Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
13 dicembre 2002
cara aduc la vicenda che vado ad esporre e' abbastanza complicata e intricata, cerchero' quindi di illustrare la questione piu' chiaramente possibile anche per avere un vostro consiglio: il 22 luglio 2002 davo le dimissioni presso l'azienda SKF INDUSTRIE SPA nota multinazionale del cuscinetto a livello mondiale. Avevo il mio bel contratto a tempo indeterminato ed erano ben sei anni che lavoravo presso codesta azienda. Ho compiuto il fatto di licenziarmi perche' ormai gia' da qualche mese mi ero accordato con i titolari di un ristorante pizzeria di Pinerolo. Quindi il discorso verteva in questo senso: non potendo subito acquistare il locale del valore di 400 milioni di vecchie lire il loro commercialista mi ha consigliato di non mettere ancora nessun capitale (avrei iniziato a versare qualcosa piu' avanti) e quindi siamo andati a stipulare un contratto di associazione in partecipazione in cui mi veniva attribuito un 30% sugli utili. Ovviamente nel mio interesse mi impegnavo nel futuro prossimo ossia nel giro di 3 o 4 anni di rilevare completamente il locale: era il classico investimento per il futuro visto che l'occasione era molto buona in quanto conoscevo da tempo i titolari.
Ovviamente in tutta l'operazione ho fatto rientrare anche la mia ragazza anche lei gia' dipendente a tempo indeterminato presso uno dei piu' noti e importanti hotel della zona!!
Come detto il 22 luglio do' le dimissioni e in quel giorno stesso la pizzeria chiude per ferie liquidando il vecchio personale; e dando il via ad una serie di lavori che poi sono andati letteralmente a stravolgere l'immagine del locale ovviamente in meglio, il tutto sotto la mia direzione e le mie idee. Tutto questo nella settimana tra il 22 e il 27 luglio. Non ci e' voluto molto: dei bravi imbianchini un po' di fantasia, alcune stampe di stile alle pareti il tutto arricchito da colori di tovaglie di spicco e molto eleganti e una cura particolare al tavolo arricchito di composizioni floreali e numeri segnaposto in legno lavorati a mano che davano una mano a chi lavorava e al cliente al momento di recarsi alla cassa a pagare il conto. Tutte cose che prima del mio arrivo non esistevano. Ovviamente ho cercato di curare non solo l'immagine del locale ma anche di noi stessi che lavoravamo all'interno: magliette polo personalizzate, pantaloni eleganti e grembiulini alla moda. Tutto questo perche' il nostro obiettivo era quello di dare una svolta al locale che ormai stava decadendo, incrementando il lavoro ma non solo, cercando di trattare il cliente meglio possibile: cosa che prima non avveniva. Bene i propositi c'erano tutti, ho anche consigliato di iniziare a fare una massiccia dose di pubblicita' essenziale nel commercio, ed in merito ho fatto creare un loghino nuovo della pizzeria, nuovi bigliettini da visita ed anche volantini promozionali(che non ho mai visto!!). Ho letteralmente creato un nuovo menu', che dopo ore di lavoro, il risultato si e' visto con oltre 100 pizze completamente nuove e particolari, che la clientela ha accolto alla grande!! Premetto che il locale ha una capacita' di oltre 130 coperti. Il giorno 23 agosto riapriamo i battenti e si inizia a lavorare molto forte ed io inizio a battermi per avere due ragazze extra in sala il sabato e la domenica proprio per dare il miglior servizio possibile alla clientela: cosa che ottengo anche se per poco infatti i miei pseudo soci dopo un avvio brillante e tante parole esaltano la loro voglia di risparmio a tutti i costi in tutto e per tutto: ovviamente a discapito della qualita' del mangiare e del servizio in sala ai clienti. Il conflitto generazionale inizia dopo circa un mesetto anche con dei loro comportamenti non piu' pertinenti per l'obiettivo che ci eravamo preposti(premetto che le persone in questione hanno oltre 50 anni ed hanno inserito nella ditta come socio accomandatario il figlio di 21 anni il quale dava "una mano" un paio d'ore al sabato e alla domenica) ad esempio il titolare girava per la sala con atteggiamenti da persona non proprio pulita, e non sto' ad elencare una miriade di altre cose!! Il nostro sodalizio dura fino al giorno 27 ottobre giorno in cui litighiamo e il titolare mi fa capire che sono di troppo e mi devo fare da parte adducendo scuse ridicole come al fatto che trattavo male i clienti, che si scherzava troppo, che venivano a mangiare troppi clienti giovani e quindi si andava a perdere la clientela anziana ecc ecc ecc..
C'e' stata una piccola discussione dopodiche' decido di andare via e la mia ragazza decide di seguirmi non sentendosi bene: lei fara' una settimana di mutua fino al 3 novembre. In questa settimana io cerco di reperire dal commercialista il contratto che tenevano in giacenza presso di loro e riesco ad ottenerlo solo il 4 novembre giorno in cui la mia ragazza da' le dimissioni per giusta causa secondo l'articolo 2119 c. c.: per quanto riguarda lei: non ha firmato la lettera o contratto di assunzione, non ha ricevuto i listini paga del mese di agosto, settembre ed ottobre, non ha ricevuto il tfr e gli e' stato corrisposto un semplice acconto di 1000 euro. Nella sua lettera di dimissioni veniva specificatamente richiesto il libretto di lavoro che a tutt'oggi 11 dicembre dopo convocazione in sede sindacale(non si sono presentati) e querela in procura ancora non ne siamo venuti in possesso!!
Nel frattempo sempre per quanto riguarda lei il 13 novembre abbiamo fatto anche denuncia presso l'Ispettorato del lavoro di Torino che deve ancora intervenire, nel frattempo la causa di lavoro con i sindacati per il recupero dei crediti va avanti. Per quanto riguarda me la situazione e' abbastanza grave e quindi mi sono rivolto ad un avvocato: innanzitutto mi e' stato impedito di continuare a lavorare. La recessione del contratto prevedeva un preavviso di 90 giorni con lettera raccomandata. Nonostante avessimo iniziato a lavorare il 23 agosto il commercialista ci fa' firmare il contratto solo il 26 settembre. Io ho affrontato per la pizzeria spese per circa 4000 euro quasi tutte documentabili.
Per quanto riguarda gli utili dal 23 agosto al 27 ottobre abbiamo incassato 61.970, 00 euro di cui non ho visto un centesimo. Tra le altre cose il titolare mi faceva falsificare con date di scadenza buttate giu' a caso il registro degli alimenti. Vorrei sapere un vostro parere sulla questione e se posso chiedere i danni per il fatto che ho lasciato un lavoro fisso e dopo due mesi sono stato messo in mezzo alla strada grazie!!
Ovviamente in tutta l'operazione ho fatto rientrare anche la mia ragazza anche lei gia' dipendente a tempo indeterminato presso uno dei piu' noti e importanti hotel della zona!!
Come detto il 22 luglio do' le dimissioni e in quel giorno stesso la pizzeria chiude per ferie liquidando il vecchio personale; e dando il via ad una serie di lavori che poi sono andati letteralmente a stravolgere l'immagine del locale ovviamente in meglio, il tutto sotto la mia direzione e le mie idee. Tutto questo nella settimana tra il 22 e il 27 luglio. Non ci e' voluto molto: dei bravi imbianchini un po' di fantasia, alcune stampe di stile alle pareti il tutto arricchito da colori di tovaglie di spicco e molto eleganti e una cura particolare al tavolo arricchito di composizioni floreali e numeri segnaposto in legno lavorati a mano che davano una mano a chi lavorava e al cliente al momento di recarsi alla cassa a pagare il conto. Tutte cose che prima del mio arrivo non esistevano. Ovviamente ho cercato di curare non solo l'immagine del locale ma anche di noi stessi che lavoravamo all'interno: magliette polo personalizzate, pantaloni eleganti e grembiulini alla moda. Tutto questo perche' il nostro obiettivo era quello di dare una svolta al locale che ormai stava decadendo, incrementando il lavoro ma non solo, cercando di trattare il cliente meglio possibile: cosa che prima non avveniva. Bene i propositi c'erano tutti, ho anche consigliato di iniziare a fare una massiccia dose di pubblicita' essenziale nel commercio, ed in merito ho fatto creare un loghino nuovo della pizzeria, nuovi bigliettini da visita ed anche volantini promozionali(che non ho mai visto!!). Ho letteralmente creato un nuovo menu', che dopo ore di lavoro, il risultato si e' visto con oltre 100 pizze completamente nuove e particolari, che la clientela ha accolto alla grande!! Premetto che il locale ha una capacita' di oltre 130 coperti. Il giorno 23 agosto riapriamo i battenti e si inizia a lavorare molto forte ed io inizio a battermi per avere due ragazze extra in sala il sabato e la domenica proprio per dare il miglior servizio possibile alla clientela: cosa che ottengo anche se per poco infatti i miei pseudo soci dopo un avvio brillante e tante parole esaltano la loro voglia di risparmio a tutti i costi in tutto e per tutto: ovviamente a discapito della qualita' del mangiare e del servizio in sala ai clienti. Il conflitto generazionale inizia dopo circa un mesetto anche con dei loro comportamenti non piu' pertinenti per l'obiettivo che ci eravamo preposti(premetto che le persone in questione hanno oltre 50 anni ed hanno inserito nella ditta come socio accomandatario il figlio di 21 anni il quale dava "una mano" un paio d'ore al sabato e alla domenica) ad esempio il titolare girava per la sala con atteggiamenti da persona non proprio pulita, e non sto' ad elencare una miriade di altre cose!! Il nostro sodalizio dura fino al giorno 27 ottobre giorno in cui litighiamo e il titolare mi fa capire che sono di troppo e mi devo fare da parte adducendo scuse ridicole come al fatto che trattavo male i clienti, che si scherzava troppo, che venivano a mangiare troppi clienti giovani e quindi si andava a perdere la clientela anziana ecc ecc ecc..
C'e' stata una piccola discussione dopodiche' decido di andare via e la mia ragazza decide di seguirmi non sentendosi bene: lei fara' una settimana di mutua fino al 3 novembre. In questa settimana io cerco di reperire dal commercialista il contratto che tenevano in giacenza presso di loro e riesco ad ottenerlo solo il 4 novembre giorno in cui la mia ragazza da' le dimissioni per giusta causa secondo l'articolo 2119 c. c.: per quanto riguarda lei: non ha firmato la lettera o contratto di assunzione, non ha ricevuto i listini paga del mese di agosto, settembre ed ottobre, non ha ricevuto il tfr e gli e' stato corrisposto un semplice acconto di 1000 euro. Nella sua lettera di dimissioni veniva specificatamente richiesto il libretto di lavoro che a tutt'oggi 11 dicembre dopo convocazione in sede sindacale(non si sono presentati) e querela in procura ancora non ne siamo venuti in possesso!!
Nel frattempo sempre per quanto riguarda lei il 13 novembre abbiamo fatto anche denuncia presso l'Ispettorato del lavoro di Torino che deve ancora intervenire, nel frattempo la causa di lavoro con i sindacati per il recupero dei crediti va avanti. Per quanto riguarda me la situazione e' abbastanza grave e quindi mi sono rivolto ad un avvocato: innanzitutto mi e' stato impedito di continuare a lavorare. La recessione del contratto prevedeva un preavviso di 90 giorni con lettera raccomandata. Nonostante avessimo iniziato a lavorare il 23 agosto il commercialista ci fa' firmare il contratto solo il 26 settembre. Io ho affrontato per la pizzeria spese per circa 4000 euro quasi tutte documentabili.
Per quanto riguarda gli utili dal 23 agosto al 27 ottobre abbiamo incassato 61.970, 00 euro di cui non ho visto un centesimo. Tra le altre cose il titolare mi faceva falsificare con date di scadenza buttate giu' a caso il registro degli alimenti. Vorrei sapere un vostro parere sulla questione e se posso chiedere i danni per il fatto che ho lasciato un lavoro fisso e dopo due mesi sono stato messo in mezzo alla strada grazie!!
Risposta ADUC
non ci occupiamo di questo tipo di problematiche, attinenti la professione. Ma poiche' ha scritto molto, ci dispiace deluderla e le diamo le poche indicazioni di cui possiamo essere noi a conoscenza. In primo luogo, occorre verificare come possa dimostrare i costi sostenuti, per poterne richiedere il rimborso. Per quanto concerne la partecipazione agli utili, occorrera' vengano richiesti i libri contabili acquisendoli nel procedimento. Ma per quanto attiene la possibilita' di chiedere il rimborso dei danni, la questione e' piu' sottile, in quanto occorre dimostrare come lei sia stato di fatto obbligato ad andarsene per responsabilita' della controparte.
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