Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
7 dicembre 2002
Ringraziandovi per l'attenzione, mi e' gradito rispedirvi la mia (di mia moglie) denuncia, per conoscenza e... monito.
Vorrei denunciare un fatto grave in cui mi sono ritrovata vittima, mi chiamo xxxxxxx, ho 38 anni, sono sposata e madre di due bambine di cinque e nove anni, sono casalinga e vivo in un paese della provincia di Varese; nel mese di Giugno, dopo aver deciso di riprendere gli studi, mi sono rivolta a CEPU. Premetto che sono in possesso di un diploma di Istituto Magistrale, conseguito nel 1982 e, volendo migliorare la qualita' della mia vita casalinga, ho pensato di dedicarmi allo studio per dare un colpo di vita alla mia esistenza. Quindi ho pensato che se fossi riuscita a conseguire un quinto anno di diploma, avrei potuto in seguito, eventualmente, accedere a facolta' universitarie; cosa che non mi e' permessa dal momento che al vecchio Istituto Magistrale e' stato aggiunto un quinto anno di abilitazione.
Piena di autentico entusiasmo mi sono rivolta ad un centro studi privato, che potesse permettermi di continuare a svolgere la mia attivita' di famiglia: CEPU, con sede a Varese, dopo un colloquio avuto col signor Bronzi sembrava fare proprio al mio caso. Nel centro CEPU non veniva svolto il quinto anno Magistrale, ma mi e' stato proposto un quinto anno di Dirigente di comunita', affine per materie agli studi da me svolti. Le condizioni proposte erano vantaggiose, mi si offriva la disponibilita' di un "tutor" personale che avrebbe seguito il mio percorso didattico, la preparazione dei docenti, un attento e specifico metodo di insegnamento ed infine l'elasticita' degli orari di lezione(dalle 9.00 alle 2200) con la possibilita' di modificare settimanalmente l'orario di studio; tutto questo mi ha esaltato e rassicurato al tempo stesso, mi pareva di aver trovato la possibilita' di svolgere questi studi con la certezza che se avessi avuto difficolta' nell'apprendimento -sono vent'anni che non studio- o difficolta' piu' concrete legate al mio lavoro di "mamma", CEPU avrebbe potuto aiutarmi, anzi, la sua peculiarita' stava proprio in queste caratteristiche, del resto largamente pubblicizzate su riviste, quotidiani, nelle pubblicita' televisive, internet e non ultimo sul consistente fascicolo di presentazione della scuola e dei suoi servizi, presente nella "hall" di CEPU Varese.
Cepu garantiva le lezioni, i libri di testo, assistenza didattica, verifiche periodiche, tutto per la "modica" cifra di 6500 euro, 1000 subito e il resto tramite R. I. D. A fine Settembre la scuola era stata cosi interamente pagata.
Ho iniziato le lezioni i primi di Ottobre ma le cose sono iniziate subito ad andare storte: Per cominciare il "tutor" non e' mai esistito, le mie ore di lezioni non combaciavano mai con quelle programmate dai docenti, mi ritrovavo continui cambi di materie e docenti, un susseguirsi di disguidi motivati -dai responsabili della segreteria- per il cambiamento del responsabile didattico. Iniziavo a risentire di questa situazione, eppure non avevo nessuna figura alla quale rivolgermi per avere in formazioni circa il "destino" del mio programma di studi, se no al personale di segreteria.
Verso la prima meta' di Novembre, e' arrivata la nuova responsabile didattica, presente in sede esclusivamente il Lunedi' ed il Mercoledi', in quanto gia' in servizio nella sede di Como; ma il mio orario era ancora indefinito e non avevo ancora iniziato lo studio di alcune materie; mi sono trovata a vivere situazioni talmente assurde che se "uno non le vive non ci crede".
Venerdi' 22 Novembre, mi sono recata a scuola -nonostante fossi febbricitante, perche' avevo imparato che le ore perse non potevano essere recuperate- ed ancora il mio orario risultava inesatto: l'ora di diritto non risultava alla docente che aveva un'altra alunna; L'insegnante, dispiaciuta per la situazione e conoscendo i miei infiniti disagi, si prestava a svolgere la lezione ad entrambi gli studenti, cercando un argomento di comune interesse. Lo stesso giorno trovavo avviso con una circolare, emessa dalla Dott. sa Letizia Rasile, dell'immediata scadenza del termine di presentazione agli esami di maturita', e relativo elenco della documentazione richiesta per tale domanda -termine per la presentazione dei documenti 30 Novembre-. In breve, mi sono recata presso la segreteria della scuola, sede dei futuri esami di maturita', ma una volta sul posto ho preso coscienza che mi era preclusa la possibilita' di iscrivermi: avrei dovuto sostenere entro la meta' di Aprile un esame integrativo per tutte le materie non affrontate nei miei studi. Superato il quale avrei potuto accedere all'esame di maturita' con quinto anno; inoltre mi veniva richiesto un attestato di tirocinio, svolto nel terzo, quarto, quinto anno.
Tutte queste informazioni, non mi erano mai state chiarite nel momento in cui mi era stato proposto questo tipo di indirizzo ed il programma relativo. Mi e' caduto un poco il mondo addosso, ho deciso di ritirarmi da CEPU perche' mi sono sentita ingannata, ed impotente di fronte ad un sistema mal organizzato e mal informato; denuncio la pubblicita' ingannevole, denuncio le denuncie che CEPU riceve per l'incapacita' di mantenere le promesse di servizio fatte e che insabbia permettendo a questa scuola di proseguire tranquillamente ad accogliere e spennare studenti ingenui.
Vorrei denunciare un fatto grave in cui mi sono ritrovata vittima, mi chiamo xxxxxxx, ho 38 anni, sono sposata e madre di due bambine di cinque e nove anni, sono casalinga e vivo in un paese della provincia di Varese; nel mese di Giugno, dopo aver deciso di riprendere gli studi, mi sono rivolta a CEPU. Premetto che sono in possesso di un diploma di Istituto Magistrale, conseguito nel 1982 e, volendo migliorare la qualita' della mia vita casalinga, ho pensato di dedicarmi allo studio per dare un colpo di vita alla mia esistenza. Quindi ho pensato che se fossi riuscita a conseguire un quinto anno di diploma, avrei potuto in seguito, eventualmente, accedere a facolta' universitarie; cosa che non mi e' permessa dal momento che al vecchio Istituto Magistrale e' stato aggiunto un quinto anno di abilitazione.
Piena di autentico entusiasmo mi sono rivolta ad un centro studi privato, che potesse permettermi di continuare a svolgere la mia attivita' di famiglia: CEPU, con sede a Varese, dopo un colloquio avuto col signor Bronzi sembrava fare proprio al mio caso. Nel centro CEPU non veniva svolto il quinto anno Magistrale, ma mi e' stato proposto un quinto anno di Dirigente di comunita', affine per materie agli studi da me svolti. Le condizioni proposte erano vantaggiose, mi si offriva la disponibilita' di un "tutor" personale che avrebbe seguito il mio percorso didattico, la preparazione dei docenti, un attento e specifico metodo di insegnamento ed infine l'elasticita' degli orari di lezione(dalle 9.00 alle 2200) con la possibilita' di modificare settimanalmente l'orario di studio; tutto questo mi ha esaltato e rassicurato al tempo stesso, mi pareva di aver trovato la possibilita' di svolgere questi studi con la certezza che se avessi avuto difficolta' nell'apprendimento -sono vent'anni che non studio- o difficolta' piu' concrete legate al mio lavoro di "mamma", CEPU avrebbe potuto aiutarmi, anzi, la sua peculiarita' stava proprio in queste caratteristiche, del resto largamente pubblicizzate su riviste, quotidiani, nelle pubblicita' televisive, internet e non ultimo sul consistente fascicolo di presentazione della scuola e dei suoi servizi, presente nella "hall" di CEPU Varese.
Cepu garantiva le lezioni, i libri di testo, assistenza didattica, verifiche periodiche, tutto per la "modica" cifra di 6500 euro, 1000 subito e il resto tramite R. I. D. A fine Settembre la scuola era stata cosi interamente pagata.
Ho iniziato le lezioni i primi di Ottobre ma le cose sono iniziate subito ad andare storte: Per cominciare il "tutor" non e' mai esistito, le mie ore di lezioni non combaciavano mai con quelle programmate dai docenti, mi ritrovavo continui cambi di materie e docenti, un susseguirsi di disguidi motivati -dai responsabili della segreteria- per il cambiamento del responsabile didattico. Iniziavo a risentire di questa situazione, eppure non avevo nessuna figura alla quale rivolgermi per avere in formazioni circa il "destino" del mio programma di studi, se no al personale di segreteria.
Verso la prima meta' di Novembre, e' arrivata la nuova responsabile didattica, presente in sede esclusivamente il Lunedi' ed il Mercoledi', in quanto gia' in servizio nella sede di Como; ma il mio orario era ancora indefinito e non avevo ancora iniziato lo studio di alcune materie; mi sono trovata a vivere situazioni talmente assurde che se "uno non le vive non ci crede".
Venerdi' 22 Novembre, mi sono recata a scuola -nonostante fossi febbricitante, perche' avevo imparato che le ore perse non potevano essere recuperate- ed ancora il mio orario risultava inesatto: l'ora di diritto non risultava alla docente che aveva un'altra alunna; L'insegnante, dispiaciuta per la situazione e conoscendo i miei infiniti disagi, si prestava a svolgere la lezione ad entrambi gli studenti, cercando un argomento di comune interesse. Lo stesso giorno trovavo avviso con una circolare, emessa dalla Dott. sa Letizia Rasile, dell'immediata scadenza del termine di presentazione agli esami di maturita', e relativo elenco della documentazione richiesta per tale domanda -termine per la presentazione dei documenti 30 Novembre-. In breve, mi sono recata presso la segreteria della scuola, sede dei futuri esami di maturita', ma una volta sul posto ho preso coscienza che mi era preclusa la possibilita' di iscrivermi: avrei dovuto sostenere entro la meta' di Aprile un esame integrativo per tutte le materie non affrontate nei miei studi. Superato il quale avrei potuto accedere all'esame di maturita' con quinto anno; inoltre mi veniva richiesto un attestato di tirocinio, svolto nel terzo, quarto, quinto anno.
Tutte queste informazioni, non mi erano mai state chiarite nel momento in cui mi era stato proposto questo tipo di indirizzo ed il programma relativo. Mi e' caduto un poco il mondo addosso, ho deciso di ritirarmi da CEPU perche' mi sono sentita ingannata, ed impotente di fronte ad un sistema mal organizzato e mal informato; denuncio la pubblicita' ingannevole, denuncio le denuncie che CEPU riceve per l'incapacita' di mantenere le promesse di servizio fatte e che insabbia permettendo a questa scuola di proseguire tranquillamente ad accogliere e spennare studenti ingenui.
Risposta ADUC
ringraziamo della lettera inviataci.
In linea generale un contratto del genere e' contestabile se si rilevano delle inadempienze dell'altro soggetto impegnato.
Altrimenti si puo' disdire, pagando una penale -e se tale offerta non fosse accolta occorrera' rivolgersi al giudice chiedendogli un intervento nel merito.
In linea generale un contratto del genere e' contestabile se si rilevano delle inadempienze dell'altro soggetto impegnato.
Altrimenti si puo' disdire, pagando una penale -e se tale offerta non fosse accolta occorrera' rivolgersi al giudice chiedendogli un intervento nel merito.
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