Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

24 dicembre 2002
Domanda 24 dicembre 2002
Caro Donvito, sono d'accordo con te solo in parte! Anzi no! Ti e' mancato sulla tastiera un po' di riferimenti alla tv-spazzatura per la quale siamo chiamati a pagare ancora di piu' per la... raccolta!
Con quale diritto ci viene chiesto un aumento del canone quando sappiamo che i soldi della RAI finiscono per arricchire giornalisti d'assalto, presentatori imbranati, donne sempre piu' spogliate che riscuotono favolosi compensi per mostrare a tutti (grandi e piccini) facendoli diventare - di fatto - guardoni incalliti, ospiti dei programmi sgraditi e sgradevoli..., replica di programmi (vedi il Commissario Montalbano) che ci vogliono far passare per inediti...
Se il servizio fosse una cosa seria potrei anche non lamentarmi, perche' in fondo l'aumento non uccidera' quasi nessuno.
Ahime', cambia la maggioranza che governa ma noi continuiamo ad essere maltrattati forse peggio di come lo erano i sudditi.
Un saluto ed un augurio di buone feste Francesco Canosa - direttore Agipress-L'attenzione Firenze, 22 dicembre 2002

Risposta ADUC
Ti ringrazio molto della nota, che mi da' occasione per meglio puntualizzare il mio pensiero e la strategia dell'iniziativa "anti-Rai".
Non mi e' sfuggito dalla tastiera il commento e la valutazione sulla qualita' dei programmi. Non l'ho volutamente inserito perche', come potrai anche constatare in tutta l'impostazione dell'iniziativa abolizionista, non e' quello il problema. Anzi e' proprio perche' si e' sempre valutato questo aspetto (piu' o meno accontentando chi aveva la maggioranza politica di turno), che si e' acettato lo status di servizio pubblico in regime di monopolio, e si e' passati oltre il macigno che, dal 1975 (prima sentenza liberalizzatrice dell'etere), si fa finta che non esiste: la posizione dominante della Rai e l'abuso di questa stessa posizione.
Percio' credo che non esista il monopolio buono e il monopolio cattivo.
Potra' essere cosi' in un mondo di sudditi, ma non di consumatori e cittadini protagonisti e consapevoli delle loro scelte e di cosa preferiscono.
Quindi il problema e' il monopolio da una parte. L'informazione pubblica dall'altra.
Anche se ci fosse una Rai in cui tutti i partiti avessero lo stesso spazio, non si mettesse a fare concorrenza agli show di Mediaset, dove i giornalisti fossero assunti grazie a concorsi selettivi professionali magari con giurie fatte da rappresentanti degli utenti ... il problema non cambierebbe.
Nel 2003 e' proprio l'informazione pubblica che non puo' continuare a passare attraverso un moloch di proprieta' (pur se in transito) del ministero dell'Economia.
Grazie per questa occasione di puntualizzazione Ti saluto Vincenzo Donvito
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