Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
5 dicembre 2002
Oggetto: segnalazione di comportamenti riprovevoli da me subiti da parte di un Vs. concessionario, in occasione di un intervento di manutenzione sulla mia autovettura.
Con la presente desidero denunciare cio' che ho subito la scorsa settimana portando la mia auto, una BMW 530 D Touring presso il Vs.
concessionario Baldassarre Motors srl di Bari.
Permettetemi prima pero' di precisare alcuni punti allo scopo di rendere piu' chiara tutta l'incresciosa vicenda nella quale mio malgrado mi sono trovato coinvolto.
Di tutto cio' vi do qui di seguito elenco:
1) Che sono affezionato estimatore dei Vs. prodotti che reputo di alta qualita'.
2) Che utilizzo da alcuni anni solo auto della serie 3 e 5.
3) Che sono un tecnico di macchine da stampa e che proprio per questa mia attivita' sono costretto a viaggiare moltissimo percorrendo fino a circa centomila km ogni anno.
4) Che cambio auto ogni due o tre anni.
5) Che nell'agosto scorso ho subito un intervento chirurgico, causato dall'uso intensivo dell'auto.
6) Che in seguito a quanto di cui al punto 5 un mese fa sono stato costretto a sostituire la mia 318 tds touring con una 530 d usata dotata di cambio automatico, in quanto mi sono accorto che la causa principale dei miei problemi fisici (trattasi di un ascesso fistolare nella regione dell'osso sacrale estesosi fino al centro del gluteo sinistro) sono stati causati proprio dal premere il pedale della frizione.
7) Che lavoro almeno due giorni o tre ogni settimana proprio nelle immediate vicinanze della concessionaria in questione; da oltre cinque anni pertanto questo mi ha portato a rivolgermi presso questa sede per ricambi e la soluzione di eventuali problemi. Aggiungo anche che tutti gli operatori ai quali mi sono rivolto si sono comportati nei miei riguardi tenendo un comportamento esemplare, professionale e una cortesia degna di nota.
8) Che operando in aziende che godono di una nomea prestigiosa, alcune delle quali sono ben conosciute un po' da tutti i vari dirigenti della Baldassarre Motors anch'io nel mio piccolo mi sono guadagnato delle buone referenze (mi scuso per la presunzione).
9) Che mi sono recato con molta fiducia a far effettuare anche quest'ultima volta degli interventi di grande importanza (sostituzione cambio automatico e turbocompressore) infatti, credo di poter dire, anche se ancora non ho percorso che 700 km, di non essere stato deluso.
10) Che mia moglie e' dipendente di Poste Italiane Spa ed e' titolare del c/c del medesimo ente.
11) Che sia il Sig. A e il Sig. B in qualita' rispettivamente di accettatore e collaudatore erano a conoscenza della mia condizione fisica.
12) Che non ho acquistato l'auto dal concessionario in questione, perche' quando mi rivolsi a lui valuto' la mia 318 tds Touring del 1996 appena 2.500, 00 euro, quando la valutazione era circa 10.000, 00 euro, prezzo a cui poi l'ho effettivamente ceduta.
Preciso inoltre che nello stesso periodo nell'autosalone ve ne era una uguale, in vendita con prezzo esposto di 15.000, 00 euro.
Premesso tutto cio' di cui sopra, tento di descrivere in sequenza cronologica i fatti per come si sono svolti: Giorno 25/11 lunedi' ho portato la macchina all'accettazione, contestualmente ho voluto meglio definire la modalita' di pagamento, in quanto essendo prevista una spesa intorno ai quattromila euro, avevo con me un assegno di cc gia' firmato da mia moglie per effettuare il relativo pagamento della prestazione.
Di tutto cio' ho parlato con il Sig. A dell'amministrazione facendo notare inoltre che essendo io calabrese e lontano da casa volevo evitare di trovarmi in seguito in difficolta' a non poter onorare il mio impegno.
Pomeriggio ricevo telefonata dal Sig. B, mi comunica che bisogna anche procedere alla sostituzione del turbocompressore, dandomi preventivo di spesa, e non essendo disponibile a magazzino, che se lo avessi confermato subito per mercoledi' sarebbe arrivato, ho dato conferma.
Giorno 26/11 mi sono recato in officina per ritirare il cuscino anticubito che sono costretto ad usare mentre guido per evitare che la mia ferita si riapra provocando la fuoriuscita di sangue, mi serviva per poter utilizzare l'utilitaria di mia moglie ai fini di svolgere la mia attivita'.
Giorno 27/11 telefono al Sig. C che mi da' conferma che per le 16, 30 mi avrebbero consegnato l'auto.
Dopo aver appreso la notizia organizzo i miei appuntamenti di lavoro nel Leccese dove lavoro ogni settimana.
Proprio da quella zona, mi erano giunte delle richieste di intervento urgenti da alcuni clienti che si trovavano in grosse difficolta' con macchine offset quattro colori ferme, con lavoro in macchina che non poteva essere consegnato.
Ore 16, 40 mi reco per il ritiro dell'auto che mi confermano pronta, ed e' proprio in questo momento che inizia per me una serie di riprovevoli ed ignobili umiliazioni, negazioni di diritti, insinuazioni e quanto di peggio una persona possa subire nei confronti della propria dignita'.
Sono convinto che il tutto e' scaturito da una piccola serie di coincidenze, che hanno colpito negativamente l'immaginazione del sig. C (sig.
scritto minuscolo volutamente) e delle quali qui di seguito daro' precisazione: Ho commesso l'errore di presentarmi in abiti da lavoro non certo candidi, o meglio con abiti un po' sporchi e barba incolta da un paio di giorni; porto inoltre capelli rasati, pizzetto e baffetto; se a questo mix si aggiunge il fatto che io sia calabrese e qualcos'altro vien fuori dal frullato immaginario del nostro omino chi io potessi essere.
Piu' precisamente al momento del pagamento, mi sono visto rifiutare l'assegno che io avevo precedentemente proposto.
A questo punto ho cercato di mediare proponendo un eventuale bonifico, anche questo rifiutatomi.
Non ho ottenuto risultati neanche esibendo l'estratto conto dal quale si evinceva il saldo disponibile (Stampato solo qualche minuto prima).
Tantomeno ne ho ottenuti tramite il benefondi eventualmente comunicato dal direttore dell'ufficio postale di Modugno.
Mi sono visto rifiutare anche la possibilita' che il Sig. C si recasse con me presso il suddetto ufficio per tentare di cambiare l'assegno.
Per farla breve non mi ha consegnato l'auto, costringendomi a pernottare nell'albergo posto nelle vicinanze, in quanto (avendo usato per tre giorni la macchina con cambio manuale) cominciavo ad accusare dolore alla ferita accompagnato da piccole perdite ematiche.
Preciso che abito a Casamassima, a circa 30 km ma non ho potuto raggiungerla.
All'indomani giorno 28/11 ore 08, 30 mi reco di nuovo presso la concessionaria ma non ottengo nulla tranne altra razione d'ingiustizie, mi allontano dopo aver chiesto se potevano ridarmi l'auto nelle condizioni in cui l'avevo portata, provvedendo in tal caso al pagamento della manodopera occorrente; il sig. D mi dice che potevano solo smontare il turbocompressore, ma mio malgrado non risolvevo il problema.
Mi attivo in tutti i modi per cercare di risolvere la situazione e mi reco presso l'ufficio postale di Modugno dove faccio conoscenza del direttore, al quale espongo la situazione in cui i capricci del Sig. C mi avevano cacciato.
Devo dire di aver trovato in lui una persona disponibilissima e mi promette di agevolarmi in tutto cio' che e' nelle sue possibilita', lo metto in contatto telefonico con mia moglie che in quel momento si trovava al lavoro.
Finalmente mi rincuoro, credendo per un momento di essere riuscito nell' intento che poi si rivelo' vano.
Telefono alla concessionaria ma mi rendo conto di parlare con un muro, praticamente, non mi vogliono consegnare l'auto.
Alle 16, 00 mi giunge la telefonata di mia moglie, che mi prega di recarmi in concessionaria e di aspettare li' un eventuale Vs. intervento perche' lei aveva preso nel frattempo l'iniziativa di contattarvi telefonicamente.
Attendo all'accettazione in compagnia del Sig. B alcune ore.
Metto al corrente che io non sarei andato via dai locali se non mi avessero dato l'auto e che avrebbero fatto meglio a chiamare le forze dell'ordine, cosa che poi si avvera, poco dopo arriva un carabiniere.
L'ufficiale si meraviglio' della relativa tranquillita' che trovo', m'invito' a lasciare il luogo e io lo assecondai, prima di licenziarmi mi fece promessa che sarebbe ritornato dietro mia richiesta anche l'indomani, qualora ne avessi avuto bisogno.
Rimanemmo d'accordo che il mattino seguente io e qualcuno dell'azienda ci saremmo recati presso l'ufficio postale per effettuare l'operazione contabile.
Preciso inoltre che il carabiniere mi chiese referenze per le quali ebbe pienamente soddisfazione; e che durante questa piccola discussione il Sig. B resto' stupito che io conoscessi un suo vicino di casa e piu' precisamente il Sig. X, una persona molto in vista e stimata, cosicche' prese la palla al balzo e mi suggeri' alla presenza del carabiniere di andare presso di lui per farmi fare un prestito.
Rifiutai seccamente, ritenendo di non aver bisogno dei soldi altrui, avendo i miei disponibili.
Ritorno di nuovo in albergo, piu' mortificato che mai, ad affrontare una notte d'inferno.
Giorno 29/11 ore 08, 15 sono di nuovo in concessionaria, incontro il Sig. B e gli chiedo di accompagnarmi all'ufficio PT ma lui si rifiuta, dicendo di non aver tempo da perdere con me.
Mi obbliga ad accettare di essere accompagnato da un suo dipendente.
Mi chiede se la macchina e' mia, gli chiedo perche' quella domanda, lui mi dice, che e' andato in macchina a controllare i documenti dai quali non si evince che la macchina sia mia.
Mi rendo conto che le mie convinzioni sono fondate, infatti, il suo modo di interrogarmi non puo' che essere causato dagli inaccettabili sospetti che nutre ormai su me; l'invito a denunciarmi eventualmente alle autorita' competenti qualora fosse certo che io avessi sottratto la macchina.
Mi sono visto costretto ad accettare mio malgrado, l'accompagnamento, pur di risolvere, del Sig. Y che a sua volta aveva ricevuto ordini precisi.
Giunti nell'ufficio del direttore, lo stesso si preoccupava di informarsi se il bonifico avesse revocabilita'; alla risposta affermativa del direttore rifiuto' l'operazione.
A quel punto, disperato, mi vidi costretto ad avvisare mia moglie che ritenne opportuno inviarmi dei vaglia on-line per farmi avere il contante di li' a poco.
Tutto cio' creo' l'indignazione del dirigente che non si spiegava, (come d' altronde mia moglie), come mai fossi stato costretto a ricorrere al contante, con tutti i rischi che questo comportava, (vista tra l'altro la cifra considerevole di 6.000, 00 euro) avendo a disposizione un assegno postale, legale in Italia a tutti gli effetti, cosi' come quello bancario.
Preciso inoltre che il Sig. Y rimase con me per circa un'ora e mezza, assistendo a tutto lo svolgimento dell'operazione.
A tale proposito faccio notare che tutta questa faccenda contrasta nettamente con cio' che si evince dalla Vs. modulistica di cui al punto 12 dell'ordine di lavoro, che recita di voler garantire al cliente la massima comodita' e flessibilita' di pagamento.
Solo dopo che mi furono consegnati i liquidi ci avviammo per raggiungere la concessionaria.
E' doveroso aggiungere che durante le due ore ho avuto il piacere e soprattutto l'onore di conoscere il Sig. Y che, mortificato dell' accaduto, non aveva parole per consolarmi e farsi ripetutamente le scuse, anche se completamente estraneo ai fatti. Un dipendente, che per l'umanita' e la gran comprensione dimostratami, godra' sempre della mia piu' profonda gratitudine.
Per finire devo aggiungere che il Sig. B non si fece da me neanche vedere.
Finalmente al momento del pagamento provai un gran senso di liberazione, per tutte le angherie subite, scoppiando...........................
La gravita' dei fatti mi suggerisce di divulgare questa mia anche alle varie associazioni di tutela dei diritti dei consumatori affinche' non accada ancora ad altri, tutto cio' che ho dovuto invece subire io e vi posso assicurare che pur sforzandomi non riesco a trovare le parole adatte per descrivere cio' che ho provato, ma soprattutto difficolta' per esternarlo.
Quello che a questo punto chiedo a codesta Spett. le Societa' e' che prenda tutte le decisioni disciplinari del caso affinche' questi comportamenti ignobili, indelicati, che violano tutti i diritti, compreso quello alla privacy, siano evitati.
Confidando inoltre in un sicuro e tempestivo riscontro, scusandomi per la lungaggine doverosa e per lo sfogo mi e' gradita l'occasione per porgere i piu' cordiali saluti.
Un Vs. affezionatissimo cliente.
In fede.
Con la presente desidero denunciare cio' che ho subito la scorsa settimana portando la mia auto, una BMW 530 D Touring presso il Vs.
concessionario Baldassarre Motors srl di Bari.
Permettetemi prima pero' di precisare alcuni punti allo scopo di rendere piu' chiara tutta l'incresciosa vicenda nella quale mio malgrado mi sono trovato coinvolto.
Di tutto cio' vi do qui di seguito elenco:
1) Che sono affezionato estimatore dei Vs. prodotti che reputo di alta qualita'.
2) Che utilizzo da alcuni anni solo auto della serie 3 e 5.
3) Che sono un tecnico di macchine da stampa e che proprio per questa mia attivita' sono costretto a viaggiare moltissimo percorrendo fino a circa centomila km ogni anno.
4) Che cambio auto ogni due o tre anni.
5) Che nell'agosto scorso ho subito un intervento chirurgico, causato dall'uso intensivo dell'auto.
6) Che in seguito a quanto di cui al punto 5 un mese fa sono stato costretto a sostituire la mia 318 tds touring con una 530 d usata dotata di cambio automatico, in quanto mi sono accorto che la causa principale dei miei problemi fisici (trattasi di un ascesso fistolare nella regione dell'osso sacrale estesosi fino al centro del gluteo sinistro) sono stati causati proprio dal premere il pedale della frizione.
7) Che lavoro almeno due giorni o tre ogni settimana proprio nelle immediate vicinanze della concessionaria in questione; da oltre cinque anni pertanto questo mi ha portato a rivolgermi presso questa sede per ricambi e la soluzione di eventuali problemi. Aggiungo anche che tutti gli operatori ai quali mi sono rivolto si sono comportati nei miei riguardi tenendo un comportamento esemplare, professionale e una cortesia degna di nota.
8) Che operando in aziende che godono di una nomea prestigiosa, alcune delle quali sono ben conosciute un po' da tutti i vari dirigenti della Baldassarre Motors anch'io nel mio piccolo mi sono guadagnato delle buone referenze (mi scuso per la presunzione).
9) Che mi sono recato con molta fiducia a far effettuare anche quest'ultima volta degli interventi di grande importanza (sostituzione cambio automatico e turbocompressore) infatti, credo di poter dire, anche se ancora non ho percorso che 700 km, di non essere stato deluso.
10) Che mia moglie e' dipendente di Poste Italiane Spa ed e' titolare del c/c del medesimo ente.
11) Che sia il Sig. A e il Sig. B in qualita' rispettivamente di accettatore e collaudatore erano a conoscenza della mia condizione fisica.
12) Che non ho acquistato l'auto dal concessionario in questione, perche' quando mi rivolsi a lui valuto' la mia 318 tds Touring del 1996 appena 2.500, 00 euro, quando la valutazione era circa 10.000, 00 euro, prezzo a cui poi l'ho effettivamente ceduta.
Preciso inoltre che nello stesso periodo nell'autosalone ve ne era una uguale, in vendita con prezzo esposto di 15.000, 00 euro.
Premesso tutto cio' di cui sopra, tento di descrivere in sequenza cronologica i fatti per come si sono svolti: Giorno 25/11 lunedi' ho portato la macchina all'accettazione, contestualmente ho voluto meglio definire la modalita' di pagamento, in quanto essendo prevista una spesa intorno ai quattromila euro, avevo con me un assegno di cc gia' firmato da mia moglie per effettuare il relativo pagamento della prestazione.
Di tutto cio' ho parlato con il Sig. A dell'amministrazione facendo notare inoltre che essendo io calabrese e lontano da casa volevo evitare di trovarmi in seguito in difficolta' a non poter onorare il mio impegno.
Pomeriggio ricevo telefonata dal Sig. B, mi comunica che bisogna anche procedere alla sostituzione del turbocompressore, dandomi preventivo di spesa, e non essendo disponibile a magazzino, che se lo avessi confermato subito per mercoledi' sarebbe arrivato, ho dato conferma.
Giorno 26/11 mi sono recato in officina per ritirare il cuscino anticubito che sono costretto ad usare mentre guido per evitare che la mia ferita si riapra provocando la fuoriuscita di sangue, mi serviva per poter utilizzare l'utilitaria di mia moglie ai fini di svolgere la mia attivita'.
Giorno 27/11 telefono al Sig. C che mi da' conferma che per le 16, 30 mi avrebbero consegnato l'auto.
Dopo aver appreso la notizia organizzo i miei appuntamenti di lavoro nel Leccese dove lavoro ogni settimana.
Proprio da quella zona, mi erano giunte delle richieste di intervento urgenti da alcuni clienti che si trovavano in grosse difficolta' con macchine offset quattro colori ferme, con lavoro in macchina che non poteva essere consegnato.
Ore 16, 40 mi reco per il ritiro dell'auto che mi confermano pronta, ed e' proprio in questo momento che inizia per me una serie di riprovevoli ed ignobili umiliazioni, negazioni di diritti, insinuazioni e quanto di peggio una persona possa subire nei confronti della propria dignita'.
Sono convinto che il tutto e' scaturito da una piccola serie di coincidenze, che hanno colpito negativamente l'immaginazione del sig. C (sig.
scritto minuscolo volutamente) e delle quali qui di seguito daro' precisazione: Ho commesso l'errore di presentarmi in abiti da lavoro non certo candidi, o meglio con abiti un po' sporchi e barba incolta da un paio di giorni; porto inoltre capelli rasati, pizzetto e baffetto; se a questo mix si aggiunge il fatto che io sia calabrese e qualcos'altro vien fuori dal frullato immaginario del nostro omino chi io potessi essere.
Piu' precisamente al momento del pagamento, mi sono visto rifiutare l'assegno che io avevo precedentemente proposto.
A questo punto ho cercato di mediare proponendo un eventuale bonifico, anche questo rifiutatomi.
Non ho ottenuto risultati neanche esibendo l'estratto conto dal quale si evinceva il saldo disponibile (Stampato solo qualche minuto prima).
Tantomeno ne ho ottenuti tramite il benefondi eventualmente comunicato dal direttore dell'ufficio postale di Modugno.
Mi sono visto rifiutare anche la possibilita' che il Sig. C si recasse con me presso il suddetto ufficio per tentare di cambiare l'assegno.
Per farla breve non mi ha consegnato l'auto, costringendomi a pernottare nell'albergo posto nelle vicinanze, in quanto (avendo usato per tre giorni la macchina con cambio manuale) cominciavo ad accusare dolore alla ferita accompagnato da piccole perdite ematiche.
Preciso che abito a Casamassima, a circa 30 km ma non ho potuto raggiungerla.
All'indomani giorno 28/11 ore 08, 30 mi reco di nuovo presso la concessionaria ma non ottengo nulla tranne altra razione d'ingiustizie, mi allontano dopo aver chiesto se potevano ridarmi l'auto nelle condizioni in cui l'avevo portata, provvedendo in tal caso al pagamento della manodopera occorrente; il sig. D mi dice che potevano solo smontare il turbocompressore, ma mio malgrado non risolvevo il problema.
Mi attivo in tutti i modi per cercare di risolvere la situazione e mi reco presso l'ufficio postale di Modugno dove faccio conoscenza del direttore, al quale espongo la situazione in cui i capricci del Sig. C mi avevano cacciato.
Devo dire di aver trovato in lui una persona disponibilissima e mi promette di agevolarmi in tutto cio' che e' nelle sue possibilita', lo metto in contatto telefonico con mia moglie che in quel momento si trovava al lavoro.
Finalmente mi rincuoro, credendo per un momento di essere riuscito nell' intento che poi si rivelo' vano.
Telefono alla concessionaria ma mi rendo conto di parlare con un muro, praticamente, non mi vogliono consegnare l'auto.
Alle 16, 00 mi giunge la telefonata di mia moglie, che mi prega di recarmi in concessionaria e di aspettare li' un eventuale Vs. intervento perche' lei aveva preso nel frattempo l'iniziativa di contattarvi telefonicamente.
Attendo all'accettazione in compagnia del Sig. B alcune ore.
Metto al corrente che io non sarei andato via dai locali se non mi avessero dato l'auto e che avrebbero fatto meglio a chiamare le forze dell'ordine, cosa che poi si avvera, poco dopo arriva un carabiniere.
L'ufficiale si meraviglio' della relativa tranquillita' che trovo', m'invito' a lasciare il luogo e io lo assecondai, prima di licenziarmi mi fece promessa che sarebbe ritornato dietro mia richiesta anche l'indomani, qualora ne avessi avuto bisogno.
Rimanemmo d'accordo che il mattino seguente io e qualcuno dell'azienda ci saremmo recati presso l'ufficio postale per effettuare l'operazione contabile.
Preciso inoltre che il carabiniere mi chiese referenze per le quali ebbe pienamente soddisfazione; e che durante questa piccola discussione il Sig. B resto' stupito che io conoscessi un suo vicino di casa e piu' precisamente il Sig. X, una persona molto in vista e stimata, cosicche' prese la palla al balzo e mi suggeri' alla presenza del carabiniere di andare presso di lui per farmi fare un prestito.
Rifiutai seccamente, ritenendo di non aver bisogno dei soldi altrui, avendo i miei disponibili.
Ritorno di nuovo in albergo, piu' mortificato che mai, ad affrontare una notte d'inferno.
Giorno 29/11 ore 08, 15 sono di nuovo in concessionaria, incontro il Sig. B e gli chiedo di accompagnarmi all'ufficio PT ma lui si rifiuta, dicendo di non aver tempo da perdere con me.
Mi obbliga ad accettare di essere accompagnato da un suo dipendente.
Mi chiede se la macchina e' mia, gli chiedo perche' quella domanda, lui mi dice, che e' andato in macchina a controllare i documenti dai quali non si evince che la macchina sia mia.
Mi rendo conto che le mie convinzioni sono fondate, infatti, il suo modo di interrogarmi non puo' che essere causato dagli inaccettabili sospetti che nutre ormai su me; l'invito a denunciarmi eventualmente alle autorita' competenti qualora fosse certo che io avessi sottratto la macchina.
Mi sono visto costretto ad accettare mio malgrado, l'accompagnamento, pur di risolvere, del Sig. Y che a sua volta aveva ricevuto ordini precisi.
Giunti nell'ufficio del direttore, lo stesso si preoccupava di informarsi se il bonifico avesse revocabilita'; alla risposta affermativa del direttore rifiuto' l'operazione.
A quel punto, disperato, mi vidi costretto ad avvisare mia moglie che ritenne opportuno inviarmi dei vaglia on-line per farmi avere il contante di li' a poco.
Tutto cio' creo' l'indignazione del dirigente che non si spiegava, (come d' altronde mia moglie), come mai fossi stato costretto a ricorrere al contante, con tutti i rischi che questo comportava, (vista tra l'altro la cifra considerevole di 6.000, 00 euro) avendo a disposizione un assegno postale, legale in Italia a tutti gli effetti, cosi' come quello bancario.
Preciso inoltre che il Sig. Y rimase con me per circa un'ora e mezza, assistendo a tutto lo svolgimento dell'operazione.
A tale proposito faccio notare che tutta questa faccenda contrasta nettamente con cio' che si evince dalla Vs. modulistica di cui al punto 12 dell'ordine di lavoro, che recita di voler garantire al cliente la massima comodita' e flessibilita' di pagamento.
Solo dopo che mi furono consegnati i liquidi ci avviammo per raggiungere la concessionaria.
E' doveroso aggiungere che durante le due ore ho avuto il piacere e soprattutto l'onore di conoscere il Sig. Y che, mortificato dell' accaduto, non aveva parole per consolarmi e farsi ripetutamente le scuse, anche se completamente estraneo ai fatti. Un dipendente, che per l'umanita' e la gran comprensione dimostratami, godra' sempre della mia piu' profonda gratitudine.
Per finire devo aggiungere che il Sig. B non si fece da me neanche vedere.
Finalmente al momento del pagamento provai un gran senso di liberazione, per tutte le angherie subite, scoppiando...........................
La gravita' dei fatti mi suggerisce di divulgare questa mia anche alle varie associazioni di tutela dei diritti dei consumatori affinche' non accada ancora ad altri, tutto cio' che ho dovuto invece subire io e vi posso assicurare che pur sforzandomi non riesco a trovare le parole adatte per descrivere cio' che ho provato, ma soprattutto difficolta' per esternarlo.
Quello che a questo punto chiedo a codesta Spett. le Societa' e' che prenda tutte le decisioni disciplinari del caso affinche' questi comportamenti ignobili, indelicati, che violano tutti i diritti, compreso quello alla privacy, siano evitati.
Confidando inoltre in un sicuro e tempestivo riscontro, scusandomi per la lungaggine doverosa e per lo sfogo mi e' gradita l'occasione per porgere i piu' cordiali saluti.
Un Vs. affezionatissimo cliente.
In fede.
Risposta ADUC
come sapra', non c'e' niente d'irregolare nell'esigere un pagamento in contanti e nel rifiutare un assegno -anche bancario. Il problema, nel caso specifico, deriva dalla dinamica e dalle modalita' con cui il caso e' stato gestito, conseguentemente concerne non la sostanza, quanto il comportamento.
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