Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

29 dicembre 2002
Domanda 29 dicembre 2002
Buongiorno, mi chiamo xxxxxxx, sono un turista torinese e vorrei segnalarVi un fatto estremamente spiacevole accadutomi la notte scorsa al "caffe' Gambrinus" (di Tizzano Beniamino), in viale Gramsci 2 a Pisa.
Entrato con un'amica straniera intorno all'1.00, appena seduto al tavolo, alla mia richiesta di una lista delle consumazioni, il cameriere mi ha risposto semplicemente: "non ce l'abbiamo... ma abbiamo tutto: birra chiara alla spina (Moretti), birre in bottiglia, Coca-Cola, aranciata, succhi di frutta... " Al momento non mi sono preoccupato piu' di tanto: ho ordinato due birre medie alla spina, una per me e una per la mia amica (Moretti e' una marca solitamente estremamente economica... al massimo intorno ai 3 o 3, 50 euro anche nei piu' cari pub del carissimo nord-ovest...).
Al momento del conto e' pero' arrivata la sgraditissima sorpresa, e con questa la chiara sensazione di essere stato derubato: la richiesta di ben 6.20 euro per ogni birra da 40 cl!!!!!!!!!
Insomma, un totale di 12, 40 euro (ho lo scontrino che posso inviare in copia...) per 80 cl di birra italiana super-economica del valore di circa 70-80 eurocent al supermercato...
Ora mi chiedo: tutto questo e' normale?
E' sufficiente esporre i prezzi in caratteri illeggibili su un cartellino obbligatorio tenuto sul muro dietro la cassa? Esiste un prezzo massimo stabilito dalla associazione dei commercianti, o almeno l'obbligo di fornire una lista a chi come me ne faccia richiesta?
Si puo' configurare in questo caso il reato di estorsione o almeno di truffa?
E non e' forse questo un comportamento estremamente lesivo dell'immagine della Vostra bella citta'? Io e la mia amica siamo partiti con una sensazione di profonda amarezza, che certo non ci aiutera' a parlare bene della nostra esperienza a Pisa...
Vi ringrazio in anticipo per il Vostro interessamento,

Risposta ADUC
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