Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
22 novembre 2002
Ringrazio innanzi tutto per la sollecitudine nella risposta e ripropongo il quesito:
OGGETTO: Mutui prima casa e reato di usura.-
Cortese associazione, mi rivolgo a Voi per ottenere un orientamento e un consiglio avvalendomi della Vostra gentilezza e disponibilità. Con molto piacere ricevo periodicamente le Vostre email e vedo che riuscite ad abbracciare tutte le facciate del poliedro vivere quotidiano.
Come avrete notato dall'oggetto ho un forte sospetto che nei miei diritti patrimoniali vi sia stata una (presumo involontaria) lesione.
Ma Vi espongo premessa e fatto in modo da fornire il quadro della situazione prima della domanda finale.
Nel 1995 ho contratto un mutuo ipotecario per l'acquisto della mia abitazione in edilizia agevolata convenzionata (area P.E.E.P.) ex legge 457/78.
Originariamente, la banca concedente (BDS), contraeva il mutuo con l'impresa costruttrice a cui successivamente subentravo all'atto del rogito.
Il tasso veniva stabilito nella misura del 14,50 % il cui carico era distribuito come segue: 4,3% a mio carico e il resto a carico della Regione Siciliana.
Nel Marzo 1999 mi rivolgevo alla Banca (appena saputo dell'entrata in vigore della legge 108/96) chiedendo una rinegoziazione del tasso debitore ma la Banca riferiva che il tipo di muto contratto con il sottoscritto non rientrava fra le tipologie di prestito soggette a tale legge 108.
Orbene, sempre credendo che in buona fede la Banca abbia errato nella interpretazione - non già della mia richiesta - bensì delle norme di legge Orbene, ritenendo che (in buona fede) la Banca abbia errato nella interpretazione - non già della mia richiesta - bensì delle norme di legge, desidererei sapere:
1. Se devo insistere nelle mie richieste e quale sia l'effettiva portata delle norme in questione, in buona sostanza se, ho diritto a tale rinegoziazione del tasso debitore;
2. Nel caso positivo, con quale modalità tale tasso viene così ridimensionato ad esempio: - proporzionalmente fra Regione e mutuatario mantenendo costante il rapporto di onerosità; - viene ridotta solo la parte a carico della Regione ed il mutuatario mantiene il suo 4,3% da pagare; - viene ridotta la sola parte del mutuatario mantenendo costante il carico in capo all'Ente Regionale.
In ultimo, quali sono le leggi speciali cui si riferisce quel 4^ comma dell'art. 1 del D.L. 394/2000. Insomma, mi sfugge qualcosa in tutto ciò?
Come devo regolarmi?
Vi ringrazio infinitamente per ogni segno di riscontro che Vorrete darmi, e non lo dico per egoistico tornaconto ma, fortuna che ci siete, in un mondo in cui la "sovranità del consumatore ha ceduto il campo all'oligopolio dei cartelli" .
Distinti saluti.
OGGETTO: Mutui prima casa e reato di usura.-
Cortese associazione, mi rivolgo a Voi per ottenere un orientamento e un consiglio avvalendomi della Vostra gentilezza e disponibilità. Con molto piacere ricevo periodicamente le Vostre email e vedo che riuscite ad abbracciare tutte le facciate del poliedro vivere quotidiano.
Come avrete notato dall'oggetto ho un forte sospetto che nei miei diritti patrimoniali vi sia stata una (presumo involontaria) lesione.
Ma Vi espongo premessa e fatto in modo da fornire il quadro della situazione prima della domanda finale.
Nel 1995 ho contratto un mutuo ipotecario per l'acquisto della mia abitazione in edilizia agevolata convenzionata (area P.E.E.P.) ex legge 457/78.
Originariamente, la banca concedente (BDS), contraeva il mutuo con l'impresa costruttrice a cui successivamente subentravo all'atto del rogito.
Il tasso veniva stabilito nella misura del 14,50 % il cui carico era distribuito come segue: 4,3% a mio carico e il resto a carico della Regione Siciliana.
Nel Marzo 1999 mi rivolgevo alla Banca (appena saputo dell'entrata in vigore della legge 108/96) chiedendo una rinegoziazione del tasso debitore ma la Banca riferiva che il tipo di muto contratto con il sottoscritto non rientrava fra le tipologie di prestito soggette a tale legge 108.
Orbene, sempre credendo che in buona fede la Banca abbia errato nella interpretazione - non già della mia richiesta - bensì delle norme di legge Orbene, ritenendo che (in buona fede) la Banca abbia errato nella interpretazione - non già della mia richiesta - bensì delle norme di legge, desidererei sapere:
1. Se devo insistere nelle mie richieste e quale sia l'effettiva portata delle norme in questione, in buona sostanza se, ho diritto a tale rinegoziazione del tasso debitore;
2. Nel caso positivo, con quale modalità tale tasso viene così ridimensionato ad esempio: - proporzionalmente fra Regione e mutuatario mantenendo costante il rapporto di onerosità; - viene ridotta solo la parte a carico della Regione ed il mutuatario mantiene il suo 4,3% da pagare; - viene ridotta la sola parte del mutuatario mantenendo costante il carico in capo all'Ente Regionale.
In ultimo, quali sono le leggi speciali cui si riferisce quel 4^ comma dell'art. 1 del D.L. 394/2000. Insomma, mi sfugge qualcosa in tutto ciò?
Come devo regolarmi?
Vi ringrazio infinitamente per ogni segno di riscontro che Vorrete darmi, e non lo dico per egoistico tornaconto ma, fortuna che ci siete, in un mondo in cui la "sovranità del consumatore ha ceduto il campo all'oligopolio dei cartelli" .
Distinti saluti.
Risposta ADUC
non sussiste un diritto alla rinegoziazione: esiste pero' la facolta' di richiederla (nel qual caso, interessa il mutuo in toto). Il problema e' che la parte riconosciuta come legittimata a richiedere la rinegoziazione e' sempre risultata l'Ente sottoscrittore: con chiarimento del Ministero del Tesoro e' stato invece specificato come anche la parte che risulta aver beneficiato del mutuo, possa direttamente richiedere la rinegoziazione. Conseguentemente, puo' farlo. Questo, non vuole pero' dire che la richiesta venga obbligatoriamente accolta.
Tra l'altro, trattandosi di mutuo a tasso agevolato, non rientra neanche nelle previsioni della L. n. 24 del Febbraio 2001.
Non abbiamo compreso a quale punto lei faccia riferimento nel decreto legge 394/00: tuttavia e' in esso che risulta esplusa l'applicabilita' delle riduzioni automatiche dei tassi per i mutui in essere nei confronti dei mutui a tasso agevolato.
Tra l'altro, trattandosi di mutuo a tasso agevolato, non rientra neanche nelle previsioni della L. n. 24 del Febbraio 2001.
Non abbiamo compreso a quale punto lei faccia riferimento nel decreto legge 394/00: tuttavia e' in esso che risulta esplusa l'applicabilita' delle riduzioni automatiche dei tassi per i mutui in essere nei confronti dei mutui a tasso agevolato.
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