Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
5 dicembre 2002
salve ATC, sono xxxxxxxx da Viareggio (LU) e, con molta cortesia e senza alcun impegno da parte Vostra, sono a chiederVi un parere circa la correttezza (o meno) del comportamento assunto nei miei confronti da un rivenditore di strumenti musicali; il fatto e' questo: circa tre settimane fa ho acquistato a Siena (dove lavoro) un amplificatore per chitarra del costo di euro 1600; giunto a casa l'apparecchio si e' rivelato difettoso ed ho prontamente telefonato al negozio per denunciare il vizio; il problema e' che per avere un prodotto nuovo identico a quello acquistato bisogna attendere circa 2 - 3 mesi (non lo hanno in magazzino e devono ordinarlo dagli USA); il negoziante insiste dicendo che non mi possono ridare indietro i soldi perche' la vendita precedente e' stata fatta sulla scorta di scontrino fiscale e non di fattura (inapplicabile la variazione IVA ex art. 26 dpr 633/72) e pertanto rimarrebbe a loro carico l'IVA; in pratica vogliono darmi un buono del valore di euro 1600 da spendere nello stesso negozio per altri prodotti.
Ora mi chiedo: possibile che devo comprare qualcosa di diverso da quello che avevo scelto???? Io non vorrei attendere mesi per uno strumento che per me sarebbe possibile acquistare oggi in altri negozi.
Vi chiedo, se possibile, di segnalarmi le norme civilistiche e fiscali (nonche' eventuale prassi e giurisprudenza) che potrei invocare per vedermi riconosciuto il mio diritto di risolvere il contratto per inadempimento della controparte e vedermi rimborsato il prezzo complessivo dell'acquisto.
P. S. scioccamente al momento non sono piu' in possesso dello strumento (che ho riconsegnato al negozio) e non ho ancora il buono rilasciato dal negozio (che non ho voluto perche' pretendevo i contanti).
Cordiali saluti e grazie di esistere.
Ora mi chiedo: possibile che devo comprare qualcosa di diverso da quello che avevo scelto???? Io non vorrei attendere mesi per uno strumento che per me sarebbe possibile acquistare oggi in altri negozi.
Vi chiedo, se possibile, di segnalarmi le norme civilistiche e fiscali (nonche' eventuale prassi e giurisprudenza) che potrei invocare per vedermi riconosciuto il mio diritto di risolvere il contratto per inadempimento della controparte e vedermi rimborsato il prezzo complessivo dell'acquisto.
P. S. scioccamente al momento non sono piu' in possesso dello strumento (che ho riconsegnato al negozio) e non ho ancora il buono rilasciato dal negozio (che non ho voluto perche' pretendevo i contanti).
Cordiali saluti e grazie di esistere.
Risposta ADUC
per quanto riguarda lo storno dello scontrino e' un problema del negoziante, non del cliente.
Nel suo caso puo' avanzare la richiesta del rimborso, a fronte del vizio di produzione riscontrato.
La legge che tutela gli acquisti di questo genere e' la n.24/02, cliccando qui la puo' leggere: clicca qui
Nel suo caso puo' avanzare la richiesta del rimborso, a fronte del vizio di produzione riscontrato.
La legge che tutela gli acquisti di questo genere e' la n.24/02, cliccando qui la puo' leggere: clicca qui
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