Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

27 dicembre 2002
Domanda 27 dicembre 2002
Ho acquistato ieri (24-12-2002) un piccolo tartufo da un fruttivendolo di Ponte di Piave (lo stesso finito alcuni mesi fa sul Gazzettino di Treviso perche' aveva venduto dei funghi porcini con dei chiodi all'interno) e me l'ha spacciato per tartufo d'Alba al prezzo di 190, 00 euro all'etto.
Non potendone sentire l'aroma per il forte raffreddore mi sono fidato e ho pagato 30, 00 euro.
Mia moglie pero' dice che puzza tremendamente e sa di aglio; controllando su Internet questo mi fa pensare che potrebbe essere un tartufo Bianchetto dal costo decisamente inferiore (1/20). Come posso tranquillizzarmi sull'acquisto fatto senza accusare il fruttivendolo di avermi truffato, o meglio puo' il tartufo d'Alba avere un aroma cosi' sgradevole ed eventualmente come di devo comportare con il rivenditore???

Risposta ADUC
potrebbe farsi consigliare un perito in Camera di Commercio, oppure rivolgersi direttamente ad un produttore che possa verificarlo; od anche recarsi presso un Ufficio della Guardia Forestale, oppure presso un Istituto di Botanica di una qualche Universita', in modo da appurare di che tartufo effettivamente si tratti.
Tuttavia, non puo' tanto contestare il prezzo in se', quanto l'indicazione (se dimostrabile) falsa che e' stata data.
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