Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
11 dicembre 2002
Cara Aduc, a maggio di quest'anno ho scelto di compilare la dichiarazione dei redditi per i dipendenti - modulo 730 - avvalendomi dell'assistenza fiscale offerta dall'azienda attraverso un CAF convenzionato.
Al momento della compilazione ho deciso da fare una dichiarazione congiunta con mio marito, scegliendo quindi di far fare alla mia azienda il sostituto d'imposta.
Sia io che mio marito siamo dipendenti e non abbiamo altri redditi - a parte gli immobili - che quelli percepiti dall'azienda.
Mio marito pero' nel 2001 aveva cambiato lavoro e questo ha comportato nella dichiarazione dei redditi un debito d'imposta che io ho scelto di saldare in un'unica rata nella mia busta paga di luglio.
Il CAF in quella circostanza mi chiese se volessi, visto il debito, anticipare nel 2002 delle rate IRPEF sull'ipotetico debito maturato nel 2002. Chiarito che il 2002 non sarebbe stato un anno in cui avremmo maturato debiti (di solito infatti con le assicurazioni vita e altri piccoli rimborsi sanitari siamo sempre a credito) decisi di siglare la casella relativa a "Non effettuare versamenti di acconto IRPEF".
Qualche tempo dopo mi presentarono la dichiarazione con i conteggi, per un controllo. Verificai che i dati anagrafici e altre cose fossero corrette - esempio 8 per mille - e firmai.
A quel punto, a luglio, pagai automaticamente il debito e non mi accorsi per distrazione che mi era stata detratta anche una prima rata di acconto IRPEF 2002. Nella busta paga di novembre, nella quale tradizionalmente non ci sono conguagli o altro, trovai un consistente addebito che scoprii poi essere la seconda rata di acconto IRPEF 2002.
Alla richiesta di spiegazioni all'ufficio personale della mia azienda e alle successive verifiche e' emerso che effettivamente il CAF non aveva tenuto conto della mia richiesta di non pagare acconti ed erroneamente me li aveva calcolati cosi' che l'azienda, come sostituto d'imposta, ha fatto cio' che doveva fare.
Ora io vi scrivo per sapere se in qualche modo ho dei diritti da far valere nei confronti del CAF che ha sbagliato.
L'azienda infatti non sembra responsabile e comunque sostiene che io avrei dovuto leggere piu' attentamente la dichiarazione al momento della firma. In ogni caso, dicono loro, a luglio 2003 mi vedro' rimborsati i soldi erroneamente versati.
Io pero' sostengo che se avessi saputo fare e leggere la dichiarazione non avrei pagato qualcuno per farla al posto mio. A causa di cio' mi trovo ora ad aver pagato oltre 1200euro allo stato, senza aver previsto questa uscita.
Ho qualche diritto? Sono solo io responsabile dell'errore?
Vi ringrazio per la consulenza Cordiali saluti
Al momento della compilazione ho deciso da fare una dichiarazione congiunta con mio marito, scegliendo quindi di far fare alla mia azienda il sostituto d'imposta.
Sia io che mio marito siamo dipendenti e non abbiamo altri redditi - a parte gli immobili - che quelli percepiti dall'azienda.
Mio marito pero' nel 2001 aveva cambiato lavoro e questo ha comportato nella dichiarazione dei redditi un debito d'imposta che io ho scelto di saldare in un'unica rata nella mia busta paga di luglio.
Il CAF in quella circostanza mi chiese se volessi, visto il debito, anticipare nel 2002 delle rate IRPEF sull'ipotetico debito maturato nel 2002. Chiarito che il 2002 non sarebbe stato un anno in cui avremmo maturato debiti (di solito infatti con le assicurazioni vita e altri piccoli rimborsi sanitari siamo sempre a credito) decisi di siglare la casella relativa a "Non effettuare versamenti di acconto IRPEF".
Qualche tempo dopo mi presentarono la dichiarazione con i conteggi, per un controllo. Verificai che i dati anagrafici e altre cose fossero corrette - esempio 8 per mille - e firmai.
A quel punto, a luglio, pagai automaticamente il debito e non mi accorsi per distrazione che mi era stata detratta anche una prima rata di acconto IRPEF 2002. Nella busta paga di novembre, nella quale tradizionalmente non ci sono conguagli o altro, trovai un consistente addebito che scoprii poi essere la seconda rata di acconto IRPEF 2002.
Alla richiesta di spiegazioni all'ufficio personale della mia azienda e alle successive verifiche e' emerso che effettivamente il CAF non aveva tenuto conto della mia richiesta di non pagare acconti ed erroneamente me li aveva calcolati cosi' che l'azienda, come sostituto d'imposta, ha fatto cio' che doveva fare.
Ora io vi scrivo per sapere se in qualche modo ho dei diritti da far valere nei confronti del CAF che ha sbagliato.
L'azienda infatti non sembra responsabile e comunque sostiene che io avrei dovuto leggere piu' attentamente la dichiarazione al momento della firma. In ogni caso, dicono loro, a luglio 2003 mi vedro' rimborsati i soldi erroneamente versati.
Io pero' sostengo che se avessi saputo fare e leggere la dichiarazione non avrei pagato qualcuno per farla al posto mio. A causa di cio' mi trovo ora ad aver pagato oltre 1200euro allo stato, senza aver previsto questa uscita.
Ho qualche diritto? Sono solo io responsabile dell'errore?
Vi ringrazio per la consulenza Cordiali saluti
Risposta ADUC
la colpa non puo' essere dell'azienda: ad essere sbagliata e' la dichiarazione redatta dal Caf. In caso l'errore fosse dimostrabile, anche grazie alla dichiarazione gia' menzionata, potrebbe rivolgersi al giudice di pace, citando il Caf in giudizio. Occorre pero' che valuti attentamente l'opportunita' di un'azione, rispetto al rimborso che riuscirebbe ad ottenere, in quanto gli interessi sulle somme -al 3% annuale- sono contenuti.
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