Giovedì 4 giugno 2026
Menu
Cara ADUC

Lettera del consumatore

13 novembre 2002
Domanda 13 novembre 2002
Sono stato citato a comparire davanti al giudice di pace dall'amministrazione del condominio di cui posseggo un appartamento; mi veniva chiesto di rispondere di spese condominiali per un importo di poco superiore ai due milioni di lire. Si trattava in tutta evidenza di una citazione inutile, in quanto, atto di compravendita alla mano, le spese condominiali si riferivano al precedente proprietario dell'appartamento.
Nel rivolgermi ad un avvocato, ho ritenuto di chiedere fin dall'inizio una valutazione della spesa complessiva a cui sarei andato incontro in termini di onorario, pur immaginando, dati i termini estremamente semplici della specifica questione, che il giudice avrebbe addossato alla mia controparte le spese legali. La stima (verbale) dell'avvocato e' stata di trecento euro, da me versati.
La sentenza, emessa alla terza udienza, ha sancito la mia estraneita' al debito reclamato dall'amministrazione condominiale, ma ha disposto che ciascuna parte si faccia carico delle proprie spese legali.
Ora l'avvocato mi richiede di integrare il pagamento iniziale fino al raggiungimento di un onorario totale di seicentocinquanta euro, ma a me non sembra che sussista alcun elemento atto a giustificare una tale differenza rispetto al preventivo iniziale, in quanto: - pur se ora l'avvocato sostiene che l'importo iniziale di 300 euro era da lui inteso solo come anticipo, detto importo era molto chiaramente individuato come spesa totale da lui prevista - nel corso della vicenda non mi risulta ci siano state complicazioni particolari o imprevisti di sorta che possano giustificare spese aggiuntive rispetto a quelle stimabili inizialmente - essendo relativa ad un'altra citta', la causa e' stata seguita dall'avvocato tramite un corrispondente, ma anche questo elemento era ben chiaro al momento della valutazione iniziale.
Posso immaginare che un argomento a sostegno di una richiesta maggiore di quella iniziale possa riferirsi alla necessita' di seguire tre udienze; ma anche a questo proposito, immagino che siano ben poche le cause che si esauriscono in un'unica udienza, e che pertanto anche questo elemento poteva essere considerato al momento della stima iniziale.
Di fronte alle mie rimostranze, l'avvocato si e' dichiarato disponibile a quantificare nuovamente, tramite il tariffario professionale, l'importo precedentemente definito a forfait. Sono in attesa di ricevere tale nuova quantificazione, ma temo che possa eccedere tanto l'importo iniziale di 300 euro quanto quello successivamente richiesto di 650 euro.
In quale modo ho la possibilita' di chiedere il rispetto del patto stipulato inizialmente? E' corretto che l'avvocato non mi abbia finora rilasciato alcuna ricevuta per l'importo da me versato?
Vi ringrazio per l'attenzione.




Risposta ADUC
lei e' obbligato a pagare al condominio cio' che spettava al precedente proprietario, con diritto di rivalsa su quest'ultimo -la legge e' chiara- pertanto la sentenza ci stupisce (ad ogni modo, dipende dai particolari effettivi del caso).
Per cio' che concerne l'importo richiesto, si tratta di un discreto problema, infatti sommando le varie voci si arriva effettivamente all'importo richiestole.
Quello che puo' fare e' richiedere, per raccomandata A/R -sulla base del progetto di notula- una valutazione all'Ordine di competenza, facendo presenti le garanzie ricevute in merito al costo effettivo del procedimento e conseguentemente richiedendo non solo una valutazione ed un giudizio di congruita', ma principalmente di valutare il comportamento del legale. Il massimo che puo' ottenere, comunque, e' l'applicazione dei minimi (e grosso modo ci saremmo gia') e dunque un lieve sconto, ma non l'applicazione della somma originariamente promessa, in quanto l'Ordine non consente proprio di applicare somme inferiori ai minimi medesimi.

ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →