Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

21 novembre 2002
Domanda 21 novembre 2002
Cara Aduc, vi scrivo per sottoporvi un problema e vorrei un consiglio per la risoluzione.
Nel mese di settembre del 1999 stipulai un contratto preliminare di compravendita per l'acquisto di una porzione di fabbricato (in tutto sei proprietari) in corso di costruzione.
Per individuare la proprieta' che intendevo comprare ne furono evidenziata sulla Planimetria del fabbricato tutti i contorni. La porzione di fabbricato si sviluppa in verticale con garage, cantine, piano terra, primo piano e mansarda, quindi non vi sono inquilini ne sopra ne sotto di me, solo per le cantine c'e' il passaggio comune a me e mio fratello.
La superficie del solaio della mia cantina e di parte del passaggio comune con quella di mio fratello (superficie di accesso al mio fabbricato) erano di mia esclusiva proprieta'. Idem per la proprieta' di mio fratello. Nella compravendita inoltre erano inseriti anche la comproprieta' di un'area antistante il fabbricato da destinare a parcheggi e di un terreno da destinare a verde attrezzato. Successivamente il tecnico ha accatastato il fabbricato ed ha stimato l'immobile per l'assegnazione dei millesimiali sulle aree comuni. Dopodiche' nel mese di marzo 2000 stipulavo l'atto definitivo di compravendita. Qualche mese fa nel dover pavimentare e recintare l'area sulla mia cantina, un inquilino mi faceva notare che cio' non era possibile poiche' quell'area risultava essere comune a tutti. Meravigliato della cosa andai a chiedere spiegazioni al tecnico. Dapprima il tecnico disse che si trattava di un errore di accatastamento e poi successivamente ha giustificato la cosa dicendomi che purtroppo si trattava di lastrico solare percio' non poteva fare altrimenti. Gli facevo notare innanzitutto la scorrettezza morale (credo era doveroso avvisarmi dell'incongruenza con cio' che si era pattuito alla compravendita) e la scorrettezza materiale in quando appunto quell'area, era di mia esclusiva proprieta' sia nel compromesso che nel documento da lui redatto per la stima del fabbricato e di conseguenza per l'assegnazione dei millesimali. Notavo inoltre che il problema e' comune a quattro inquilini su sei, poiche' la proprieta' degli altri due si sviluppa tutta sul primo e quindi si sono trovati ad essere comproprietari di qualcosa che non avevano pattuito alla compravendita. Ora nel volere sistemare la cosa, solo uno dei due inquilini che in nessun modo avevano diritto a quest'area, si oppone alla sistemazione di tutto. Anche il tecnico ed il venditore sarebbero disposti ad aggiustare il tutto a loro spese. Alla luce di cio' vorrei innanzitutto sapere se l'area antistante alla mia abitazione poteva essere accatastata come di mia esclusiva proprieta' e se, e' possibile (idem per gli altri tre inquilini) rimpossessarmi di quell'area (da me pagata) anche se non c'e' l'indisponibilita' di un solo inquilino.
Quali sono le azioni da poter mettere in campo????? Vi ringrazio anticipatamente della vostra Paziente disponibilita' e colgo l'occasione per salutarvi affettuosamente!!!!!!!!




Risposta ADUC
da come descrive l'area, ci pare che l'accatastamento fosse possibile: si faccia spiegare dal tecnico perche' non lo fosse. Altra cosa da considerare, e' se fosse necessario costituire una servitu' a favore della collettivita' (dipende se questa area consente accesso a qualcosa in modo esclusivo oppure solo alla sua abitazione). Tuttavia, a nostro avviso molto dipende dal rogito. Infatti, se il rogito espressamente richiama le condizioni del compromesso o comunque il compromesso, il notaio medesimo puo' richiedere una rettifica catastale. Nel caso in cui, invece, la modifica risultasse plausibile e formalmente accettata (da lei) dopo il compromesso e prima del rogito -nel caso, cioe', appaia che lei l'ha tacitamente accettata- allora occorre la volonta' di tutti gli interessati. Ad ogni modo, un altro problema puo' scaturire (anche nel caso a lei piu' favorevole) dagli altri rogiti, se questi apparissero legittimare un diritto aggiuntivo dei contraenti rispetto a quanto indicato in compromesso.

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