Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

8 dicembre 2002
Domanda 8 dicembre 2002
Stett. le ADUC, vorrei sottoporre alla Vostra cortese attenzione una vicenda assai sconfortante che mi vede coinvolto con TIM S.p.A.
Il tutto ha inizio dal giorno in cui decido di cambiare contratto tariffario con la suddetta compagnia di telefonia mobile, operazione che prevede l'estinzione del contratto precedente con emissione di una fattura di chiusura. Questa fattura mostra un saldo a mio credito di 23, 52 Euro in quanto avevo appena pagato, mediante accredito su Carta di Credito, la precedente fattura e quindi mi doveva essere rimborsata la parte di canone relativa ai mesi del bimestre in corso.
Arriva in seguito la prima fattura relativa alla nuova tariffa ed io mi aspetto per prima cosa di trovare da qualche parte della bolletta i 23, 52 Euro di accredito scontati, invece non solo non si trovano ma mi trovo addebitato l'importo di 258, 23 Euro sotto la voce anticipo conversazione, somma che non era dovuta in quanto per i pagamenti avevo confermato la scelta dell'addebito su Carta di Credito.
Telefono al 119 e mi dicono che ho ragione, che si sono sbagliati e che mi verra' restituito l'intero importo, senza pero' precisarmi ne ne' quando ne' come. Io faccio notare che la cifra da pagare e' considerevole per me e che non avevo assolutamente messo in previsione tale spesa. Mi si coniglia allora di pagare solo la differenza tra l'intero importo della fattura e la quota relativa all'anticipo conversazione e a tal fine mi vengono forniti il numero di C/C Postale e l'indirizzo a cui spedire il bollettino, la TIM in questo modo non avrebbe richiesto il pagamento alla mia banca.
Mi reco dunque il giorno seguente ad effettuare il pagamento del bollettino versando la solo differenza che era di 25, 73 Euro, faccio passare un po' di giorni e richiamo il 119 immaginando di dover fornire la prova del versamento effettuato e sistemare cosi' le cose, invece mi viene detto che le procedure sono cambiate e che la fattura devo pagarla comunque. Inutile sottolineare che mi sono arrabbiato molto soprattutto perche' avevo a che fare con persone assolutamente impreparate che dicevano anche cose assurde, quale quella che l'azienda avrebbe versato la somma a me dovuta direttamente sulla mia Carta di Credito.
A quel punto il mio desiderio era quello di andare in banca e bloccare quel pagamento, pero' la cosa avrebbe comportato forse un po' troppo stress per me, dovendo dare spiegazioni a destra a manca e non sapendo poi esattamente se la cosa fosse legale o meno. Ho pagato dunque, con sacrifici non indifferenti, anche quella fattura, sicche' ora la somma che mi e' dovuta e' salita a 307, 48 Euro.
Come ultimo atto ho inviato ad un numero verde della TIM un fax contenente buona parte della documentazione (versamento del bollettino compreso) e una lettera di accompagnamento, non molto tenera, in cui spiegavo l'accaduto, che terminava dicendo che davo loro tempo una settimana per avere una loro telefonata o uno scritto, terminata la quale mi sarei rivolto ad un legale che tutelasse i miei diritti di utente e consumatore.
Sarei lieto di avere un Vostro consiglio o parere su questa disgustosa vicenda. Vi ringrazio anticipatamente.
Cordiali saluti.

Risposta ADUC
occorre paghi e chieda il rimborso, altrimenti il servizio le verra' staccato. Invii pertanto una raccomandata A/R di contestazione e messa in mora, rilevando l'inadempienza, intimando che si provveda al rimborso entro e non oltre 15 gg, avvisando che in difetto adira' le vie legali. Passo successivo sara' quello di rivolgersi al giudice di pace -inizialmente in conciliazione.
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