Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
2 dicembre 2002
Mi trovo nei guai a causa di un compromesso che ho firmato a giugno 1994 per la vendita di una casa bifamiliare, nel quale i nomi di alcuni locali furono indicati in maniera sbagliata.
Il compromesso venne redatto presso un Notaio scelto dall'acquirente.
In tale compromesso si legge: "... camere da letto, salotto, servizio nella zona mansardata non abitabile, studio,... ", ed il mio guaio e' dovuto al fatto che lo studio, che e' pure mansardato, non e' espressamente indicato come "non abitabile".
L'acquirente non ha poi acquistato la casa e mi ha fatto causa perche' avrebbe scoperto (a dir suo) solo successivamente che lo "studio" non era abitabile.
Alla data fissata per il rogito, giugno 1995, tutti i locali mansardati, incluso lo "studio", risultavano "abitabili" in quanto nel frattempo condonati.
L'acquirente era stato da subito informato sulla non abitabilita' di tutti i locali mansardati. Certamente sarebbe stato piu' semplice cercare di ingannarlo su tutti i locali mansardati e non solamente su uno. Sarebbe stato anche meno rischioso in quanto le parole "abitabile" e "non abitabile" non sarebbero mai apparse su alcun documento.
Considerato che in tutta Italia non e' possibile definire sulle planimetrie ufficiali i locali "non abitabili" come "camera da letto" o "salotto", al momento del compromesso a me questo sembro' molto strano (e lo dissi), ma fui tranquillizzato dai 2 rappresentanti dell'Agenzia Immobiliare e dal notaio che redasse il compromesso. Le 2 persone dell'Agenzia sono state citate in causa assieme a me e agli altri proprietari (mia moglie e mio suocero) dell'immobile in questione e ovviamente non possono testimoniare, mentre il notaio smentisce di aver mai detto nulla in tal senso.
Quest'ultimo dichiara che per redigere il compromesso ha solamente copiato le denominazioni dei locali dalle fotocopie delle planimetrie ricevute dall'acquirente. Queste planimetrie, da noi mai viste, avevano dei locali indicati in modo diverso rispetto alle planimetrie ufficiali, nelle quali questi locali erano citati come "sgabuzzino, disimpegno, ecc. ".
Ma allora a cosa servono i professionisti se poi vengono commessi questi errori grossolani? Se qualcuno portasse a quel notaio delle fotocopie con vani di 1m x 1m senza finestre con la dicitura "camera da letto", egli si limiterebbe a copiare?
Esiste una certificazione di qualita' anche per il lavoro svolto dai notai? I notai si controllano da soli?
Come avviene la compravendita delle case negli altri Paesi?
E' possibile che la legge non ammetta l'ignoranza da parte del cittadino e ammetta che un Notaio dichiari di fronte a un giudice (nella sua testimonianza) di aver solo copiato?
Ero convinto che l'acquirente, e con lui il notaio, avesse il dovere di effettuare tutte le verifiche relative all'immobile in questione (tra l'accordo ed il compromesso trascorse circa 1 mese e ci sarebbe stato tutto il tempo).
Non riesco a capire come e' possibile che in Italia siano tutelati persino i cittadini che si sono rivolti ai maghi o che hanno fatto acquisti "incauti" alle televendite e sia invece colpevolizzato il cittadino si fida perche' sono presenti i "tecnici" dell'Agenzia immobiliare e il "garante al di sopra delle parti" Notaio.
Tale fiducia e' estremamente pericolosa, in quanto anche una persona normalmente accorta, in tale circostanza abbassa la guardia e diventa molto piu' vulnerabile.
Il compromesso venne redatto presso un Notaio scelto dall'acquirente.
In tale compromesso si legge: "... camere da letto, salotto, servizio nella zona mansardata non abitabile, studio,... ", ed il mio guaio e' dovuto al fatto che lo studio, che e' pure mansardato, non e' espressamente indicato come "non abitabile".
L'acquirente non ha poi acquistato la casa e mi ha fatto causa perche' avrebbe scoperto (a dir suo) solo successivamente che lo "studio" non era abitabile.
Alla data fissata per il rogito, giugno 1995, tutti i locali mansardati, incluso lo "studio", risultavano "abitabili" in quanto nel frattempo condonati.
L'acquirente era stato da subito informato sulla non abitabilita' di tutti i locali mansardati. Certamente sarebbe stato piu' semplice cercare di ingannarlo su tutti i locali mansardati e non solamente su uno. Sarebbe stato anche meno rischioso in quanto le parole "abitabile" e "non abitabile" non sarebbero mai apparse su alcun documento.
Considerato che in tutta Italia non e' possibile definire sulle planimetrie ufficiali i locali "non abitabili" come "camera da letto" o "salotto", al momento del compromesso a me questo sembro' molto strano (e lo dissi), ma fui tranquillizzato dai 2 rappresentanti dell'Agenzia Immobiliare e dal notaio che redasse il compromesso. Le 2 persone dell'Agenzia sono state citate in causa assieme a me e agli altri proprietari (mia moglie e mio suocero) dell'immobile in questione e ovviamente non possono testimoniare, mentre il notaio smentisce di aver mai detto nulla in tal senso.
Quest'ultimo dichiara che per redigere il compromesso ha solamente copiato le denominazioni dei locali dalle fotocopie delle planimetrie ricevute dall'acquirente. Queste planimetrie, da noi mai viste, avevano dei locali indicati in modo diverso rispetto alle planimetrie ufficiali, nelle quali questi locali erano citati come "sgabuzzino, disimpegno, ecc. ".
Ma allora a cosa servono i professionisti se poi vengono commessi questi errori grossolani? Se qualcuno portasse a quel notaio delle fotocopie con vani di 1m x 1m senza finestre con la dicitura "camera da letto", egli si limiterebbe a copiare?
Esiste una certificazione di qualita' anche per il lavoro svolto dai notai? I notai si controllano da soli?
Come avviene la compravendita delle case negli altri Paesi?
E' possibile che la legge non ammetta l'ignoranza da parte del cittadino e ammetta che un Notaio dichiari di fronte a un giudice (nella sua testimonianza) di aver solo copiato?
Ero convinto che l'acquirente, e con lui il notaio, avesse il dovere di effettuare tutte le verifiche relative all'immobile in questione (tra l'accordo ed il compromesso trascorse circa 1 mese e ci sarebbe stato tutto il tempo).
Non riesco a capire come e' possibile che in Italia siano tutelati persino i cittadini che si sono rivolti ai maghi o che hanno fatto acquisti "incauti" alle televendite e sia invece colpevolizzato il cittadino si fida perche' sono presenti i "tecnici" dell'Agenzia immobiliare e il "garante al di sopra delle parti" Notaio.
Tale fiducia e' estremamente pericolosa, in quanto anche una persona normalmente accorta, in tale circostanza abbassa la guardia e diventa molto piu' vulnerabile.
Risposta ADUC
e' passato un po' troppo tempo, ad ogni modo la segnalazione puo' essere fatta al Consiglio Notarile di competenza.
Tuttavia, l'aver solo copiato e non verificato, puo' essere motivo di contestazione, promuovendo pero' un'azione nei confronti del notaio medesimo -in un procedimento distaccato dal resto.
Tuttavia, ferma la possibilita' di agire sul notaio medesimo che avrebbe potuto esserci, non ci e' ben chiaro se si puo' sostenere la fondatezza dell'azione, poiche' ci sembra che ci sia una confusione sull'atto, piu' che una vera e propria falsita', pertanto tutto resta da inquadrare.
Tuttavia, l'aver solo copiato e non verificato, puo' essere motivo di contestazione, promuovendo pero' un'azione nei confronti del notaio medesimo -in un procedimento distaccato dal resto.
Tuttavia, ferma la possibilita' di agire sul notaio medesimo che avrebbe potuto esserci, non ci e' ben chiaro se si puo' sostenere la fondatezza dell'azione, poiche' ci sembra che ci sia una confusione sull'atto, piu' che una vera e propria falsita', pertanto tutto resta da inquadrare.
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