcito? Grazie dell'attenzione

Risposta ADUC
probabilmente il modo in cui si e' verificato il malfunzionamento e' stato tale da accumulare la serie di messaggi ad una velocita' che non ha consentito al sistema del gestore di realizzare in tempi tecnici sufficienti che il credito stesse andando sotto zero.
Di conseguenza, non sembra ci siano gli estremi per contestare quanto avvenuto, ne' alla luce di quanto sopra, ne' per un mancato blocco cosi' immediato. Ad ogni modo, se crede puo' tentare una contestazione, a mezzo raccomandata A/R, dettando un termine di 15 gg ed avvisando che in difetto adira' le vie legali. In seguito, potra' tentare una conciliazione, davanti al giudice di pace.
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