Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

22 novembre 2002
Domanda 22 novembre 2002
Buongiorno, desidero sottoporre alla Vostra attenzione il seguente caso di cui sono rimasti vittima i miei genitori e del quale, per diverse ragioni, sono venuta a conoscenza solo recentemente.
La situazione purtroppo e' alquanto complessa: cerchero' di essere piu' chiara e concisa possibile.
Mio padre ha 60 anni ed ha alle spalle una vita dedicata principalmente al lavoro svolgendo la professione di camionista prima e di commerciante negli anni piu' recenti. Nel maggio 2000 (quindi a 58 anni), ormai prossimo alla pensione, ha ritenuto opportuno mettere un po' d'ordine nei pochi risparmi accumulati nel corso di una vita.
Essendo completamente digiuno di conoscenze specifiche nel settore degli investimenti finanziari, si e' rivolto ad un esperto: un promotore finanziario, operante presso Area Banca.
Avendo l'unico obiettivo di salvaguardare il capitale e di assicurarsi una vecchiaia tranquilla, mio padre ha piu' volte ribadito all'operatore di sviluppare un tipo di investimento a basso rischio. "Faccia come meglio crede ma non mi faccia perdere soldi" era praticamente l'unica risposta a qualsiasi proposta del promotore. Mi pare di poter dire che si trattava di una richiesta estremamente chiara e palesemente ovvia.
Ora, quale investimento ha realizzato l'operatore?
L'investimento e' cosi' ripartito: 40% obbligazioni e 60% azioni.
In altre parole ha sviluppato un investimento aggressivo anziche' conservativo, ignorando cosi' totalmente la volonta' di mio padre.
Ma purtroppo il bello ha ancora da venire: la modesta quota di obbligazioni e' stata inizialmente investita in un titolo denominato "Rep. Turkey", acquistato "fuori dai mercati regolamentati": quello che si dice un investimento adatto a chi non voglia correre rischi (un investimento nel mercato turco!!). Dopo pochi mesi, con incredibile lungimiranza, il promotore decide di vendere tutte le quote del Rep. Turkey per acquistare (sempre "fuori dai mercati regolamentati") obbligazioni ad alto tasso di una societa' di telecomunicazioni (Viatel) che, guarda caso, pochi mesi dopo ha dichiarato la bancarotta.
Il risultato di tutto questo?
Mio padre ha realizzato una perdita di circa il 50% che sale a oltre il 70% se consideriamo che si ritrova possessore di obbligazioni di una societa' fallita.
Dalla dichiarazione di bancarotta della Viatel, Area Banca ha inizialmente "garantito" di "tutelare" (?) i propri investitori e da allora non fa che tergiversare sull'argomento. Attualmente il promotore in questione ha reso noto a mio padre che, nei confronti delle obbligazioni, ha soltanto due alternative: accettare la proposta di Area Banca (meta' della quota "restituita" sul conto corrente e l'altra meta' reinvestita in azioni della societa' fallita) o perdere l'intero capitale corrisposto.
E' abbastanza chiaro che il comportamento di Area Banca nei confronti di questa questione sia tutt'altro che trasparente e questo mi ha indotto a fare una breve ricerca. In poche parole ho scoperto che il numero di clienti a cui la banca ha propinato tale investimento e' elevato (vedi anche CaraADUC 10 Dic 2001) e che alcuni di essi, insieme anche ad alcuni promotori, hanno gia' intentato una causa nei suoi confronti.
Vengo ora finalmente alle mie richieste.
Purtroppo ignoro i diritti di un obbligazionista: potreste spiegarmi tutte le facolta' che la legge gli garantisce nel caso di fallimento della societa' emettitrice?
Vorrei inoltre sapere se sia possibile seguire gli sviluppi della causa in atto contro Area Banca ed, eventualmente, se sia possibile entrare come parte in causa a procedimento gia' avviato.
Infine gradirei sapere se Voi siate disposti a valutare il mio caso per un' eventuale assistenza legale.
E' naturale che io non riponga alcuna fiducia nei confronti del promotore in questione e vorrei quindi potermi fare una chiara idea dei diritti che mio padre ha al fine di prendere la decisione giusta.
Cordialmente, Miriam




Risposta ADUC
una delle cose piu' importanti da accertare e' se a suo padre sia stato sottoposto il prospetto in cui si richiedeva di dichiarare o meno la propria propensione al rischio e conseguentemente (in caso lo fosse) se vi e' stato rifiuto di rispondere in tal senso o se questa propensione sia stata adeguatamente documentata -fatto che non sarebbe stato possibile nel suo caso, ci par di capire.
Supponiamo che la proposta del promotore di risolvere la questione, sia l'unica tangibilmente fattibile. Cio' pero' non toglie che sia possibile provare ad agire su un diverso aspetto (ed a tal fine e' utile chiarire anche sulla base della documentazione, se suo padre sia o meno stato reso edotto sui rischi) rilevando la responsabilita' della Banca ed eventualmente del promotore medesimo. Di conseguenza, il primo passo che consigliamo, e' di rivolgere una richiesta di valutazione ed eventuale intervento alla Consob -V. G. B. Martini 3, 00100 Rm.
A seconda dell'esito, decidera' se intentare o meno un contenzioso (non potrebbe inserirsi in un'azione altrui, sia perche' si suppone non ve ne siano i tempi, sia perche' ogni caso e' comunque a se').
Per cio' che concerne i "diritti" in caso di fallimento, per gli obbligazionisti non ci sono molte possibilita' di vedersi rifondere il danno.
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