Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

8 dicembre 2002
Domanda 8 dicembre 2002
Siamo due fideiussori ed amministratori di una SRL che non ha pagato nel 1995 un debito bancario. All'epoca detenevamo il 15% ciascuno delle quote sociali. Il debito deriva da un solo assegno scambiato dalla banca incautamente al terzo dei tre amministratori (che all'epoca deteneva il 50% delle quote sociali) senza che il firmatario ne avesse i poteri. In seguito e' stata presentata a firma dei tre amministratori una proposta di rientro che purtroppo la societa' non e' riuscita a realizzare. In assenza della restituzione del debito la banca ha attivato un pignoramento nei confronti miei e dell'altro fideiussore sostenendo che sebbene l'assegno sia stato pagato in modo scorretto noi avremmo con il suddetto piano di rientro avallato l'operazione. Aggiungo che il terzo amministratore, che aveva la delega finanziaria, avrebbe dovuto anch'esso prestare fideiussione ma che, pur avendo dichiarato per iscritto nel suddetto piano di rientro di averla sottoscritta, non risulta essere mai andato a firmare. Vorrei sapere se la richiesta della banca non sia da ritenere doppiamente inammissibile: sia perche' essa ha pagato un assegno che non avrebbe dovuto pagare sia perche'nulla ci ha detto sulla inesistenza della fideiussione del terzo amministratore a cui si fa riferimento nella lettera di rientro.

Risposta ADUC
se la fidejussione e' a titolo personale e la proposta e' stata inoltrata come societa', la versione della banca sarebbe contestabile. Ci parrebbe questo il punto su cui fare leva. Per il resto, l'incauto pagamento puo' essere valutato in giudizio, mentre quanto dichiarato dal terzo amministratore sulla fidejussione, ricade comunque sotto la responsabilita' di quest'ultimo piu' che della banca. Occorrera' vi rivolgiate ad un legale.
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