Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
8 gennaio 2003
Gentili signori, avrei un problema da porvi. Mi rendo conto che si tratta probabilmente di un problema marginale, rispetto a quelli con cui di solito vi confrontate, ma ho ugualmente deciso di scrivervi per avere da voi una risposta.
Si tratta di questo. Ho notato che alcuni locali (tipicamente le discoteche, ma non solo) applicano tariffe di ingresso differenziate sulla base del sesso. Esempio tipico: "ingresso donne euro 10, ingresso uomini euro 15".
Il motivo per cui questo avviene e' evidente: se ci sono piu' donne, incentivate dai prezzi bassi, ci sono anche piu' uomini, incentivati dalla presenza di molte donne. Tuttavia ritengo si tratti di una pratica decisamente antipatica, oltre che anacronistica. Per quale motivo dovrei pagare di piu' per lo stesso servizio solo perche' sono uomo? IN cambio di cosa? In nome di cosa?
Quindi la mia domanda, molto semplicemente, e': esiste una base legale per questo comportamento? Dal punto di vista strettamente legale e' ammesso vendere uno stesso bene/servizio al pubblico con tariffe/prezzi differenziati a seconda del sesso?
Mi scuso se questa domanda vi sembra troppo maniacale. Infatti potreste dirmi "vai e goditi la discoteca anziche' pensare a queste cose"; ma vi prego davvero di farmi avere due righe di risposta.
Cordiali saluti.
Si tratta di questo. Ho notato che alcuni locali (tipicamente le discoteche, ma non solo) applicano tariffe di ingresso differenziate sulla base del sesso. Esempio tipico: "ingresso donne euro 10, ingresso uomini euro 15".
Il motivo per cui questo avviene e' evidente: se ci sono piu' donne, incentivate dai prezzi bassi, ci sono anche piu' uomini, incentivati dalla presenza di molte donne. Tuttavia ritengo si tratti di una pratica decisamente antipatica, oltre che anacronistica. Per quale motivo dovrei pagare di piu' per lo stesso servizio solo perche' sono uomo? IN cambio di cosa? In nome di cosa?
Quindi la mia domanda, molto semplicemente, e': esiste una base legale per questo comportamento? Dal punto di vista strettamente legale e' ammesso vendere uno stesso bene/servizio al pubblico con tariffe/prezzi differenziati a seconda del sesso?
Mi scuso se questa domanda vi sembra troppo maniacale. Infatti potreste dirmi "vai e goditi la discoteca anziche' pensare a queste cose"; ma vi prego davvero di farmi avere due righe di risposta.
Cordiali saluti.
Risposta ADUC
sicuramente antipatica ed anacronistica, ma a quanto pare vincente: non essendoci una normativa che impedisca di applicare delle agevolazioni a determinate categorie di clienti, e non essendoci irregolarita' dal punto di vista commerciale, la questione dovrebbe essere affrontata dal punto di vista concettuale dei diritti. E non escludiamo che potrebbero anche esserci delle interessanti interpretazioni, da parte dei giudici che dovessero interessarsi al caso: ma dal punto di vista solo contrattuale, non ci sono irregolarita'.
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