Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

27 novembre 2002
Domanda 27 novembre 2002
Si vorrebbe un parere sul seguente problema.
Una banca ha attivato con una compagnia assicuratrice una assicurazione a favore dei propri clienti correntisti per il rischio infortunio o morte con capitale assicurato, in caso di accadimento del rischio, pari al saldo del conte corrente (pratica di uso frequente).
A tal scopo tratteneva sul conto corrente dei propri clienti una quota annua di circa Lire 25.000, che -insieme ad un'altra quota di pari importo a proprio carico- versava poi alla compagnia assicuratrice a titolo di premio annuo. Le condizioni generali di contratto prevedono che la polizza non e' valida per i clienti correntisti oltre i 75 anni di eta'.
Un cliente correntista (mio padre) ha avuto trattenute annue, a titolo di quota per il premio, anche oltre il 75° anno di eta'. A 78 anni ha avuto un infortunio mortale. Di fronte alle richieste di informazioni e chiarimenti da parte di noi eredi, la banca ha risposto che gli eredi avevano diritto solo alla restituzione dei premi trattenuti dopo il 75° anno d'eta' cioe' circa Lire 75.000.
E' corretta la risposta della banca? Gli eredi del cliente correntista possono vantare dei diritti verso la banca o verso la compagnia assicuratrice (anche in considerazione del fatto -non si sa se rilevante o meno- che molte assicurazioni, compresa quella in questione, considerano e configurano l'inammissibilita' della copertura dopo il 75° anno di eta' come clausola vessatoria e quindi necessaria di duplice sottoscrizione)?
Quali norme disciplinano un caso come quello esposto? Ci sono precedenti in giurisprudenza?

Risposta ADUC
poiche' la disposizione e' meramente contrattuale e non e' una norma di legge, tutto dipende da cio' che prevede il contratto specifico, che si consiglia di leggere. Infatti, non e' un principio, quello enunciato, ma una clausola contrattuale i cui termini possono variare.
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