Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
26 aprile 2000
Circa venti giorni fa mi sono recato presso una Agenzia di viaggi per prenotare un residence per un soggiorno a Londra a Pasqua per me e la mia famiglia.
Avevo gia' acquistato per mio conto i biglietti di viaggio per cui mi sono limitato a chiedere la prenotazione per un buon residence.
Me ne fu proposto uno, senza peraltro indicarmene nome e indirizzo, di una Organizzazione presentatami come accreditata organizzazione internazionale e cosi' sottoscrissi il modulo relativo alla locazione di un "RESIDENCE 5 POSTI LETTO A LONDRA" per otto notti al costo complessivo di £ 2.890.000.
Contestualmente alla firma del predetto modulo-contratto versai la caparra di £ 440.000 a mezzo assegno bancario, in attesa di conferma definitiva della prenotazione da parte della predetta Organizzazione che mi fu comunicata telefonicamente qualche giorno dopo e pertanto versai il saldo di £ 2.450.000 a mezzo assegno bancario.
Come previsto (e fatto annotare sul modulo allo scopo di reception) il mio arrivo a Londra era previsto in tarda serata per cui solo allora potei constatare che:
1) l'unita' immobiliare assegnatami non si trovava a Londra ma in un sobborgo distante dal centro oltre 30 km, al pianoterra di una modesta costruzione popolare e non in un residence, come mi era stato promesso;
2) l'unita' immobiliare era costituita da due minuscoli locali, un cucinotto della larghezza di circa 150 cm ed un bagno senza finestra, il tutto della superficie utile di circa 30 mq, arredati con poche e modeste suppellettili, come si rileva dalle foto allegate;
3) in particolare il letto "matrimoniale" occupava quasi tutto il minuscolo vano e per poggiare una valigia il giorno successivo ho dovuto procurarmi una cassa vuota di acqua minerale, non esistendo neppure un vano d'appoggio ne' appendiabiti nell'armadio ivi;
4) riguardo gli altri tre posti letto essi erano ricavati in quanto a due aprendo un vecchio divano nel secondo minuscolo vano e l'ultimo consisteva in una brandina pieghevole addirittura priva di materasso e dotata solo di una trapunta in plastica dello spessore di cm. 3 (buona al piu' per far dormire un cane!) come si rileva dalla foto e dal confronto con lo spessore del pacchetto di sigarette.
Naturalmente il giorno successivo ho subito telefonato all'Agenzia di viaggi chiedendo l'assegnazione di altra unita' immobiliare in conformita' al contratto intercorso.
Dopo lunghe attese e ripetute telefonate fui invitato a rivolgermi prima direttamente alla Organizzazione in Italia ad un numero telefonico che pero' era sempre occupato e quindi al loro contatto a Londra ad un numero ivi dove pero' mi rispondevano di non disporre di altri residence e quindi di non sapere cosa fare.
Mi sono rivolto quindi telefonicamente all'Ambasciata ed al Consolato italiano a Londra per denunciare il raggiro in cui ero capitato ma ricevevo il consiglio di evitare di radicare contenziosi in Gran Bretagna sia per la competenza territoriale del contratto, sia per le difficolta' ed oneri che avrei dovuto affrontare.
In tali diatribe ho perso circa la meta' del tempo trascorso a Londra e l'altra meta' del tempo non e' stata passata piacevolmente da me e dalla mia famiglia proprio in conseguenza del dispiacere accumulato.
Rientrato a casa, con raccomandata ho ribadito formalmente le mie doglianze all'Agenzia di viaggi e richiesto un congruo risarcimento pari almeno alla meta' dell'importo pagato (anche se precisato che il danno subito andava altre l'importo del contratto stesso) ma non ho avuto risposta alcuna.
Cosa pensate di questo caso e che mi consigliate di fare?
Grazie e cordiali saluti.
Avevo gia' acquistato per mio conto i biglietti di viaggio per cui mi sono limitato a chiedere la prenotazione per un buon residence.
Me ne fu proposto uno, senza peraltro indicarmene nome e indirizzo, di una Organizzazione presentatami come accreditata organizzazione internazionale e cosi' sottoscrissi il modulo relativo alla locazione di un "RESIDENCE 5 POSTI LETTO A LONDRA" per otto notti al costo complessivo di £ 2.890.000.
Contestualmente alla firma del predetto modulo-contratto versai la caparra di £ 440.000 a mezzo assegno bancario, in attesa di conferma definitiva della prenotazione da parte della predetta Organizzazione che mi fu comunicata telefonicamente qualche giorno dopo e pertanto versai il saldo di £ 2.450.000 a mezzo assegno bancario.
Come previsto (e fatto annotare sul modulo allo scopo di reception) il mio arrivo a Londra era previsto in tarda serata per cui solo allora potei constatare che:
1) l'unita' immobiliare assegnatami non si trovava a Londra ma in un sobborgo distante dal centro oltre 30 km, al pianoterra di una modesta costruzione popolare e non in un residence, come mi era stato promesso;
2) l'unita' immobiliare era costituita da due minuscoli locali, un cucinotto della larghezza di circa 150 cm ed un bagno senza finestra, il tutto della superficie utile di circa 30 mq, arredati con poche e modeste suppellettili, come si rileva dalle foto allegate;
3) in particolare il letto "matrimoniale" occupava quasi tutto il minuscolo vano e per poggiare una valigia il giorno successivo ho dovuto procurarmi una cassa vuota di acqua minerale, non esistendo neppure un vano d'appoggio ne' appendiabiti nell'armadio ivi;
4) riguardo gli altri tre posti letto essi erano ricavati in quanto a due aprendo un vecchio divano nel secondo minuscolo vano e l'ultimo consisteva in una brandina pieghevole addirittura priva di materasso e dotata solo di una trapunta in plastica dello spessore di cm. 3 (buona al piu' per far dormire un cane!) come si rileva dalla foto e dal confronto con lo spessore del pacchetto di sigarette.
Naturalmente il giorno successivo ho subito telefonato all'Agenzia di viaggi chiedendo l'assegnazione di altra unita' immobiliare in conformita' al contratto intercorso.
Dopo lunghe attese e ripetute telefonate fui invitato a rivolgermi prima direttamente alla Organizzazione in Italia ad un numero telefonico che pero' era sempre occupato e quindi al loro contatto a Londra ad un numero ivi dove pero' mi rispondevano di non disporre di altri residence e quindi di non sapere cosa fare.
Mi sono rivolto quindi telefonicamente all'Ambasciata ed al Consolato italiano a Londra per denunciare il raggiro in cui ero capitato ma ricevevo il consiglio di evitare di radicare contenziosi in Gran Bretagna sia per la competenza territoriale del contratto, sia per le difficolta' ed oneri che avrei dovuto affrontare.
In tali diatribe ho perso circa la meta' del tempo trascorso a Londra e l'altra meta' del tempo non e' stata passata piacevolmente da me e dalla mia famiglia proprio in conseguenza del dispiacere accumulato.
Rientrato a casa, con raccomandata ho ribadito formalmente le mie doglianze all'Agenzia di viaggi e richiesto un congruo risarcimento pari almeno alla meta' dell'importo pagato (anche se precisato che il danno subito andava altre l'importo del contratto stesso) ma non ho avuto risposta alcuna.
Cosa pensate di questo caso e che mi consigliate di fare?
Grazie e cordiali saluti.
Risposta ADUC
Se non ha dettato un termine specifico entro il quale provvedere a rimborsarla, specificando che in caso contrario gli fara' causa, non ricevera' mai risposta (e dunque dovrebbe riscrivere). Nel caso in cui si fosse attenuto a quanto sopra, potra' portarli davanti al giudice di pace o -per fare un tentativo ed informare la Camera di Commercio- davanti alla Commissione di Conciliazione della stessa Camera di Commercio. Cio' che e' contestabile e' solo quanto deducibile dal contratto: quanto non e' invece stato oggetto di specifica trattativa non lo sarebbe. Dunque, contratto alla mano, si prepari a fare una contestazione piu' puntuale in giudizio.
Questo e' il nostro modulo per i ricorsi.
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